Il prezzo si trova al confronto con il livello statico in area 0,6950. Studiamo la tendenza e lo scenario tecnico di breve periodo.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,6996 |
| Variazione | +0,65% |
| Max (52 settimane) | 0,7433 |
| Min (52 settimane) | 0,6525 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,7066 |
| RSI 14 | 43,27 |
| MACD | 0,0001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,43% |
| 1 mese | -2,79% |
| 3 mesi | -0,52% |
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Il dollaro neozelandese resta ingabbiato nella fase laterale che ha chiuso il prezzo in compressione da oltre tre settimane. Il test della parte bassa della banda di oscillazione è determinante per l’impostazione del prossimo trend. Una violazione ribassista potrebbe condurre la major in direzione dei 0,6765.
Il quadro tecnico di riferimento
Il Kiwi (NZD/USD) ha alternato fasi differenti nel tempo, momenti di veloci rivalutazioni del dollaro neozelandese (marzo 2009- luglio 2014) a fasi di grande debolezza (luglio 2014 –marzo 2020). Durante questo periodo abbiamo assistito ad un prezzo inferiore a 0,50, alla fine di febbraio 2009, e in area 0,8850 alla metà di luglio 2014.
Da quella data in avanti il biglietto verde è cresciuto in modo deciso lasciando un solo spazio di ripresa alla moneta neozelandese, dalla metà del 2015 fino all’inizio del 2018. Alla fine il movimento di fondo ha preso il sopravvento e il dollaro americano ha continuato il suo apprezzamento.
Il 2019 sono stati 12 mesi poco importanti, con una minima variazione del +0,48% circa mentre l’inizio del 2020 è partito decisamente al ribasso. Durante l’avvio della prima ondata pandemica da Covid19 il biglietto verde si è apprezzato del +16,17%, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 19 marzo, quando ha chiuso a quota 0,5684.
Da quel livello di prezzo il neozelandese ha reagito ed ha ripreso fiducia avviando un rally che gli ha permesso di rompere a rialzo la trendline dinamica negativa di lungo periodo e continuare nella tendenza positiva di medio termine.
Dopo la fase laterale, che ha distinto il movimento tra la metà di luglio 2020 e la fine di ottobre 2020, è partito infine l’allungo che ha condotto il Kiwi a violare la parte alta della fase di compressione e accelerare in un trend direzionale.
Il movimento è durato fino al 25 febbraio 2021, successivamente è seguita una correzione di breve periodo, che ha violato la trendline di medio termine, ed è terminata solo sulla base di consolidamento formata all’inizio di aprile 2021.Da quella data il trend non ha più mostrato una direzionalità decisa, ma si è assestato in una banda di oscillazione ad ampio range di medio termine.
Lo scenario operativo di breve periodo
Il quadro tecnico di breve periodo è negativo per il dollaro neozelandese che sembra affaticato e mostra debolezza nei confronti del biglietto verde. E’ possibile una rottura del supporto in direzione del trend di breve periodo.
Un cambio di view in ottica long sarebbe plausibile solo al breakout della resistenza statica in area 0,7130. In quel caso il prezzo potrebbe spingere verso i 0,7225 e successivamente a quota 0,73.
Ad oggi il prezzo è di poco sotto la EMA(21) e la SMA(200), media mobile semplice a 200 periodi. L’indicatore Supertrend è negativo ed ha formato un pavimento in area 0,7171. L’RSI(14) si trova in zona neutrale a 43,27, dopo aver sfiorato la soglia minima di ipervenduto, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), continua la salita.
Una posizione a rialzo sarebbe preferibile sopra la resistenza statica a quota 0,7130 con un entry in zona 0,7150. Uno Stop Loss si potrebbe posizionare in area 0,7076. Il Primo Target si potrebbe collocare a 0,73, mentre il Secondo Target a quota 0,7440.
Una posizione short sarebbe plausibile alla violazione a ribasso del supporto attuale con un entry a quota 0,6914. Uno Stop Loss si potrebbe collocare in zona 0,7035. Il Primo Target si potrebbe inserire a 0,6760, mentre il Secondo Target in area 0,66.
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