Wall Street troppo cara? 4 titoli europei che possono correre ora (con target fino al +30%)

Claudia Cervi

21 Febbraio 2026 - 18:41

Wall Street corre a 27 volte gli utili dopo il rally dell’AI. Ma ora i capitali guardano all’Europa. Ecco 4 titoli con target fino al +30% da monitorare mentre parte la rotazione.

Wall Street troppo cara? 4 titoli europei che possono correre ora (con target fino al +30%)

Negli ultimi due anni Wall Street è stata una macchina da soldi quasi perfetta. Le regine dell’intelligenza artificiale hanno ridisegnato le gerarchie dei mercati. Palantir oltre +450%, Nvidia quasi +160%, Broadcom +168%, Taiwan Semiconductor oltre +180%. Anche Alphabet ha superato il +100%. Intanto l’S&P 500 viaggia intorno a 27 volte gli utili.

Chi era dentro ha moltiplicato il capitale. Chi è rimasto fuori ha rincorso.

Ma dopo una corsa di questa intensità la domanda non è quanto si possa ancora salire. È quanto si stia pagando per restare a bordo. Quando un mercato diventa così concentrato e così caro, basta poco per cambiare direzione ai flussi.

E mentre l’America resta al centro della scena, in Europa si muove qualcosa di diverso. L’EuroStoxx 600 tratta intorno a 18 volte gli utili. Londra beneficia della forza delle materie prime. La Germania riattiva la spesa industriale. Non è un semplice rimbalzo tecnico. È una rotazione silenziosa.

E quando i capitali iniziano a spostarsi dopo una fase di concentrazione estrema, raramente lo fanno per pochi mesi.

Siemens AG

Se i flussi si allontanano dall’AI per cercare asset tangibili, le infrastrutture sono il primo approdo naturale. Berlino ha riaperto il ciclo di investimenti su rete elettrica, trasporti e digitalizzazione industriale. Miliardi destinati a modernizzare un sistema produttivo che deve tornare competitivo.

Siemens è al centro di questo snodo tra manifattura tradizionale e trasformazione digitale. Per il 2026 il consenso stima ricavi a 83,8 miliardi di euro, +5,8%, ed EBITDA a 15,3 miliardi, in crescita di oltre il 10%, con margini in miglioramento.

Non è una storia da laboratorio tecnologico, ma da ordini e cantieri. Il target medio a 275 euro implica un potenziale vicino al 15%. In una fase di riequilibrio dei portafogli globali, è il tipo di industriale che torna improvvisamente interessante.

Vinci

La Francia ha rimesso al centro infrastrutture, trasporti ed energia. La crescita passa meno dalla finanza e più dai lavori pubblici. Vinci, oggi intorno a 140,45 euro su Euronext Paris, è esposta in modo diretto a concessioni autostradali, aeroporti e grandi opere.

Qui non si parla di narrativa, ma di flussi di cassa visibili e leva operativa che si attiva con l’avvio dei progetti pubblici.

Il mercato sta riposizionandosi. UBS ha confermato il Buy il 16 febbraio. RBC ha ribadito la raccomandazione positiva alzando il target price. Anche Jefferies e Berenberg restano costruttive.

I target più recenti si muovono tra 155 e 170 euro. Non è un rally esplosivo, ma un potenziale tra il 10% e il 22% in un contesto in cui il mercato sembra voler premiare chi costruisce valore reale.

BNP Paribas

La rotazione verso l’Europa passa anche dalle banche. E i numeri dell’ultimo trimestre di BNP Paribas hanno acceso i radar.

Ricavi +8% nel quarto trimestre 2025. Utile netto +28%, vicino ai 3 miliardi di euro, miglior quarto trimestre della storia del gruppo. Costo del rischio a 34 punti base, sotto la soglia indicata dal management.

Ma il vero punto è la traiettoria. Il RoTE è atteso al 12% nel 2026 e oltre il 13% nel 2028, con utile per azione in crescita intorno all’8% medio annuo nel biennio 2024-2026.

Ecco perché Deutsche Bank ha mantenuto il giudizio Neutral ma ha alzato il target price a 96 euro da 92. Un segnale chiaro. Il miglioramento è riconosciuto, anche se il contesto resta prudente, dopo la corsa del settore negli ultimi anni.

In un mercato che cerca value con fondamentali solidi, le grandi banche europee sono ancora centrali.

Airbus

Se la nuova fase premia l’economia reale, Airbus è uno dei nomi simbolo. Backlog record, domanda globale di aeromobili sostenuta e visibilità pluriennale sulle consegne.

Il titolo scambia poco sopra area 190 euro ai livelli del 20 febbraio 2026. Le valutazioni più ottimistiche indicano target price fino a 250-260 euro. Tradotto, un potenziale teorico superiore al 30% se il mercato decidesse di prezzare pienamente la crescita dei margini e delle consegne.

Non è una scommessa da breve periodo, ma una leva sulla manifattura europea di alta gamma. E in un contesto di riduzione dell’esposizione alle mega-cap USA, è uno dei pochi campioni industriali europei con scala globale e spazio di rivalutazione.

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