Il Belgio è da 16 mesi senza governo: il negoziatore positivo al Covid

Dalle elezioni federali del 26 maggio 2019 il Belgio non ha un governo politico: adesso tocca al liberale Egbert Lachaert provare a formare un esecutivo, dopo che prima di lui in undici hanno già fallito, ma la sua positività al coronavirus potrebbe complicare le cose.

Il Belgio è da 16 mesi senza governo: il negoziatore positivo al Covid

Il Belgio è da sedici mesi senza governo. A Bruxelles ancora non hanno trovato un accordo dopo le elezioni federali del 26 maggio 2016, che si sono tenute in contemporanea con le europee.

Re Filippo, dopo undici tentativi falliti, adesso ha dato l’incarico al liberale Egbert Lachaert di fare da esloratore per la formazione di un nuovo governo, ma la notizia della positività al coronavirus del presidente del partito Open Vld potrebbe rallentare il tutto.

Non è comunque la prima volta che il Belgio si ritrova in una situazione del genere, ma adesso lo scorso 3 agosto è stato battuto ogni record superando quello precedente che era di 589 giorni senza governo.

Il motivo di questo stallo belga è da ricercare, oltre che nella legge elettorale, soprattutto nella atavica spaccatura interna tra valloni e fiamminghi, che divide il Paese più che la tradizionale destra e sinistra.

Perché il Belgio è senza governo

La legge elettorale in vigore in Belgio è molto simile a Brescellum, il sistema di voto ideato dal tandem Partito Democratico-Movimento 5 Stelle e che dopo il referendum dovrebbe approdare in Parlamento.

Il Belgio viene così diviso in undici circoscrizioni (le dieci province più Bruxelles) che eleggono un numero di deputati in base alla popolazione. I 150 membri della Camera dei Rappresentanti vengono così eletti in maniera proporzionale in ogni circoscrizione dove vige una soglia di sbarramento pari al 5%.

Anche alle ultime elezioni la parte francofona ha votato in maggioranza partiti socialisti e verdi, mentre quella fiamminga di lingua olandese ha premiato i conservatori e in particolare Vlaams Belang, un partito di estrema destra che ha preso il 12% eleggendo 18 deputati.

Anche questa volta il voto ha determinato una Camera spaccata tra valloni e fiamminghi, con il liberale Egbert Lachaert che è il dodicesimo politico a tentare di dare vita a un governo dopo che i due leader Bart De Wever (Nuova Alleanza Fiamminga) e Paul Magnette (Partito Socialista Vallone) hanno gettato la spugna.

Proprio mentre una fumata bianca appariva essere all’orizzonte, la notizia della positività al coronavirus di Lachaert potrebbe complicare le cose anche se il liberale continuerà a tenere gli incontri in videoconferenza.

A guidare il Paese è al momento Sophie Wilmes, ex ministro dell’ultimo governo guidato da Charles Michel (ora presidente del Consiglio Europeo), che così dal 28 ottobre 2019 svolge il ruolo di primo ministro ad interim.

Il prossimo 17 settembre però scadranno i poteri speciali conferiti al governo, decisi anche per affrontare al meglio la pandemia, con il Belgio che così si appresta a una autentica corsa contro il tempo per arrivare nei prossimi giorni a un accordo tra i partiti.

Argomenti:

Belgio Coronavirus

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories