Da Wall Street a Piazza Affari, i titoli su cui puntare con la nuova Fed di Warsh

Claudia Cervi

17 Maggio 2026 - 15:28

Con la Fed di Warsh i tassi potrebbero restare alti più a lungo. Ecco i titoli da dividendo che secondo il mercato possono reggere meglio tra USA, Europa e Piazza Affari.

Da Wall Street a Piazza Affari, i titoli su cui puntare con la nuova Fed di Warsh

Kevin Warsh sta per prendere il posto di Jerome Powell alla Fed e Wall Street guarda già ai primi effetti sui mercati. Molti investitori, per anni, hanno comprato azioni da dividendo quasi come fossero obbligazioni: utility, energetici, telecom e grandi società considerate stabili hanno continuato ad attirare capitali grazie a cedole elevate e rendimenti spesso superiori ai Treasury.

Il cambio alla Fed può rimettere in discussione molte delle strategie che hanno funzionato finora, in particolare quelle sui dividendi. Warsh viene considerato molto più aggressivo sull’inflazione rispetto a Powell e il rischio è che i tassi possano restare elevati più a lungo del previsto.

Il problema è che non tutti i dividendi sono davvero sicuri quando il costo del denaro resta alto. Dividend yield troppo elevati nascondono dei rischi. Dietro alcune cedole molto elevate ci sono debiti pesanti e margini più fragili di quanto sembri, mentre altri gruppi continuano a generare abbastanza cassa da sostenere dividendi e buyback anche con tassi elevati. Da Wall Street a Piazza Affari, questi sono alcuni dei titoli da dividendo che potrebbero reggere meglio in uno scenario di tassi elevati.

I titoli USA che potrebbero reggere meglio la Fed di Warsh

Negli Stati Uniti, in cima alla classifica dei titoli con dividendi “di qualità” c’è Microsoft. Rende meno di molte utility europee, eppure molti gestori la considerano sicura: il gruppo genera infatti una quantità di cassa enorme grazie a cloud e AI e continua ad aumentare dividendi e buyback senza mettere pressione al bilancio.

Anche Visa resta uno dei titoli più solidi in uno scenario di inflazione ancora alta. Con consumi e prezzi che salgono, aumenta anche il valore delle transazioni digitali e questo permette al gruppo di continuare a generare margini e flussi di cassa tra i più forti di Wall Street.

In una fase più volatile potrebbero tornare centrali anche titoli difensivi come Coca-Cola. Aziende con marchi fortissimi riescono spesso a trasferire parte dell’inflazione direttamente sui consumatori senza compromettere troppo la domanda.

Uno scenario più aggressivo sui tassi potrebbe invece favorire gruppi energetici come Exxon Mobil. Se energia e materie prime dovessero restare strutturalmente elevate, la società continuerebbe a beneficiare di una generazione di cassa enorme.

Tra i titoli più osservati in questo scenario c’è anche Broadcom. Il gruppo beneficia della corsa all’intelligenza artificiale, ma a differenza delle classiche big tech continua anche a distribuire molta liquidità agli azionisti. AI, data center, software infrastrutturale e dividendi in crescita rendono il titolo molto diverso rispetto alle classiche società growth che dipendono soprattutto dall’espansione delle valutazioni.

Più difensiva invece Johnson & Johnson, che storicamente ha mantenuto dividendi stabili anche nelle fasi più complicate del ciclo economico.

L’Europa torna sotto osservazione

La volatilità dei tassi sta spingendo molti investitori a guardare di nuovo all’Europa, dove non mancano società capaci di mantenere margini e dividendi più stabili anche in contesti macroeconomici difficili.

Uno dei casi più interessanti è Unilever. Il gruppo controlla marchi globali e riesce storicamente a difendere margini e dividendi anche durante rallentamenti economici o fasi inflattive.

Anche Nestlé è considerato uno dei gruppi più difensivi in Europa. Marchi globali, consumi relativamente stabili e dividendi in crescita da anni hanno spesso reso il titolo più resistente durante le fasi di volatilità.

Più esposta all’andamento di energia e materie prime invece TotalEnergies. Il gruppo però negli ultimi anni ha continuato a distribuire molta liquidità agli azionisti grazie agli enormi flussi di cassa generati dal business energetico.

In un contesto di tassi meno prevedibili potrebbero inoltre beneficiare le assicurazioni. Allianz è uno dei gruppi europei più solidi sul fronte patrimoniale e payout.

Un discorso a parte merita ASML, che non viene classificata come dividend stock tradizionale ma che rispecchia bene la logica del nuovo scenario: leadership quasi monopolistica, crescita secolare e capacità crescente di remunerare gli azionisti.

Italia: attenzione ai falsi titoli da rendita

Piazza Affari continua a offrire alcuni dei dividend yield più alti d’Europa. Il problema è che in molti casi dietro cedole molto generose ci sono business ciclici, debito elevato o utili troppo legati all’andamento dell’economia.

Tra i titoli che il mercato considera più solidi c’è Enel. Il gruppo resta esposto ai tassi, ma può contare su attività relativamente prevedibili e su un profilo più difensivo rispetto ad altre società del FTSE Mib.

Anche Terna continua a essere uno dei nomi più apprezzati dagli investitori orientati al reddito. Il business regolato rende i flussi di cassa più stabili e meno sensibili alla volatilità macroeconomica.

Più delicato invece il discorso sulle banche come Intesa Sanpaolo. Con tassi elevati il settore continua a generare utili molto forti e dividendi elevati, ma resta anche più esposto a rallentamento economico, aumento delle sofferenze e tensioni sui mercati.

Poi c’è Eni, che potrebbe continuare a beneficiare soprattutto di uno scenario con energia ancora alta e inflazione persistente.

Società Area Dividend Yield annuo (maggio 2026) Punti di forza con Warsh alla Fed Rischio principale
Microsoft USA 0,89% Cash flow enorme, AI e buyback Yield basso
Visa USA 0,83% Margini molto elevati e business “asset light” Valutazioni ancora alte
Coca-Cola USA 2,64% Pricing power e business difensivo Valutazioni elevate dopo il rally
Exxon Mobil USA 2,70% Energia e cash flow forti Forte dipendenza dal petrolio
Broadcom USA 0,6% AI, data center e dividendi in crescita Elevata volatilità tech
Johnson & Johnson USA 2,32% Healthcare difensivo e dividendi stabili Crescita più lenta
Unilever Europa 4,0% Marchi globali e consumi resilienti Crescita moderata
Nestlé Europa 4,03% Business molto difensivo Multipli elevati
TotalEnergies Europa 4,6% Buyback e forte generazione di cassa Sensibile al prezzo energia
Allianz Europa 4,6% Solidità patrimoniale e payout robusto Sensibile ai mercati finanziari
ASML Europa 0,55% Leadership nei semiconduttori Valutazioni elevate
Enel Italia 5,1% Utility difensiva e cash flow prevedibili Sensibile all’andamento dei tassi
Terna Italia 4,0% Business regolato e stabile Sensibile ai tassi
Intesa Sanpaolo Italia 6,3% Utili bancari forti con tassi elevati Credito e rallentamento economia
Eni Italia 4,5% Energia, buyback e cash flow Volatilità materie prime
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