Analisi tecnica e Grafico: Dollaro Neozelandese Dollaro USA (NZD/USD)

Pubblicato il 24 luglio 2018

Analisi tecnica e grafico Dollaro Neozelandese Dollaro USA (NZD/USD)
Valori
Ultimo prezzo 0,6791
Variazione 0,07%
Max (52 settimane) 0,7558
Min (52 settimane) 0,67
Indicatori
MM200 0,71
RSI 14 45,65
MACD 0,00
Esibizione
1 settimana 0,12%
1 mese -1,62%
3 mesi -4,62%

Analisi tecnica forex: NZD/USD alla base del trading range di lungo periodo, cosa aspettarsi?

Il Kiwi continua ad oscillare tra due livelli statici importanti che consolidano un trading range pluriennale

Il cambio NZD/USD continua ad oscillare da circa metà 2016 all’interno di un range delimitato dalla parte superiore dalle due resistenze statiche più importanti segnate a 0,7432 e 0,7554 dollari, che contano i massimi segnati a settembre 2016, a luglio 2017 e a gennaio 2018; la base invece è segnata a 0,6769, recentemente stata messa alla prova dei prezzi.

Importante notare come, durante la formazione del trading range, visibile molto chiaramente su un grafico weekly, i massimi che permettono di identificare la parte superiore del trading range, siano segnati all’incirca allo stesso livello, fatta eccezione per il massimo toccato il 30 luglio 2017 che raggiunge quota 0,7554, mentre i minimi seguono un andamento discendente a voler mostrare come gli orsi, almeno nel lungo periodo, siano predominanti.

Collegando questi minimi discendenti segnati a gennaio 2016, nei mesi di maggio e novembre 2017, si ottiene una trendline supportiva discendente dove, recentemente, sempre sul grafico weekly, si è formato un pattern candlestick Hammer/Pin Bar rialzista che ha rifiutato chiaramente i prezzi più bassi incastrati tra il supporto statico e quello dinamico.

La rottura del suo minimo a 0,6687, potrebbe, con buone probabilità, portare ad un impulso di vendite sul Kiwi. Alla luce di quanto è emerso dall’analisi grafica di più lungo periodo, dalla significatività dei livelli statici menzionati e dalla situazione macroeconomia attuale dove il dollaro neozelandese viene indebolito dalle continue tensioni commerciali che indeboliscono gli esportatori di materie prime, si vogliono considerare aperture di posizioni short alla rottura della trendline supportiva di lungo periodo o alla rottura del minimo del segnale rialzista visibile sul grafico weekly con primo target la trendline ascendete di lunghissimo periodo che considera i minimi di marzo 2009 e agosto 2015, target molto più ambizioso a 0,6127 coincidente con il minimo toccato nel 2015.

Per il lato rialzista si considerano aperture di posizioni long alla rottura al rialzo dell’attuale area di consolidamento, più precisamente alla rottura del massimo segnato nella prima decade di luglio a 0,6852, primo target a 0,7061 area di resistenza da dove è partito il nuovo impulso ribassista, target più ambizioso la parte superiore del trading range.

SCENARIO LONG

Long da 0,6852, stop loss fissato a 0,6687, target intermedio a 0,7061, target finale a 0,7432.

SCENARIO SHORT

Short da 0,6687, stop loss fissato a 0,6852, target intermedio a 0,6416, target finale a 0,6127.

Iscriviti ora alla newsletter di Money.it

Scopri le ultime analisi e notizie dal mondo dell’economia, della finanza e del Forex.