Guerra commerciale: la Cina bersaglia beni USA per 60 miliardi di dollari

Ennesimo nuovo capitolo della guerra commerciale: la Cina minaccia nuovi dazi sui prodotti USA per 60 miliardi di dollari

Guerra commerciale: la Cina bersaglia beni USA per 60 miliardi di dollari

Da Pechino la minaccia è arrivata in maniera piuttosto chiara: nuove tariffe contro i beni USA per una cifra complessiva di 60 miliardi di dollari.
Ad affermarlo è stato il ministero del commercio cinese, tramite un comunicato che ha chiarito le intenzioni del governo nel caso in cui Trump dovesse intensificare la sua escalation contro la Cina.

Si tratta di un nuovo capitolo della guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo, impegnate in una battaglia a colpi di dazi per il momento intercorsa prevalentemente per mezzo di minacce, ma sempre più in grado di mettere a repentaglio i mercati internazionali.

La minaccia cinese: nel mirino 60 miliardi di dollari di beni degli Stati Uniti

Le cosiddette tariffe di ritorsione sarebbero quindi pronte da parte cinese, con tasse sull’importazione comprese tra il 5 e il 25% secondo quanto precisato dal ministero. Esistono al momento quattro elenchi di prodotti, uno per ciascuna delle tasse proposte. Molti dei beni sono legati al versante agricolo, altri riguardano metalli e prodotti chimici.

Il governo di Xi Jinping ha aggiunto che la data di entrata in vigore delle misure dipenderà dalle azioni degli Stati Uniti, e la Cina si riserva il diritto di continuare ad introdurre nuove misure in risposta alle eventuali contro-rappresaglie di Trump:

“Qualsiasi minaccia o ricatto porterà solo all’intensificazione dei conflitti e al danneggiamento degli interessi di tutte le parti in gioco”.

Nuove tariffe che potrebbero quindi diventare effettive qualora dalla Casa Bianca dovessero arrivare maggiori inasprimenti ai dazi sulle importazioni cinesi, come più volte minacciato dallo stesso Presidente USA, che solo ieri ha detto di voler alzare le tariffe dal 10% al 25% e che nelle settimane passate è arrivato fino a dirsi pronto a una tassazione di tutti i beni di Pechino che è possibile colpire, per un valore complessivo che si aggirerebbe sui 505 miliardi di dollari.

Il tutto a seguito del ciclone di inizio giugno, quando il tycoon statunitense ha dato una vera e propria scossa agli scenari commerciali già tesissimi imponendo dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di beni provenienti da Pechino. Tra questi ci sono prodotti alimentari e chimici, acciaio e alluminio a cui si aggiungono beni di consumo di ogni tipo.

Oltre che per i Paesi, la minaccia si fa sempre più concreta per i consumatori, tanto che solo ieri Erin Ennis, vicepresidente senior dello U.S. China Business Council, ha ricordato la portata ampissima dei dazi e il peso enorme che potrebbero avere, andando a gravare sulla “maggior parte dei portafogli americani”.

L’obiettivo dichiarato degli States resta sempre quello di spingere tramite i dazi il Paese governato da Xi Jinping ad abbandonare presunte pratiche sleali e raggiungere un nuovo accordo commerciale.

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