Analisi Forex: EUR/USD al crocevia, in attesa di Jackson Hole

Le quotazioni del cambio EUR/USD generano segnali contrastanti se analizzate su timeframe differenti. Vediamo perché

Analisi Forex: EUR/USD al crocevia, in attesa di Jackson Hole

Il cambio EUR/USD con la seduta di ieri ha mostrato il primo segnale di cedimento dopo cinque sedute positive che hanno portato la coppia principale in area 1,1624 sfiorando il massimo segnato il giorno 8 agosto a 1,1629 dollari. Ora la linea di demarcazione tra tori e orsi è il livello statico a 1,1510 dollari, già violato con la candela di martedì scorso che ha chiuso a 1,1602.

La barra disegnata ieri denota debolezza, non solo per la chiusura vicino ai minimi ma anche per il fatto che ha aperto in gap down rispetto alla barra precedente. In questo contesto il quadro tecnico di breve termine potrebbe essere compromesso e non sarebbe sorprendente vedere le quotazioni nuovamente sui supporti dell’anno a 1,1300 dollari toccati il giorno di Ferragosto. Vediamo perchè.

Analisi di breve sul cambio Eur/Usd


EUR/USD, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Le confluenze tecniche a supporto di quanto ipotizzato sono diverse. Con il massimo segnato con la seduta di mercoledì scorso i prezzi hanno rifiutato il livello dinamico resistenziale espresso dalla media mobile a 50 giorni, ora transitante a 1,1610, livello coincidente anche con il passaggio di un altro livello dinamico rappresentato dalla trendline discendente di breve termine che collega il massimo segnato il 31 luglio a 1,1745 con quello di mercoledì scorso a 1,1624, ora transitante a 1,1607.

Analisi settimanale sul cambio Eur/Usd


EUR/USD, grafico settimanale. Fonte: Bloomberg

Analizzando il time frame weekly, invece, si può notare che nel corso delle ultime tre settimane si è sviluppato un pattern di inversione molto significativo: il Morning Star (anche se non proprio perfetto a causa della mancanza del gap tra la prima e la seconda candela settimanale).

Questo pattern si forma inoltre in un’area importante di prezzi, ovvero il 50% di ritracciamento dell’impulso rialzista di lungo periodo che è partito dal minimo segnato il 3 gennaio 2017 a 1,0341 ed arrivato al suo culmine con il massimo segnato il 16 febbraio scorso a quota 1,2557.

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Elaborazione Ufficio studi Money.it

Considerate le analisi di breve e lungo termine, è evidente la necessità di attendere il comportamento dei prezzi ai livelli attuali. Una rottura dei massimi segnati mercoledì scorso a quota 1,1624, in concomitanza con la rottura della trendline ribassista di breve termine ora transitante a 1,1607 potrebbe dare il via ad operazioni di natura rialzista, in confluenza con il pattern Morning Star e la struttura grafica di lungo periodo.

In tal caso, il primo obiettivo potrebbe essere identificato a 1,1670 dove passano le due trendline convergenti che disegnano la struttura triangolare che ha caratterizzato i corsi nei mesi di giugno e luglio, un obiettivo finale, invece, potrebbe essere a quota 1,1745 massimo segnato il 31 luglio scorso.

Se questo scenario non dovesse accadere e i corsi dovessero tornare sotto area 1,1510, allora con buona probabilità si potrebbe rivedere il cambio principale in area 1,1300, al momento il minimo assoluto del 2018.

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