Quando e come è possibile fare un versamento sul conto corrente altrui, ecco a cosa devi fare attenzione.
Fare un versamento su un conto corrente altrui, di cui non si è neanche co-intestatari, non è illegale ed è possibile. Si possono versare contanti su conti di altre persone in tutta Italia, liberamente e legalmente, a patto di avere una serie di informazioni richieste, come il numero del conto e il nome dell’intestatario.
Anche se il versamento di soldi sul conto di un’altra persona è possibile, in alcuni casi farlo potrebbe far correre alcuni rischi poiché il Fisco potrebbe presumere un tentativo di evasione dal pagamento delle tasse da parte di chi riceve i soldi. Da parte di chi invece fa il versamento, i rischi sono minori.
Scopriamo quali sono le modalità con cui fare il versamento sul conto correnti di un’altra persona, e le informazioni richieste per poter portare a termine l’operazione e quali sono le occasioni in cui questa operazione non è vista bene.
Cos’è un conto corrente
Prima di parlare di come si effettua un versamento sul conto corrente altrui, è bene comprendere cosa è un conto corrente. Il conto corrente è un contratto giuridico stipulato tra un istituto di credito e un suo cliente. Attraverso questo contratto il cliente dispone delle somme che ha depositato e può usarle tramite carta di credito o prelevando i contanti dallo sportello o dall’Atm. La particolarità di un conto corrente bancario è quella di regolare le operazioni di debito e di credito facendo in modo che il saldo positivo sia sempre a disposizione del cliente.
Su un conto corrente si possono versare soldi liquidi, si può effettuare un bonifico in entrata, si può versare un assegno. Il correntista ha diversi modi, quindi, per alimentare il saldo attivo del proprio conto, ma cosa succede se a versare denaro è una terza persona che non è intestataria del conto corrente?
Versamento sul conto corrente altrui: si può fare?
In Italia non c’è nessuna legge che impedisce di fare versamenti, sia attraverso bonifici sia attraverso i contanti su un conto corrente di terzi. Bisogna chiarire, però, che per effettuare un versamento si deve conoscere il numero del conto corrente e non solo il nome del titolare. Ogni conto corrente è dotato di un numero identificativo composto da dodici caratteri.
Il numero del conto corrente, poi, è contenuto nell’Iban, composto da 27 caratteri (tra i quali compaiono anche i dodici che identificano il conto).
Il versamento in contanti può avvenire per diverse ragioni. Per esempio, si vuole fare un regalo di compleanno a un parente, come un figlio o un nipote, oppure si devono restituire dei soldi a qualcuno e, al contempo, si hanno dei contanti da versare in banca.
Se non si è correntisti (non titolari di un conto corrente) l’unico modo per versare soldi sul conto corrente di un’altra persona è necessario presentarsi allo sportello con i contanti e compilare un apposito modulo in cui dovrà indicare il nome del correntista e il numero del conto corrente, oltre all’importo da versare.
Quello che interessa all’Agenzia delle Entrate è assicurarsi che i soldi versati non provengano da un lavoro svolto in nero (quindi con stipendio non tassato) o che, in generale, non si evada il Fisco. Inoltre, bisogna anche considerare la presenza della legge antiriciclaggio, rilevanti in questo caso poichè impongono un preciso limite ai versamenti e prelievi che si possono effettuare sul conto corrente.
Tuttavia, per quanto i controlli fiscali possano scattare anche per un versamento di 100 euro, solitamente le cifre più basse, scambiate tra parenti e amici, non vengono tenute in considerazione. Quando invece le somme si aggirano sulle migliaia di euro, e in particolare al superamento dei 10mila euro mensili, è molto facile che si venga chiamati a giustificare questi movimenti, perché ritenuti sospetti.
Come fare un versamento su un conto corrente altrui
Per ogni tipo di versamento, che sia un bonifico su un conto o su una carta prepagata dotata di Iban, o in contanti, è necessario essere in possesso di una serie di informazioni, prima tra tutte l’Iban del conto.
Senza l’Iban non è possibile procedere con il versamento o il bonifico. Chiaramente, se i bonifici possono essere fatti anche attraverso l’home banking, per versare i soldi contanti bisogna presentarsi in banca.
Bisognerà quindi:
- recarsi presso la filiale della banca dove è radicato il conto su cui si vogliono versare i soldi, con i contanti;
- rivolgersi a uno sportello ed essere in possesso di tutte le informazioni richieste (come il nome del correntista, l’Iban, ed eventualmente il suo permesso);
- se non si è correntisti, verrà fornito un modulo da compilare, con il proprio nome e dati, oltre alle informazioni relative al conto corrente su cui versare i soldi, esattamente come avviene per un bonifico online.
Tra i vari documenti, può essere anche richiesta la liberatoria da parte dell’intestatario del conto corrente per poter procedere con il versamento.
Quali sono i rischi?
I rischi riguardano principalmente la persona che riceve il versamento, ma possono anche interessare chi lo effettua. In generale i problemi possono essere:
- legati alla normativa antiriciclaggio, la banca in caso di movimenti di contanti oltre i 10.000 euro, soglia che potrebbe venire modificata, è tenuta a informare l’Unità di Informazione Finanziaria, che valuterà come procedere;
- il secondo rischio per la persona che ottiene il denaro riguarda la possibilità di controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso dovrà giustificare la provenienza del denaro, e dimostrare che non si tratta di reddito non dichiarato;
- infine, nel caso in cui a fare il versamento sia un debitore nei confronti di un creditore, utilizzando solo i contanti potrebbe avere più difficoltà a dimostrare di aver effettuato il pagamento.
Limiti e controlli
Di regola, non ci sono limiti per i soldi in contanti che possono venire versati su un conto corrente, proprio o altrui. Tuttavia, per versamenti imponenti potrebbe venire richiesto un preavviso dalla banca, o potrebbe essere la banca stessa a imporre dei limiti. Quando le cifre superano i 10mila euro scatterà la procedura prevista dalla normativa antiriciclaggio.
Come accennato, difficilmente ci saranno controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per piccole somme, nell’ordine delle centinaia di euro, ma questo non significa che si tratti di un’eventualità concreta.
Se dovesse accadere, bisognerà giustificare la provenienza di quei soldi, andando quindi a dimostrare che si tratta di contanti su cui sono state pagate le tasse. Per esempio, in caso di soldi ricevuti da un parente in pensione come regalo, la pensione della persona è già stata tassata.
L’onere della prova è sempre a carico del contribuente, e se non se ne è in possesso, si dovranno pagare le tasse non corrisposte, oltre a una sanzione.
Usare il conto corrente altrui, cosa si rischia?
Usare il conto corrente intestato ad un’altra persona espone e a rischi concreti: quando le movimentazioni non sono coerenti con il profilo fiscale del titolare del conto, infatti, potrebbe essere avviata un’indagine con lo scopo di richiedere chiarimenti sulla provenienza delle somme, confrontare i dati bancari con le dichiarazioni dei redditi.
Una pratica che potrebbe destare sospetti fiscali, infine, è ricevere bonifici sul conto corrente non intestato a sé. Non è vietato dalla legge ma si rischia di violare le normative per la trasparenza del titolare effettivo dei fondi.
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