Assegno unico figli: a chi spetta, importi e come funziona

Teresa Maddonni

16 Aprile 2021 - 19:24

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Assegno unico figli: è il sostegno per le famiglie in vigore dal 1° luglio 2021. Dai requisiti agli importi a come fare domanda, vediamo quali sono tutte le novità della misura.

Assegno unico figli: a chi spetta, importi e come funziona

Assegno unico figli: è la nuova misura di sostegno alle famiglie in vigore dal 1° luglio 2021.

L’assegno unico per i figli spetta a tutti i cittadini, anche autonomi e incapienti, dal settimo mese di gravidanza della madre e fino ai 21 anni del figlio a carico.

L’importo dell’assegno unico per ciascun figlio a carico si compone di una quota fissa e una variabile calcolata in base al valore dell’ISEE con eventuali maggiorazioni e potrebbe arrivare fino alla cifra di 250 euro.

Per fare domanda quindi sarà necessario avere un ISEE aggiornato in corso di validità.

L’assegno unico per i figli - in attesa di vedere come funziona nel dettaglio con la nostra guida completa - ha le seguenti caratteristiche:

  • è un assegno vero e proprio o arriva sotto forma di credito d’imposta;
  • con la maggiore età viene corrisposto direttamente ai figli, ma a determinate condizioni;
  • sostituisce ANF e detrazioni IRPEF.

Assegno unico per i figli: testo approvato
Testo completo del disegno di legge approvato dal Senato il 30 marzo 2021.

Assegno unico figli a chi spetta: i requisiti

L’assegno unico per i figli a chi spetta? I requisiti necessari per accedere alla misura, così come gli aspetti generali della stessa, sono definiti dal decreto di legge-delega approvato dal Senato in via definitiva e in Gazzetta ufficiale dal 6 aprile. Successivamente, e in tempo per il 1° luglio, dovranno essere definiti i decreti attuativi dell’assegno unico per i figli.

L’assegno unico per i figli dovrebbe infatti entrare in vigore dal prossimo 1° luglio 2021, è universale e pertanto spetta a tutte le famiglie ed è assicurato per ogni figlio a carico anche secondo il principio della progressività. Proprio in nome dell’universalità e della progressività infatti, l’assegno unico per i figli è composto da una parte fissa e una parte variabile che invece tiene conto dell’ISEE.

L’assegno unico per i figli 2021 sarà rivolto a un’ampia platea di beneficiari:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • liberi professionisti;
  • incapienti;
  • direttamente ai figli maggiorenni fino a 21 anni, ma soltanto se hanno intrapreso un percorso di studi.

L’assegno unico per i figli 2021, secondo i dati ISTAT, dovrebbe quindi riguardare 12,5 milioni di bambini e ragazzi, di cui 10 milioni sono minori. Visto il nuovo inserimento di autonomi e disoccupati le famiglie che dovrebbero trovare spazio tra i beneficiari del nuovo assegno unico potrebbero essere 2,4 milioni. Oggi sono 4,2 milioni le famiglie sono raggiunte dagli ANF, le famiglie che riceveranno il nuovo sostegno invece saranno 11 milioni.

Tra i requisiti generali per ottenere l’assegno unico nel 2021 ci sono anche:

  • avere figli a carico;
  • cittadinanza italiana, di uno Stato membro UE o di altro Paese non UE con regolare permesso di soggiorno.
  • essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residenti e domiciliati con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • essere stati o essere residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o anche essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

L’assegno unico per i figli viene riconosciuto:

  • a chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario;
  • in caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno, in mancanza di accordo, è ripartito in pari misura tra i genitori.

Come funziona e come fare domanda

Vediamo ora come funziona l’assegno unico per i figli 2021, che come abbiamo anticipato sarà per ciascun figlio a carico fino a 21 anni a partire dal settimo mese di gravidanza della madre.

Come fare domanda per ottenere l’assegno unico per i figli invece ancora non è chiaro dal momento che dovremmo attendere i decreti attuativi.

Immaginiamo che la domanda per ottenere l’assegno unico per i figli dovrà essere inoltrata all’INPS, in presenza di un ISEE aggiornato, che si occuperà, verificati i requisiti, di erogare la misura.

Ancora non è chiaro quando si potrà richiedere l’assegno unico per i figli dal momento che l’introduzione dello stesso presuppone il superamento di misure a sostegno delle famiglie attualmente in vigore come ANF e detrazioni IRPEF.

Il disegno di legge-delega stabilisce che il superamento sarà graduale pertanto, pur entrando in vigore l’assegno unico per i figli dal 1° luglio, saranno i decreti attuativi a definire da quando sarà possibile richiederlo e in che modalità.

L’assegno unico è previsto per ciascun figlio e consiste in una quota mensile composta da una parte universale e una parte variabile, oltre a delle maggiorazioni:

  • per i figli successivi al secondo;
  • per ciascun figlio con disabilità (non è previsto il limite di età);
  • per le madri con età inferiore ai 21 anni.

L’assegno unico per i figli viene riconosciuto per i figli maggiorenni e fino a 21 anni, ma per una quota minore rispetto al figlio a carico minorenne. L’assegno unico può anche essere, al fine di favorirne l’autonomia, corrisposto direttamente al figlio maggiorenne. L’assegno è concesso solo se il figlio maggiorenne:

  • frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale;
  • frequenta un corso di laurea.
  • frequenta un tirocinio;
  • è impegnato nel servizio civile universale;
  • è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro;
  • ha un lavoro con reddito basso (non è stato definito un tetto massimo).

L’assegno unico per i figli è compatibile, stando al disegno di legge-delega, anche con il reddito di cittadinanza. Nel disegno di legge-delega viene stabilito, ma andrà definito con i decreti attuativi, che:

  • l’assegno unico per i figli viene corrisposto congiuntamente al reddito di cittadinanza con le modalità di erogazione del sussidio stesso;
  • nella determinazione dell’ammontare complessivo (assegno unico e RdC) si tiene eventualmente conto della quota del beneficio economico del reddito di cittadinanza attribuibile ai componenti di minore età presenti nel nucleo familiare, sulla base di parametri della scala di equivalenza definiti dal decreto n.4/2019.

Vediamo nel dettaglio, sulla base delle prime informazioni in materia quali sono gli importi dell’assegno unico per i figli che potrebbe arrivare fino alla cifra massima di 250 euro, in attesa dei più specifici decreti attuativi.

Importi

Gli importi dell’assegno unico per i figli sono ancora da definire, ma il premier Draghi ha assicurato che il sostegno non andrà al di sotto dei 250 euro. L’importo dell’assegno prevede:

  • una quota fissa dai 50 ai 100 euro (l’importo è da definire con i decreti attuativi e al momento siamo nel campo delle indiscrezioni);
  • uno quota variabile che tiene conto dell’ISEE.

La parte variabile tiene conto per l’assegno unico per i figli di tabelle ISEE ovvero di fasce progressive in base al valore dello stesso indicatore.

Sono poi previste delle maggiorazioni:

  • a partire dal terzo figlio
  • tra il 30% e il 50% per figli disabili.

Il disegno di legge-delega stabilisce che la maggiorazione in questione sia graduata secondo le classificazioni della condizione di disabilità. L’assegno unico per il figlio disabile, se ancora a carico, viene riconosciuto anche dopo il compimento del 21esimo anno di età, ma senza maggiorazione.

L’importo dell’assegno unico per i figli fino a 21 anni potrebbe avere così un importo mensile di 200 o anche 250 euro per ciascun figlio per le famiglie con reddito medio-basso.

Se questa cifra viene confrontata con quanto percepisce una famiglia attualmente tra ANF e detrazioni fiscali sembra abbastanza soddisfacente.

Oggi le famiglie, in termini di detrazioni fiscali prendono dai 98 ai 39 euro medi annui per redditi familiari (non ISEE) dai 15mila ai 70mila euro.

Per quanto riguarda invece gli ANF, per le stesse fasce di reddito:

  • una coppia con un figlio prende dai 134 euro ai 3 euro;
  • una coppia con due figli dai 254 ai 19 euro;
  • una coppia con tre figli da 371 a 75 euro al mese.

L’assegno unico si rivela una misura importantissima perché inserisce beneficiari a oggi esclusi dai sostegni, ma deve garantire che le famiglie che prendono oggi detrazioni e ANF, che la nuova misura andrà a sostituire, non perdano neanche un centesimo, motivo per cui si dovrebbe pensare a delle clausole di salvaguardia.

Solo a seguito delle simulazioni e con i decreti attuativi sarà possibile sapere con certezza quali saranno gli importi e le fasce ISEE dell’assegno unico per i figli in arrivo a luglio 2021.

Cosa sostituisce l’assegno unico?

Vediamo ora, con la nostra guida, cosa sostituisce l’assegno unico per i figli, quali misure attualmente in vigore verranno eliminate con la sua introduzione.

Sicuramente l’assegno unico per i figli dal 1° luglio 2021 andrà a sostituire gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), ma anche le detrazioni IRPEF per i figli a carico e ancora:

L’assegno unico per i figli ha l’obiettivo di riordinare le misure per la famiglia infatti e per questo elimina alcuni sostegni in vigore.

Proprio perché andrà a sostituire gli ANF per esempio, per i quali è prevista una scadenza a luglio di ogni anno, l’assegno unico per i figli entrerà in vigore il 1° luglio 2021, ma per i dettagli occorre attendere, come abbiamo detto, i decreti attuativi del disegno di legge-delega approvato.

Chi ci perde di più

Abbiamo detto dell’importo dell’assegno unico per i figli che dovrebbe arrivare a 250 euro, ma alcuni recenti studi dimostrano che non è proprio così e che c’è chi andrebbe a perderci di più di altri.

Al momento per l’assegno unico per i figli ci sono 20 miliardi di euro di cui circa due terzi saranno recuperati dall’eliminazione o modifica delle attuali misure previste per le famiglie come vedremo di seguito. 3 miliardi di euro si aggiungono al Fondo per la Famiglia con la Legge di Bilancio 2021 e che diventeranno 6 nel 2022.

Tuttavia se guardiamo i dati potrebbero risultare insufficienti penalizzando i genitori lavoratori dipendenti. In particolare una simulazione realizzata da dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza l’importo dell’assegno unico per i figli in alcuni casi è inferiore ai 250 euro.

L’80% delle famiglie italiane prenderebbe infatti 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per i maggiorenni. Nello studio si tiene conto che 8 famiglie su 10 hanno un ISEE sotto i 30mila euro. Pertanto secondo la simulazione per ISEE sopra 52mila euro

  • l’assegno unico è di 67 euro per i figli minori;
  • di 40 euro per i maggiorenni.

Andrebbe così l’assegno unico a favorire autonomi e incapienti rispetto per esempio ai dipendenti.

1,35 milioni di famiglie, secondo questo studio, perderebbe 381 euro l’anno e pertanto bisognerà scongiurare questa ipotesi con i decreti attuativi. Per colmare il vuoto occorrerebbero 800 milioni di euro l’anno.

Come viene erogato

Come viene erogato l’assegno unico per i figli? A definirlo ancora una volta è il disegno di legge-delega approvato in via definitiva dal Senato che stabilisce che può essere riconosciuto in due modi:

  • mensilmente come assegno vero e proprio;
  • oppure come credito d’imposta.

Nel primo caso quindi immaginiamo che sarà previsto l’accredito sul conto corrente o anche sulla carta del reddito di cittadinanza qualora l’assegno unico per i figli venga corrisposto congiuntamente al sussidio al nucleo familiare beneficiario di entrambe le misure. Nel secondo caso invece si configura come detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.

Per maggiori dettagli sull’assegno unico per i figli, in particolare su requisiti reddituali, importi e come fare domanda occorre attendere i successivi decreti attuativi.

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