Assegno unico, credito d’imposta o accredito mensile: quale conviene?

Teresa Maddonni

08/04/2021

12/04/2021 - 15:22

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L’assegno unico per i figli fino a 21 anni del 2021 è in arrivo e sarà riconosciuto, stando al disegno di legge-delega approvato, come credito d’imposta o come accredito mensile: quale conviene di più?

Assegno unico, credito d'imposta o accredito mensile: quale conviene?

In arrivo l’assegno unico per i figli fino a 21 anni come credito d’imposta o accredito mensile, ma quale conviene di più?

Non sono molte le informazioni in merito all’assegno unico per i figli che dal 1° luglio dovrebbe entrare in vigore perché, sebbene sia stato approvato il disegno di legge-delega n. 46/2021 in via definitiva al Senato, c’è attesa per i decreti attuativi che andranno a definire criteri di attribuzione, modalità, importi e fasce ISEE nel dettaglio.

Il disegno di legge-delega infatti, in Gazzetta Ufficiale dal 6 aprile, va a delineare la cornice entro cui si andranno a definire i decreti attuativi dettagliati.

Ora ciò che il testo sull’assegno unico per i figli stabilisce è che lo stesso verrà erogato come accredito mensile o come credito di imposta. Vediamo quale conviene di più sulla base di alcune valutazioni da fare in un caso o nell’altro.

Assegno unico, credito d’imposta o accredito mensile: quale conviene

L’assegno unico come stabilisce il disegno di legge-delega approvato può essere concesso come credito d’imposta o accredito mensile vero e proprio.

La domanda su quale delle due forme di riscossione dell’assegno unico per i figli fino a 21 anni, a partire dal settimo mese di gravidanza della madre, sia più conveniente non prevede una risposta univoca, ma ciò che potremmo rispondere è che dipende.

Dipende dal tipo di beneficiario dell’assegno unico per i figli che può essere il genitore, il figlio maggiorenne, ma soprattutto la misura è estesa anche agli incapienti i quali fino a oggi non hanno ottenuto detrazioni per i figli a carico perché esenti dal prelievo fiscale. Questi ultimi per esempio riceveranno chiaramente l’assegno unico come accredito mensile.

La maggiore convenienza del credito d’imposta rispetto all’erogazione mensile, o viceversa, dell’assegno unico per i figli dipende quindi dalle esigenze del nucleo familiare beneficiario, fermo restando che i dettagli sono ancora tutti da definire. Le tre risposte cardine potrebbero essere le seguenti:

  • se il nucleo beneficiario dell’assegno unico per i figli necessita di maggiore liquidità ogni mese converrà l’accredito mensile;
  • l’accredito mensile conviene se il genitore decide di responsabilizzare il figlio maggiorenne con l’accredito diretto allo stesso fino a 21 anni (a patto che abbia intrapreso un corso di studi).
  • se il genitore beneficiario dell’assegno unico per i figli ha maggiore capienza fiscale al contrario ciò che conviene è il credito di imposta.

Dare risposte certe sull’assegno unico per i figli al momento non è possibile perché occorrerà attendere i decreti attuativi.

Una cosa tuttavia è certa, credito d’imposta o accredito diretto, l’assegno unico per i figli sostituirà altre misure per la famiglia oggi in vigore come gli assegni familiari, allora la domanda principale riguarda la convenienza tra vecchie e nuove misure di sostegno.

L’assegno unico conviene?

L’assegno unico per i figli conviene invece rispetto ad ANF, bonus terzo figlio o detrazioni fiscali?

La risposta ancora una volta è vaga dal momento che solo i limiti ISEE e i vari importi che saranno definiti con i decreti attuativi potranno fornire una risposta.

Partiamo con il dire che il disegno di legge-delega per l’assegno unico per i figli introduce l’elemento della progressività e l’importo che viene quindi stabilito sulla base del valore dell’ISEE.

Ovviamente il disegno di legge-delega non indica, come abbiamo detto, quali sono le varie fasce ISEE e di conseguenza ancora non si può parlare in modo chiaro di vantaggi o svantaggi tra assegno unico e vecchie misure sebbene si parli di un importo che può arrivare anche a 250 euro con le maggiorazioni per terzo figlio e disabili.

Ora la novità è che l’assegno unico farà riferimento all’ISEE laddove per le misure oggi in vigore si tiene conto del valore reddituale, quindi del reddito individuale per le detrazioni fiscali o del reddito del nucleo familiare per gli ANF.

Resta tuttavia aperta la questione dell’assegno unico riconosciuto fino ai 21 anni del figlio erogato anche allo stesso maggiorenne in modo diretto.

La sostituzione delle misure attuali con l’assegno unico per i figli in questo caso creerebbe un problema per quelle famiglie che hanno figli anche di età superiore ai 21 anni a carico e per i quali oggi accedono alle detrazioni. Ricordiamo che per i figli disabili l’assegno unico non prevede limiti di età.

Altri dubbi riguardano anche la gestione dell’assegno unico per i figli se sarà di competenza del datore di lavoro, di INPS, o di entrambi.

Domande alle quali non c’è, come abbiamo detto, una risposta o una risposta certa dal momento che solo i decreti attuativi sull’assegno unico per i figli nei prossimi mesi potranno fare chiarezza e sciogliere i numerosi dubbi in merito.

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