Prove di disgelo tra Italia e UE, parole di distensione da Moscovici e Nowotny. Borse europee al collasso: gli analisti si chiedono se Draghi fermerà l’ondata di vendite.
Le Borse mondiali sono in una fase molto delicata. Il calo del petrolio sta facendo aumentare i dubbi degli investitori, sconcertati sulle condizioni economiche future dell’economia globale. In Europa tutti gli indici sono in pesante rosso, con l’Italia affossata dai titoli bancari.
In queste ore si sta svolgendo il World Economic Forum a Davos (Svizzera) nel quale alcuni esponenti europei hanno lanciato segnali di disgelo nei confronti dell’Italia. Nel frattempo, alcuni operatori si chiedono se Draghi fermerà il sell-off in atto, decidendo per nuove misure straordinare di politica monetaria o comunque facendo capire che la BCE lascerà una porta aperta ad eventuali manovre monetarie per cercare di arginare la deflazione scatenata dai prezzi del petrolio.
Borse mondiali annaspano con il crollo del petrolio
In tutta Europa i listini azionari registrano un pesante ribasso. Le ragioni di questo sell-off vanno ricercate principalmente nei prezzi del petrolio e, in Italia, nella delicata situazione che è venuta a crearsi tra il governo del Bel Paese e i vertici dell’Unione Europea.
Sul fronte petrolio, la preoccupazione maggiore riguarda la possibile ondata deflazionistica che potrebbe generarsi da un’ulteriore calo dei prezzi che metterebbe in ginocchio le economie dei Paesi sviluppati ed emergenti.
Nella seduta di ieri di Wall Street, gli indici azionari statunitensi non hanno festeggiato i buoni dati provenienti dalla Cina che hanno confermato sì un rallentamento ma anche una fase di stabilità.
Il crollo del greggio mette in dubbio la capacità di ripresa della domanda che, oltre all’eccessiva offerta, resta il problema principale del petrolio e più in generale dell’economia globale poiché sintomo di un rallentamento globale.
Italia: comparto bancario appesantisce la situazione
Ancora più grave è la situazione in Italia: sul Ftse Mib pesa in particolare il settore bancario, preso di mira dalle vendite sia per la notizia delle indagini avviate dalla BCE sulla situazione dei crediti deteriorati di 6 istituti di credito nostrani, sia per le tensioni che si stanno registrando tra il governo di Roma e i vertici europei.
UE, Moscovici: nessuna guerra con l’Italia, Renzi premier ambizioso
Su quest’ultimo punto, dal World Economic Forum di Davos arrivano parole di disgelo nei confronti del governo italiano. Il commissario UE agli Affari Economici, Pierre Moscovici, ha dichiarato che non c’è nessuna guerra in atto tra Roma e l’istituzione europea. Moscovici ha usato parole di stima nei confronti del premier Matteo Renzi, definendolo un “presidente ambizioso che sta facendo trasformazioni importanti”.
Il commissario UE ha aggiunto che l’Europa vede con favore le riforme attuate dal governo italiano, invitando le parti al dialogo in un clima amichevole volto alla costruzione di compromessi positivi.
UE, Nowotny: Renzi non è un problema per l’Europa
Dello stesso parere di Moscovici è il presidente della Banca Centrale austriaca e membro della BCE, Ewald Nowotny, che, intervenendo dall’Euromoney Forum, ha replicato con un secco “No” alla domanda se Renzi fosse un problema per l’Europa. Nowotny ha sottolineato che non è nel suo ruolo interessarsi della vicenda ma che da un lato oggettivo vede sviluppi positivi nel prossimo futuro.
Nonostante le parole pronunciate dai membri europei, sia l’Italia che il resto d’Europa faticano ad arginare le perdite odierne. A questo punto, molti analisti ed operatori si stanno chiedendo se Draghi, nella riunione di domani della BCE, deciderà di intervenire o quanto meno rassicurare i mercati.
Borse europee, analisti: Draghi fermerà il panic selling?
Gli esperti di IG non si aspettano che Draghi annuncerà nuove riforme della politica monetaria vigente visto il breve lasso di tempo intercorso tra la riunione di domani e quella di Dicembre. Tutavia, gli analisti di IG si aspettano quanto meno che il presidente della BCE lasci una porta aperta ad eventuali azioni future. Starà quindi a Draghi usare un corretto uso della dialettica per rassicurare i mercati europei.
Di parere opposto invece gli esperti di Adria Gestioni che reputano più probabile un intervento della BCE per cercare di arginare il panic selling in corso. Un annuncio di estensione monetaria del QE è una mossa che non va esclusa visto che il crollo del greggio rende molto più difficile il perseguimento degli obiettivi di inflazione.
Sulla questione banche italiane, gli analisti di Adria credono che serva qualcosa di concreto per risolvere il problema perché la situazione rischia di sfuggire di mano. E’ necessario un passo avanti concreto sulla bad bank, concludono gli esperti di Adria.