Bonifici bancari, pochi lo sanno, ma è vietato trasferire denaro tra conti collegati tra loro

Ilena D’Errico

11 Marzo 2026 - 20:36

Il giroconto può creare dei problemi, nonostante i soldi siano sempre della stessa persona. Ecco quando sono vietati (davvero).

Bonifici bancari, pochi lo sanno, ma è vietato trasferire denaro tra conti collegati tra loro

Nelle ultime settimane molte persone stanno accusando delle difficoltà legate all’invio e alla ricezione dei giroconti, quelle operazioni con cui una persona trasferisce il proprio denaro da un fondo all’altro. Le difficoltà sembrano essere diffuse in tutta Europa, seppur non a livelli allarmanti, tanto da far pensare che siano dovute per lo più all’adeguamento della normativa di sicurezza. Ma per chiarezza vediamo tutti i dettagli sui giroconti. Di fatto, anche se poco conosciuti, ci sono dei casi in cui è vietato trasferire soldi tra conti collegati.

Giroconti bloccati o sospesi

I clienti che lamentano difficoltà nell’esecuzione dei giroconti, in genere dalle app di home banking, devono necessariamente rivolgersi all’istituto di credito di riferimento. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di impedimenti legati ai controlli di sicurezza, per esempio nel caso di dubbia corrispondenza tra l’intestatario indicato e i dati risultanti, ma anche per altri fattori che il sistema potrebbe considerare anomali.

Non è inoltre da escludere che il giroconto sia bloccato per problemi tecnici da chiarire con la banca, ad esempio legati alle operazioni eseguibili con app oppure alla possibilità di ricezione dell’altro conto corrente. Eventuali segnalazioni fiscali, in ogni caso, non comportano un blocco dell’operazione, a meno che sia disposto dalle autorità.

Quando il giroconto è illegale?

In sé e per sé il giroconto non è mai illegale, trattandosi di uno strumento per il trasferimento dei fondi ammesso nel nostro ordinamento. Naturalmente deve avvenire nel rispetto di tutte le condizioni generali per l’invio e la ricezione di denaro e rispettare le previsioni del contratto bancario, ma non ci sono ulteriori limitazioni. Ciò che può rendere un giroconto illegale sono piuttosto le sue finalità, di fatto come per qualsiasi trasferimento di denaro, seppur in maniera particolare visto che non cambia mai il titolare.

Citando gli esempi più comuni, non deve trattarsi di un mezzo per eludere i controlli fiscali, riciclare il denaro proveniente da illeciti, nascondere redditi in nero, eludere pignoramenti e così via. Il giroconto è, per così dire, vietato anche quando l’intestatario dei due conti correnti o fondi non coincide. Non è corretto dire che è illegale, piuttosto è meglio affermare che il giroconto non è proprio eseguibile in questi casi, essendo previsto per i trasferimenti tra lo stesso proprietario. In verità, esiste comunque una specifica situazione in cui il giroconto è a tutti gli effetti illegale e riguarda proprio la titolarità dei conti.

Ciò riguarda l’emissione del giroconto da un conto corrente cointestato, condotta di per sé assolutamente legittima, se i soldi inviati non erano della disponibilità di chi ha eseguito l’operazione. I soldi presenti su un conto corrente cointestato sono di proprietà tra i vari correntisti, di norma in egual misura fatta salva diversa previsione contrattuale. Le operazioni possono essere autorizzate con il consenso unanime oppure ammesse anche disgiuntamente, a seconda delle previsioni contrattuali e dalle richieste dei correntisti. Va da sé, quindi, che se la banca permette di eseguire il giroconto non dovrebbero esservi limiti tecnici alla sua esecuzione.

Il giroconto può essere inviato tranquillamente anche da un conto cointestato, ma il problema sorge se chi lo riceve attinge a soldi non propri, indipendentemente dalla divisione contrattuale. La giurisprudenza ha ormai ampiamente consolidato, infatti, che a prescindere dalla divisione prevista nel contratto bancario la presunzione di comproprietà può essere superata fornendo le dovute prove.

Per esempio, se i soldi inviati con il giroconto provengono dagli stipendi accreditati sul conto corrente cointestato intestati all’altro correntista si commette un reato, in genere quello di appropriazione indebita. Questa regola vale ovviamente per tutte le operazioni di trasferimento eseguite da un conto corrente cointestato, utile a tutelare i titolari ma fondamentale da considerare per evitare spiacevoli conseguenze, a cominciare dall’obbligo di restituzione dei soldi (con eventuali interessi).

Attenzione ai giroconti

Il giroconto potrebbe essere oggetto di problemi dal punto di vista dei controlli fiscali, ma chi agisce nel rispetto della legge non deve temere sanzioni ingiuste. Giustificare il denaro proveniente da un giroconto è assai facile, perché basta semplicemente sottolineare che i soldi non hanno mai sopportato alcun passaggio di proprietà, rimanendo sempre nella disponibilità dello stesso correntista. Quando il titolare dimostra che il denaro proviene da un altro proprio conto corrente, circostanza che ovviamente deve essere verificabile, riesce a spostare l’onere della prova. A questo punto, infatti, è l’Agenzia delle entrate a dover dimostrare che quei soldi sono fiscalmente imponibili se lo ritiene. Al contrario, il denaro proveniente da terzi si presuppone sempre essere un reddito da tassare, fatta salva appunto la prova contraria fornita dal titolare.

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