Assegno ordinario di invalidità: crea reddito e inibisce futura pensione?

Lorenzo Rubini

17 Luglio 2021 - 19:09

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L’assegno ordinario di invalidità crea reddito imponibile e soprattutto preclude la possibilità di una futura pensione?

Assegno ordinario di invalidità: crea reddito e inibisce futura pensione?

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto ai lavoratori del settore privato o autonomi che abbiano avuto una riduzione della capacità lavorative superiore ai due terzi. Si tratta di una misura previdenziale, basata, quindi, sui contributi versati.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, sono stato riconosciuto invalido civile nel 2018 con una riduzione del 67%
Ho 26 anni di contributi in Italia, prima vivevo in Argentina, ho 55 anni e dalle prevvisioni INPS, dovrei andare in pensione a Maggio 2034.
Dunque, ho una grande confusione in riferimento a se posso e conviene chiedere il AOI, se questo crea reddito, se andrà a influenzare una futura ipotetica pensione....
Mi potete cortesemente fare un po’ di chiarezza?
Grazie mille.”.

Assegno ordinario fa reddito?

Partiamo dal diritto alla misura. Se lavora nel settore privato ed ha versato almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni può richiedere la prestazione. Si tratta di una misura previdenziale e l’importo spettante è calcolato sui contributi versati dal beneficiario. Proprio come una pensione e per questo motivo l’AOI è equiparato alla pensione.

L’assegno ordinario di invalidità concorre alla formazione di reddito imponibile ed è assoggettato all’IRPEF; va inserito nella dichiarazione dei redditi insieme a tutti gli altri redditi imponibili. Non richiede la cessazione dell’attività lavorativa ed i redditi prodotti sono cumulabili con quelli da lavoro (in questo senso conviene sempre informare il sostituto di imposta del reddito derivante da AOI per non rischiare di dover andare a debito in sede di conguaglio IRPEF).

Assegno ordinario e futura pensione

L’assegno ordinario di invalidità si trasforma, al compimento dell’età anagrafica necessaria per l’accesso, in pensione di vecchiaia ma non permette l’accesso alla pensione anticipata.

Di fatto, quindi, se si percepisce l’assegno non si può accedere a nessuna forma di anticipo pensionistico e per avere diritto alla propria pensione bisogna attendere di compiere i 67 anni (più eventuali aumenti per adeguamento all’aspettativa di vita Istat) necessari per la pensione di vecchiaia.

Nel suo caso il problema non si pone visto che con 55 anni di età e con 26 anni di contributi l’unica forma di pensionamento possibile è quella di vecchiaia. Se dovesse chiedere ed ottenere l’assegno, quindi, nel 2034, come previsto dall’INPS, accederebbe in ogni caso alla pensione di vecchiaia.

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