Assegno ordinario di invalidità e quota giornaliera, quando non è più dovuta?

Lorenzo Rubini

23 Luglio 2021 - 19:23

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Per il lavoratore che percepisce assegno ordinario di invalidità è prevista la trattenuta di una quota giornaliera, quando non è più dovuta?

Assegno ordinario di invalidità e quota giornaliera, quando non è più dovuta?

I titolari di assegno ordinario di invalidità si vedono ridurre l’importo della retribuzione qualora decidano di continuare a lavorare. Si tratta della quota giornaliera che viene meno al raggiungimento di una certa anzianità contributiva.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, volevo delle delucidazioni se è possibile, percepisco un assegno ordinario (categoria IO) e lascio​ una quota giornaliera di 9,61 euro, ho maturato più di 40 anni di contributi e ho chiesto all’INPS se dovevo cessare di lasciare la quota giornaliera,​ l’ INPS mi ha risposto che sono due gestioni diverse,​ cioè 18 anni INPS e 23 ENPALS e non è possibile togliere la quota giornaliera.
Le chiedo se e possibile una risposta del genere,​ che colpa ho se le gestioni sono diverse. Resto in attesa di una vostra cortese risposta.”

Assegno ordinario di invalidità e quota giornaliera

I titolari di assegno ordinario di invalidità, se si decide di continuare a lavorare, possono incorrere in un doppio taglio sugli importi spettanti. Da una parte se il reddito totale supera 4 volte il trattamento minimo INPS l’assegno ordinario si riduce del 25% (del 50%, invece, in caso il reddito superi 5 volte il trattamento minimo).

Una volta operato questo taglio se l’assegno ha un importo superiore a quello del trattamento minimo, in base all’anzianità contributiva del lavoratore viene operato un secondo taglio che varia in base al reddito (e anche dal fatto che questo provenga da lavoro autonomo o dipendente).

Per i lavoratori autonomi viene trattenuto il 50% della quota eccedente il trattamento minimo, per i lavoratori autonomi, invece, del 30% della quota eccedente .

Per il lavoratore dipendente questa seconda trattenuta viene effettuata a cura del datore di lavoro sulla retribuzione (che a sua volta verserà quanto trattenuto all’INPS).

La trattenuta della quota giornaliera viene meno quando il lavoratore dipendente raggiunge 40 anni di contributi. Ma il riferimento dei 40 anni non è al cumulo dei contributi presenti in diverse gestioni. Di fatto, quindi, non è possibile per raggiungere i 40 anni di contributi in questione sommare contributi presenti in diverse gestioni visto che l’INPS (che liquida l’assegno) ha competenza solo dei contributi versati nel proprio fondo.

Al momento del pensionamento, invece, potrà utilizzare i contributi presenti in entrambe le casse previdenziali utilizzando il cumulo o la totalizzazione dei contributi.
In base a quanto scritto, quindi, l’INPS non può procedere ad eliminare la quota giornaliera a meno che non cumula, ricongiunga o totalizzi tutti i contributi in un’unica gestione.

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