Austria, Hypo Alpe Adria: con il fallimento programmato si attua il modello europeo di rivalsa sui creditori

Il caso di Heta, la bad bank di Hypo Alpe Adria, non è solo il primo fallimento «controllato» di una banca ma anche il primo caso concreto di applicazione delle nuove regole europee che chiamano in ballo gli investitori in caso di difficoltà di un istituto di credito.

Giorni contati per Hypo Alpe Adria Bank International. Il ministero delle Finanze austriaco ha, infatti, deciso di sospendere le iniezioni di liquidità alla bad bank Heta creata proprio per risolvere i problemi finanziari dell’istituto di credito austriaco. Ma, al di là della cronaca, il caso di Hypo Alpe Adria e della sua bad bank si configurano come un esempio interessante di fallimento pilotato di una banca e, soprattutto, come il primo caso di concreta applicazione delle regole europee di bail in ovvero, le nuove regole bancarie, in base alle quali, in caso di difficoltà finanziarie di una banca non sono i contribuenti (correntisti ma anche cittadini stessi, per tramite dello Stato) a dover accollarsi i debiti relativi ma gli investitori (creditori).

La Hypo Alpe Adria, un istituto di credito austriaco di primaria importanza, era stata nazionalizzata nel 2009, dopo che aver realizzato pesantissime svalutazioni su crediti tossici nel Balcani. A seguito delle difficoltà finanziarie della banca era stata creata un’apposita Bad Bank, la Heta Asset Resolution, che nello scorso Giugno, a seguito di una revisione degli asset, ha evidenziato perdite per un valore compreso tra 5,1 e 8,7 miliardi di euro.

Il Governo di Vienna avrebbe dovuto iniettare fino a 7,6 miliardi di euro nella bad bank, per sostenere un debito da oltre 11 miliardi di euro che è costato ai contribuenti austriaci già 5,55 miliardi di euro. Il Ministero delle Finanze austriaco con una recente decisione, presa a seguito dei primi risultati di un’analisi degli asset della banca ha, però, respinto questa eventualità, sancendo di fatto il fallimento pilotato della banca.

La decisione è arrivata anche in vista della scadenza del prossimo venerdì, momento in cui la band bank dell’istituto Hypo Alpe-Adria ha un bond in scadenza da 450 milioni di euro, oltre a quello, da 500 milioni di euro in scadenza al prossimo 20 Marzo. Il ministero delle Finanze di Vienna ha comunque, reso nota la decisione di rispettare le garanzie, per 1 miliardo di euro, sul debito subordinato emesso da Heta nel 2012.
A questa notizia occorre aggiungere anche la decisione dell’autorità di vigilanza austriaca Finanzmarktagentur (Fma) che ha previsto una moratoria dei debiti di Heta Asset Resolution fino al 31 maggio del 2016.

Si tratta di decisioni che oltre a causare, con ogni probabilità, pesanti perdite per i creditori della banca e conseguenti azioni legali che gli investitori metteranno in atto, determina un cambio di rotta nelle politiche finanziarie austriache. L’Austria, infatti, come tradizionalmente hanno sempre fatto i Paesi nordici (Germania e Olanda) aveva sempre utilizzato il cosiddetto «modello bail out» che, in caso di difficoltà bancarie, faceva gravare sui contribuenti il peso di quelle difficoltà dal momento che era lo Stato a correre in soccorso della stessa Banca finanziandone i debiti (come in qualche modo avviene in territorio italiano per il Monte dei Paschi, ad esempio).

Ora, complici anche le nuove regole europee del «bail in» sul credito, le difficoltà di una banca e le relative perdite peseranno anche sui creditori che subiranno, essi stessi, perdite derivanti dal mancato risarcimento dei titoli.

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Argomenti:

Banche Europa (UE)

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