Asset management: nel 2018 i fondi multi asset hanno offerto scarsa diversificazione

Secondo il Global Portfolio Barometer 2018 di Natixis Investment Managers, le tradizionali fonti di diversificazione non sono riuscite a mitigare le perdite con conseguenti ricadute sulla performance dei portafogli

Asset management: nel 2018 i fondi multi asset hanno offerto scarsa diversificazione

Nel 2018 i portafogli dei consulenti hanno offerto ritorni negativi in tutte le aree a causa del calo diffuso dei mercati azionari un po’ in tutte le maggiori aree del mondo.

Lo rivela la ricerca Global Portfolio Barometer 2018 condotta da Natixis Portfolio Research & Consulting Group e pubblicata dall’omonima casa di asset management. Secondo l’analisi, i fondi multi-asset non hanno offerto la diversificazione attesa, dimostrandosi al contrario altamente correlati con l’andamento dei portafogli dei consulenti. Questo suggerisce che i fondi multi-asset hanno ampliamente replicato ciò che i consulenti stessi stavano facendo.

La ricerca Global Portfolio Barometer 2018: i risultati

Lo studio Global Portfolio Barometer 2018 ha riguardato 421 portafogli di modelli di rischio moderato ricevuti negli ultimi sei mesi del 2018 in sette diverse sedi nel mondo: Francia, Germania, Italia, Italia, America Latina (inclusi USA-Offshore), Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. I dati di performance coprono l’arco temporale 1° gennaio-31 dicembre 2018, salvo diversa indicazione.

Nel dettaglio, la ricerca di Natixis IM ha evidenziato che le azioni sono state il fattore che più ha contribuito ai ritorni negativi in tutte a livello globale, con un costo di circa il 3-5% in media. I fondi multi-asset sono stati il secondo principale detrattore in ordine di grandezza, con un costo medio pari a 0,5-2%, in particolare in Francia, dove questi fondi sono tradizionalmente molto popolari.

Gli investimenti alternativi, come il real estate e managed futures, si sono dimostrati più resilienti alla volatilità rispetto alle asset class tradizionali, ma nel migliore dei casi hanno contributo marginalmente alla performance, a causa di una performance poco brillante e basse allocazioni. I real asset hanno contribuito in modo modesto, tranne che nel Regno Unito, dove i fondi immobiliari hanno dato un contributo positivo ai portafogli.

Commentando i risultati, Antonio Bottillo (nella foto), Country Head di Natixis Investment Managers per l’Italia ha dichiarato: “E’ naturale per gli investitori cercare protezione di fronte alla volatilità dei mercati attraverso la diversificazione dei portafogli, ma dalla nostra analisi emerge in modo chiaro che, nel 2018, la maggior parte dei fondi multi-asset è risultata inadeguata e non è stata in grado di diversificare, generando perdite per i portafogli. I nostri risultati dimostrano che gli investitori devono fare maggiore attenzione quando scelgono un fondo multi-asset, assicurandosi che il fondo sia in linea con il loro obiettivo di investimento. Questa due diligence dovrebbe includere il controllo della correlazione del fondo con i portafogli esistenti, nonché con le obbligazioni e le azioni, per assicurarsi che questo migliori il profilo rischio/rendimento del portafoglio”.

La sorpresa: Italia in controtendenza

Nota positiva per il mercato italiano che si è dimostrato essere il più resiliente, con una perdita stimata del 3,2% per il portafoglio medio dei consulenti, grazie soprattutto alla più bassa allocazione azionaria rispetto alle altre regioni prese in esame.

Guardando ai risultati dell’indagine condotta sugli investitori italiani, per la prima volta da diversi anni in Italia si è verificato un importante ritorno al reddito fisso, in particolare al reddito fisso europeo e ai titoli di Stato italiani (BTP), con una significativa riduzione delle posizioni nei fondi multi-asset.

L’universo degli investimenti attraenti per gli investitori europei e italiani si sta restringendo a causa delle condizioni di mercato, soprattutto per quanto riguarda la copertura dei costi e le curve piatte.

Il credito corporate e, in particolare, il comparto dell’high yield è stato meno interessante per alcuni investitori in quanto gli spread si sono ristretti e le allocazioni ai treasury a breve termine sono notevolmente aumentate. Il calo, pur significativo, è in linea con quanto si sente dire dai professionisti degli investimenti e con il contesto di mercato. Con il calo dei rendimenti e l’inversione della tendenza al ribasso dei tassi di interesse, non sorprende che gli investitori siano alla ricerca di altre aree di allocazione del capitale.

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