La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 21 al 27 settembre)

Gli asset sotto i riflettori di questa settimana. Dal petrolio al rame, dal kiwi alle valute esotiche. Dalle soft commodities ai titoli azionari americani.

La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 21 al 27 settembre)

I mercati azionari americani sono in movimento. Non si conosce ancora la direzione futura ma sono evidenti i cambiamenti in atto soprattutto nel settore tecnologico. L’Europa invece resta dormiente e non sembra turbata da alcun tipo di evento. Sotto i riflettori invece si muovono il Petrolio e le Soft Commodities. Spazio sotto la lente anche per i cambi delle valute esotiche contro il biglietto verde e alcuni titoli USA in rally.

Europa vs Stati Uniti

I listini dell’eurozona restano ancora in fase laterale senza dare segnali direzionali di alcun tipo. Mentre l’indice Dax30 sembra mostrare una timida reazione positiva con un leggero rialzo nell’ultimo mese e mezzo,+6,93% dal minimo del 30 luglio 2020, gli altri mercati principali dell’euro-zona (FtseMib40, Cac40, Ibex35) restano in bande di oscillazioni a range molto compresso. L’indebolimento del dollaro non sembra favorire la rotazione dei portafogli e, anche se gli indici americani, hanno registrato un periodo di prese di beneficio dal 2 settembre ad oggi, i mercato europei oltre a non avere avuto il tradizionale effetto contagio non hanno trovato neanche vantaggio dal movimento ribassista del Nuovo Continente.

Gli indici statunitensi invece hanno registrato una performance negativa del 7,26% circa dell’S&P500 fino al 12% circa del Nasdaq100 a partire dal 2 settembre 2020 ad oggi. Nonostante la ripresa delle sperimentazioni del vaccino AstraZeneca, il riavvicinamento nei sondaggi di Donald Trump al democratico Joe Biden nelle Presidenziali, il rilancio delle operazioni di M&A, con la cessione di Arm a Nvidia da 40 miliardi di dollari, oltre alle Ipo da miliardi di dollari di questi giorni, in primis Snowflake, il mercato appare debole e la domanda degli analisti resta sempre la stessa.

Sarà solo un ritracciamento o lo scollamento tra i mercati e l’economia reale finalmente è arrivata al termine? Sarà una semplice presa di beneficio dovuta al lungo rally oppure le azioni del big tech hanno creato nuovamente una “bolla” sotto gli occhi del mondo finanziario?

Ad oggi operatori ed analisti dibattono su questa domanda trovando ognuno una risposta valida alla propria teoria. L’indecisione del mercato però appare evidente perché la struttura del ritracciamento non è lineare, ma appare nervosa e altalenante come le analisi che la circondano. L’ultima parola resterà quindi al mercato che magari fornirà una risposta in queste settimane.

Oro e Argento ancora in laterale. Rimbalza il Petrolio e movimento interessante del Rame

L’oro resta ancora nella banda di oscillazione laterale tra un minimo a quota 1.900$ ed un massimo a 1.985$. Ad oggi il trend di medio periodo risulta ancora rialzista con il prezzo ancora sopra la trendline dinamica di medio termine. La stessa analisi vale anche per il parente meno nobile, l’argento, che si trova in una fase laterale più volatile, tra i 26,15$ e i 28$ con un range di circa il 6,79% in aumento di compressione.

Interessante e da seguire il movimento del Copper (Rame) che ha violato la resistenza statica a quota 3,05 e, con il mantenimento del livello nelle prossime sedute, sembra avviato verso quota 3,2.

Il Petrolio recupera invece dal ribasso partito il 2 settembre e arrivato a creare una base sui minimi di supporto e guadagna oltre il 12% grazie al breve movimento di crescita ancora in atto.

Il Natural Gas, dopo il forte ritracciamento partito dalla rottura a ribasso del supporto statico a quota 2,404 e della trendline di breve periodo ha lasciato sul terreno il 17,75% circa dal livello violato il 9 settembre 2020. Il trend di breve termine è stato quindi compromesso dalle prese di beneficio. Ad oggi il Natural Gas è appoggiato al supporto a quota 2,0 e cerca di mantenere il livello. Attenzione ad un possibile rimbalzo oppure ad una rottura che lo condurrebbe verso 1,805.

Forex: Eur/Usd in laterale. Il Kiwi verso la rottura di 0,68 e valute esotiche sotto la lente

La major EUR/USD chiude la settimana a 1,1840 e resta nella fase laterale che ha caratterizzato il movimento dalla fine di luglio ad oggi tra un minimo a quota 1,1752 e un massimo a 1,19. La forte indecisione del cambio sembra dovuto a molteplici fattori chiave tra cui soprattutto la nuova politica della banca centrale legata all’inflazione target media al 2% e le parole di Christine Lagarde, che nell’ultima riunione della Bce non ha mostrato di volere prendere una posizione a breve per impedire il rafforzamento dell’euro. Si potrebbe vedere quindi nuovamente il test dell’area a 1,20 nel breve periodo.

Da seguire anche l’andamento del Kiwi USD/NZD che si trova al test della resistenza a quota 0,68. La violazione a rialzo porterebbe la major verso il primo target in area 0,693. Se il cambio non dovesse riuscire a violare il livello potrebbe tornare nuovamente verso quota 0,66.

Questa settimana sotto la lente sono da inserire tre cambi esotici: USD/TRY, USD/MXN, USD/ZAR. Il cambio USD/TRY sembra indirizzato verso nuovi target a rialzo con l’incessante indebolimento della lira turca che non sembra trovare degli spunti per reagire al deprezzamento anche in un momento in cui il dollaro è debole contro la maggior parte delle valute. Il pesos messicano invece sembra approfittare della debolezza del biglietto verde e, dopo la rottura a ribasso del supporto a 21,48, continua la sua corsa di apprezzamento nei confronti del dollaro recuperando il 16,49% circa dal massimo del 23 marzo 2020, data dell’inversione di tendenza del movimento. Infine anche il Rand Sudafricano sembra beneficiare della debolezza della moneta a stelle e strisce riportando un apprezzamento del 14,40% dai livelli del 6 aprile 2020 quando il cambio ha invertito la tendenza in corso per dare spazio alla corsa dello zar.

Gli asset sotto i riflettori della settimana

Tra i titoli della settimana sotto la lente: BeiGene, Horizon Therapeutics aziende biotech alla rottura in accelerazione della resistenza e del livello di massimo storico rispettivamente in area 254,60$ e 76,8$. Seattle Genetics in rally verso il massimo storico a 187,99$ e Danaher, in fase di compressione rialzista sui livelli di massimo in area 2018$. Stesso discorso è valido anche per Charter Communications, Caterpillar, Deere, Dollar General e Broadcom in pressing a rialzo sul massimo. Infine Zillow Group che continua il rally segnando ogni giorno nuovi obiettivi.

Tra le valute sotto la lente il cambio NZD/USD e le valute esotiche USD/TRY, USD/MXN e USD/ZAR.

Tra le criptovalute da sottolineare la ricerca del recupero a rialzo del Bitcoin BTC/USD. Attualmente la valuta digitale si trova al test della resistenza in area 11.000, valore sopra il quale ha chiuso di poco nella giornata di venerdì scorso a quota 11.080, e della trendline dinamica di medio periodo. Se la criptovaluta dovesse recuperare i livelli perduti il 3 settembre, il prossimo target potrebbe trovarsi in area 12.000. In caso contrario la moneta digitale si troverebbe nuovamente a testare il supporto in zona 10.150.

Tra le soft commodity restano interessanti i movimenti della Soybean Oil e del Corn in forte rialzo. Un attenzione particolare anche per i movimenti del Petrolio e Rame.

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