A dispetto dei recenti rialzi, il downtrend di lungo periodo è rimasto intatto. Vediamo i livelli da monitorare
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0.6467 |
| Variazione | 0,25% |
| Max (52 settimane) | 0,6791 |
| Min (52 settimane) | 0,5470 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,6322 |
| RSI 14 | 0,6338 |
| MACD | 0,010 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -1,06% |
| 1 mese | 7,05% |
| 3 mesi | 8,76% |
Per Nzd/Usd, le ultime giornate sono trascorse all’insegna della lateralità, con i corsi che hanno iniziato una congestione a ridosso del livello orizzontale a 0,6444, espresso dai massimi del 6 settembre 2020.
In generale, il cambio è inserito in una tendenza ribassista di lungo periodo e in un uptrend intermedio, quest’ultimo iniziato nella seconda metà di marzo 2020. Durante l’ultimo impulso ascendente, i compratori hanno fornito numerosi segnali positivi, come quello relativo alla violazione della resistenza a 0,6160, della media mobile semplice a 200 giorni, della linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 27 marzo e 15 aprile 2020 e di quella disegnata con i top del 31 dicembre 2019 e del 9 marzo 2020.
Per gli acquirenti l’ostacolo più importante è rappresentato dalla trendline che collega i massimi del 10 luglio 2014 a quelli del 16 febbraio 2018, il cui breakout permetterebbe ai prezzi di concludere la serie pluriennale di top decrescenti.
In caso contrario, nuovi minimi potrebbero venire registrati in caso di discesa al di sotto del supporto transitante a 0,5922.
*Il 74% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario valutare se si può sostenere il rischio elevato di perdere il capitale investito.© RIPRODUZIONE RISERVATA