Azioni: gli short seller hanno perso $5,5 miliardi da inizio novembre

Le vendite allo scoperto hanno bruciato 5,5 miliardi di dollari nel mese di novembre. Sullo sfondo le notizie relative al nuovo vaccino di Pfizer che lunedì hanno alterato i rapporti di forza sui mercati finanziari.

Azioni: gli short seller hanno perso $5,5 miliardi da inizio novembre

Dove hanno bruciato gli short seller 5,5 miliardi di dollari da inizio novembre?

Questo mese, finora, è stato particolarmente nero per gli investitori short, quei venditori che, puntando ad un movimento ribassista del mercato, scaricano i titoli presi in prestito per ricomprarli ad un prezzo inferiore.

Cruciale, in tal senso, è stata la sessione di Borsa di lunedì, quando la Big Pharma Pfizer, unitamente all’azienda farmaceutica tedesca BioNTech, ha annunciato i risultati positivi del trial clinico relativo al vaccino anti-Covid.

La reazione di Wall Street, infatti, non è tardata ad arrivare, con le azioni delle aziende fiaccate dalla pandemia – su tutte quelle del settore turistico – che hanno registrato imprevedibili performance positive. Giù, invece, i comparti che avevano sino ad allora beneficiato delle restrizioni implementate negli ultimi mesi, con l’indice Nasdaq che lunedì si è mosso in territorio negativo dell’1,5% rispetto alla chiusura di venerdì.

Short selling, perdite da 5,5 miliardi di dollari

Da una rapida occhiata alla lista di titoli che hanno portato gli short seller a chiudere in perdita – fornita da Ortex Analytics – appare subito evidente che a rimbalzare maggiormente siano state le azioni del settore turistico, incluso il comparto del trasporto aereo.

La perdita più rilevante – 520 milioni di dollari – ha riguardato lo short selling sul titolo Carnival Corporation, società anglo-statunitense leader nel settore delle crociere, che lunedì ha guadagnato il 39,3% rispetto alla chiusura di venerdì.

Sui gradini più bassi del podio, invece, Expedia Group e Booking Holdings, portali online che raccolgono le prenotazioni dei vacanzieri. Entrambe, lunedì, in territorio positivo del 24,3% e del 18,8%, con perdite totali dello short selling sulle loro azioni a quota, rispettivamente, 382 e 345 milioni di euro.

Non mancano, inoltre, i titoli delle compagnie aeree, capeggiate da American Airlines. Il principale vettore aereo americano ha registrato lunedì un rimbalzo del 15,2%. Le perdite, nel mese di novembre, maturate dalla vendita allo scoperto delle azioni American Airlines hanno toccato quota 274 milioni di dollari.

Grandi guadagni dallo short sul comparto tech

D’altra parte, gli short seller più vigili hanno potuto trarre enormi profitti dalla contrazione improvvisa del settore tech americano. La sola Zoom, azienda che produce servizi di teleconferenza, ha permesso ai venditori allo scoperto di incassare quasi 1 miliardo di dollari, grazie al tonfo di lunedì che ha portato ad una perdita di valore delle azioni della società di oltre il 17%.

Cifra simile – 936 milioni di dollari – è stata guadagnata dagli short seller con la vendita e il riacquisto delle azioni WayFair, gigante americano dell’e-commerce, che lunedì hanno perso circa il 22% del loro valore.

Le attività di short selling hanno riguardato anche due aziende simbolo dell’economia pandemica, Amazon e Netflix. Il colosso guidato da Jeff Bezos ha permesso agli short seller di realizzare profitti per oltre 420 milioni di dollari a novembre, grazie esclusivamente alla contrazione del valore delle azioni Amazon di lunedì, -5%. Sulla stessa linea Netflix, che lunedì ha ceduto l’8,5% per un guadagno degli short seller di 416 milioni di dollari.

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