Argento ai massimi di 2 anni: l’occasione migliore nel post-Brexit?

Matteo Bienna

05/07/2016

Il prezzo dell’argento ha segnato il nuovo massimo degli ultimi due anni: vediamo le ragioni alla base del rialzo e le prospettive future del maggiore beneficiario della Brexit.

Argento ai massimi di 2 anni: l’occasione migliore nel post-Brexit?

L’argento è la materia prima numero uno in quanto a performance nel corso del 2016. La sua quotazione è salita del 47% da inizio anno, sovraperformando la già ottima prestazione dell’oro, che ha segnato un +28%.

L’ultimo sprint nel prezzo dell’argento è avvenuto con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La Brexit ha portato un rialzo da quota $17 fino ai $21 toccati durante la giornata di ieri, il massimo degli ultimi due anni.

Le banche centrali continuano a risolvere i problemi che affliggono i comparti finanziari dei mercati immettendo liquidità nel sistema e offrendo così soluzioni solo temporanee. La Bank of England sembra pronta a tagliare i tassi di interesse nel Regno Unito viste le possibilità di una recessione all’orizzonte, mentre BCE e BoJ sono pronte ad intensificare il loro QE.

Le politiche monetarie sostenute fino ad oggi e la difficoltà nel ripristinare la salute dei mercati finanziari giocano a favore delle materie prime e in particolare dei metalli preziosi. Oro e argento sono ricercati dagli investitori e dai fondi di investimento, con il primo pronto a raggiungere nuovi massimi.

Ma è l’argento che finora sembra beneficiare più di ogni altra materia prima del periodo storico che si sta vivendo. Vediamo di analizzare gli scenari che si prospettano nel prossimo futuro del metallo prezioso e le possibili evoluzioni della sua quotazione.

Argento tocca il massimo da due anni: è solo l’inizio del rialzo?

Il prezzo dell’argento ha guadagnato in soli due giorni il +8,6%, cosa che non accadeva dal maggio del 2011, prima di ritracciare attorno quota $20 durante la giornata di oggi.

Il massimo toccato a $21 rappresenta un ritorno ai livelli di prezzo di metà 2014, come osservabile dal seguente grafico che guarda all’andamento dell’argento negli ultimi due anni e mezzo:

La ripresa dai minimi sotto quota $14 della fine dello scorso anno ha seguito una risalita incessante, con lo sprint deciso avvenuto proprio dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

L’argento, così come il platino, beneficia in questi casi di movimenti più decisi rispetto a quanto non faccia l’oro. Tutti questi metalli preziosi rappresentano lo stesso obiettivo per molti investitori ma la minore liquidità del mercato dell’argento porta a spostamenti più rilevanti, ovviamente così come al rialzo anche al ribasso.

Speculare sull’argento è inoltre secondo molti un’azione che offre basi più solide rispetto all’oro, essendoci alle spalle un mercato e un utilizzo concreto del materiale, impiegato in maniera trasversale nel settore dell’elettronica.

Il livello di prezzo che ha respinto verso il basso la quotazione, oggi in fase di ritracciamento, è la prima resistenza presente appena sopra i $21, evidenziata in rosso nella figura.

Il rialzo deve ora vedersela con una serie di resistenze che nel 2014 rappresentarono dei massimi di una serie di swing ribassisti, oltre che con un RSI giunto nella zona di ipercomprato.

Il clima che si sta vivendo nei mercati, tuttavia, non lascia presagire soluzioni di breve termine che possano invertire in maniera consistente l’andamento del prezzo dei metalli preziosi, argento in particolare.

La Fed ha con ogni probabilità rinviato al prossimo anno i suoi piani di rialzo dei tassi di interesse, con le banche centrali di Regno Unito, Eurozona e Giappone che non sanno più come risolvere i problemi relativi alle loro economie interne e ad un settore bancario incapace di ripristinare il suo stato di salute.

Allargando ancora di più l’orizzonte e guardando all’andamento degli ultimi quattro anni del prezzo dell’argento si ha una visione ancora più chiara delle proporzioni di una possibile continuazione del rialzo:

In arancione è rappresentata la media mobile pesata a 100 periodi. Per oltre tre anni la quotazione vi è rimasta al di sotto, tagliandola nel corso delle ultime settimane.

Dopo averla abbattuta il prezzo ha ritracciato proprio attorno al suo livello per poi risalire con la Brexit. Questo movimento chiarisce come questa media mobile non sia più un livello di resistenza ma di supporto, evento che potrebbe rappresentare una vera e proprio svolta nel medio/lungo periodo.

Inoltre il taglio della resistenza poco sotto quota $19, rappresentata in rosso, fornisce un ulteriore livello che ora è pronto a fungere da supporto, come più volte ha fatto nel corso del 2013 e del 2014.

Le premesse di analisi tecnica, insomma, parlano di movimenti importanti in un’ottica di medio/lungo periodo. Il rialzo del prezzo dell’argento potrebbe ancora avere vita molto lunga.

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