La BCE alzerà i tassi prima del previsto?

Ecco perché la BCE potrebbe sorprendere rialzando i tassi di interesse prima del previsto.

La BCE alzerà i tassi prima del previsto?

La BCE alzerà i tassi di interesse prima del previsto?

Una domanda alla quale hanno tentato di rispondere Peter Rosenstreich e Arnaud Masset, rispettivamente Head of Market Strategy e analista di Swissquote.

Quella dei due esperti è risultata una vera e propria panoramica sullo stato attuale del mercato, alle prese con un cambio euro dollaro in risalita e con dati macroeconomici in via di miglioramento nell’Eurozona.

Diversi elementi hanno spinto Swissquote a teorizzare possibili sorprese in arrivo dalla BCE che, per dirla con le loro stesse parole, potrebbe anche decidere di rialzare i tassi di interesse prima del tempo.

Nel corso dell’ultima interessante riunione del 14 giugno, Mario Draghi ha fornito chiare indicazioni sulla fine del Quantitative Easing, ma ha al contempo rimandato l’aumento del costo del denaro a non prima dell’estate 2019. Eppure, non è così raro incontrare analisti convinti che la BCE riuscirà in qualche modo a sorprendere il mercato.

L’andamento del cambio euro dollaro

Al momento della scrittura la coppia sta scambiando con un rialzo deciso di 0,70 punti percentuali e si sta ergendo di nuovo sopra la soglia di $1,17. A contribuire allo slancio odierno sicuramente i buoni dati sugli ordini industriali tedeschi avanzati di un ottimo 2,6% che si è confrontato con la flessione precedente e con le attese a +1,1%.

Il dato, secondo gli analisti, potrebbe confermare la tesi secondo cui il rallentamento economico di inizio anno è stato soltanto temporaneo e potrebbe fornire nuovo gas all’ipotesi di un rialzo dei tassi BCE più vicino.

L’andamento del cambio euro dollaro è stato determinato anche dalla rinnovata debolezza del biglietto verde, con un Dollar Index che ha continuato a perdere quota, e da illazioni secondo cui alcuni membri della BCE sarebbero ormai contrari ad un ritocco sul finire del 2019. Arriverebbe troppo tardi, stando a quanto riportato da Swissquote.

“Un rumor di mercato forte, che ha dato così agli speculatori la possibilità di spingere ulteriormente gli acquisti sull’euro vendendo al contempo i Bund, il cui rendimento sui titoli a due e dieci anni sono cresciuti di oltre tre punti base,”

si legge nel report che non ha però mancato di sottolineare le insidie e gli ostacoli che la moneta unica dovrà continuare a fronteggiare.

“Nonostante una nuova propensione al rischio sui mercati, ci sono buone possibilità che il rally dell’euro sia solo di breve durata: a segnalare pericolo rosso all’orizzonte l’entrata in vigore della prima tranche di dazi americani sull’import cinese prevista per domani 6 luglio.”

Occhi sui verbali Fed

Alle ore 20:00 di questa sera la Federal Reserve pubblicherà gli attesi verbali di politica monetaria riferiti alla sua ultima riunione, in occasione della quale ha rialzato i tassi di interesse confermando le attese del mercato.

Le minute in dirittura d’arrivo potrebbero determinare nuove oscillazioni sul mercato dei T-bond ma saranno interessanti da osservare soprattutto con riferimento all’inflazione e ai dati commerciali.

Sul mercato valutario, comunque, Swissquote non si aspetta alcuna variazione di rilievo derivante dai verbali Fed dato che il percorso della banca centrale americana è già stato ampiamente prezzato. Le uniche eccezioni? Le valute dei mercati emergenti più esposte alle oscillazioni del dollaro.

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