Volatilità record in arrivo? La mappa dei mercati mese per mese secondo i cicli di Gann

Guido Gennaccari

28/01/2026

Tre modelli ciclici puntano allo stesso scenario shock. Ecco perché il 2026 può segnare la fine di un’era sui mercati finanziari

Volatilità record in arrivo? La mappa dei mercati mese per mese secondo i cicli di Gann

Nel campo del trading e dell’analisi tecnica il confronto e la condivisione sono alla base di una crescita personale e di gruppo. Per questo motivo spesso il pensiero di altri professionisti può sostenere o smontare le proprie idee probabilistiche sui mercati.

Fabio Serra, esperto di Gann, insieme a Fabio Ambrosio, analista tecnico, hanno fornito una visione sui mercati per il 2026 che a mio parere personale ha una robustezza statistica e nei dati macro e appuntamenti politici dell’anno (elezioni midterm). Di seguito il pensiero di Fabio Serra, che aggiorna una analisi già proposta (e oggi confermata) lo scorso anno:

“Il 2026 potrebbe essere ricordato non come un anno ordinario, bensì come una fase di chiusura di un’epoca e di avvio di un nuovo regime ciclico.

Nel corso dell’anno convergono infatti tre cicli chiave secondo la teoria di W.D. Gann:

  • Ciclo dei 90 anni (19362026): nel precedente storico il mercato raggiunse un massimo nel marzo 1937, seguito da una correzione del 58% culminata nell’aprile 1942;
  • Ciclo dei 60 anni (19662026): conclusione di una fase di bull market e transizione verso un periodo laterale-altalenante di lungo termine, storicamente durato circa 15 anni;
  • Anno “6”: statisticamente associato alla formazione di massimi e a processi di inversione, in particolare nella seconda metà dell’anno.

A questi elementi si affianca il ciclo del Nodo Lunare di 18.61 anni che, secondo l’impostazione di Louise McWhirter, entra in una fase ciclica storicamente correlata a una recessione del ciclo economico della durata di circa due anni.

In prospettiva storica, configurazioni analoghe (193233, 1982) hanno coinciso con minimi sistemici del ciclo economico, successivamente seguiti da prolungati periodi di espansione. Il 2026 potrebbe quindi essere caratterizzato da tensioni finanziarie e da una contrazione della liquidità, ma al contempo porre le basi per l’avvio del ciclo successivo già a partire dall’anno seguente.

La convergenza dei modelli ciclici suggerisce pertanto uno scenario di elevata volatilità dalla primavera in avanti, accompagnato da un possibile cambio di leadership delle grandi capitalizzazioni, rotazione verso beni reali, pressione sul debito e indebolimento del dollaro. Il 2026 si configura così come un anno potenzialmente instabile, ma funzionale alla chiusura dei modelli precedenti e alla costruzione del prossimo grande ciclo espansivo.

Dal punto di vista tecnico, il mercato ha raggiunto l’area target in prossimità dei 7.000 punti, individuata sulla base del “Square of Nine” di Gann. È tuttavia opportuno considerare che il grafico di riferimento copre un arco temporale di circa un secolo su base semestrale: eventuali sforamenti anche nell’ordine di 500600 punti risulterebbero pertanto marginali e fisiologici in un’ottica di così lungo periodo.

S&P 500 trend secolare S&P 500 trend secolare .

Diventa quindi essenziale affiancare a questa lettura strutturale grafici di time frame più brevi, al fine di gestire la dinamica dei prossimi mesi.

In tale ottica, il grafico settimanale evidenzia ancora spazio per possibili ma non necessari eccessi rialzisti fino all’area 7.600, senza segnalare al momento criticità rilevanti sul trend primario, che rimane costruttivo fino a un’eventuale rottura al ribasso della base di supporto in area 6.520.”

S&P 500 weekly S&P 500 weekly .

Interpretando il pensiero dell’amico e stimato collega possiamo riassumere: volendo azzardare una dinamica per quest’anno c’è da aspettarsi un top tra metà febbraio e inizio marzo, poi un bottom significativo tra settembre e ottobre, poi una nuova ripresa ma senza tornare sopra i max per un bel po’. Un top massimo tra 7000 e 7.600 punti e una rottura dei 6.520 che proietterebbero i valori a 5.200 punti.

C'è da aspettarsi un top tra metà febbraio e inizio marzo C’è da aspettarsi un top tra metà febbraio e inizio marzo .

Una analisi simile è quella di Fabio Ambrosio, fondata su schemi ciclici, che vede un top in zona 7.400 in primavera punti e poi un bottom a 6.200 punti per l’autunno. Secondo il punto di vista dell’autore del grafico:

“Il frattale rappresenta periodi positivi e negativi di possibile sviluppo della serie storica. Solitamente mantiene una buona correlazione e presenta una possibile inversione di polarità a metà periodo che mantiene le durate temporali ma ribalta la proiezione.”

Queste visioni grafiche trovano conferma nei miei elaborati macro americani su disoccupazione e inflazione, che per il momento non vedono recessioni immediate all’orizzonte ma possibili turbolenze nella seconda metà dell’anno. La mia sintesi, coadiuvata dalle analisi preziose dei due amici, mi induce a trovare un top a 7.200 punti in primavera (Trump si “ammorbidisce” al mercato finanziario) e bottom autunnale a 5.500 punti (i minimi di marzo 2025). Ovviamente le previsioni, anche se basate su statistiche robuste e opinioni autorevoli, si fanno per essere smentite ma, d’altronde, senza “dare i numeri” che analisti seri saremmo?