Le quotazioni di Nzd/Usd hanno messo sotto pressione una trendline di lungo periodo. Se venissero superati i top recenti, il downtrend pluriennale si deteriorerebbe in maniera importante
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,6548 |
| Variazione | 0,26% |
| Max (52 settimane) | 0,6791 |
| Min (52 settimane) | 0,6470 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,6331 |
| RSI 14 | 66,08 |
| MACD | 0,006 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 1,96% |
| 1 mese | -0,18% |
| 3 mesi | 10,37% |
I prezzi di Nzd/Usd stanno mettendo a segno la sesta seduta positiva di fila, puntando ai top dello scorso giugno, a 0,6580.
Con quest’ultimo impulso, i corsi sono riusciti ad effettuare la violazione della linea di tendenza di lungo periodo ottenuta collegando i massimi del 10 luglio 2014 a quelli del 27 luglio 2017. Se le quotazioni dovessero ora superare la zona dei 0,6780, riuscirebbero a fornire un segnale estremamente positivo, in quanto si interromperebbe la serie di top decrescenti in atto da diversi anni.
A sostenere tale ipotesi vi sono diversi fattori, come il recente superamento della media mobile semplice a 200 giorni e quello dei livelli orizzontali espressi dai minimi dell’11 giugno 2020 e dai top del 6 settembre 2019.
Nel breve periodo è però possibile attendersi una correzione, in quanto ci si sta avvicinando a una soglia di ipercomprato (evidenziata dall’RSI settata a 14 periodi): se questo dovesse effettivamente avvenire, è importante che il cambio non scenda al di sotto di 0,6411.
Su tale zona transita infatti la neckline del double top che verrebbe a formarsi in caso di vendite sulle attuali aree, oltre alla trendline che unisce i top del 27 marzo e 14 aprile 2020.
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