Variante inglese Covid-19: il vaccino funziona lo stesso?

Fiammetta Rubini - Mario D’Angelo

21/12/2020

21/12/2020 - 16:48

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Il vaccino anti-Covid protegge contro il virus mutato o perde efficacia? Gli esperti tranquillizzano sulla variante inglese del coronavirus e la validità dei vaccini, ma i dubbi non mancano.

Variante inglese Covid-19: il vaccino funziona lo stesso?

La nuova variante del coronavirus scoperta nel Regno Unito e individuata anche in Australia, Olanda, Danimarca e Italia avrà delle conseguenze sul vaccino? Mentre in Europa e nel mondo partono le vaccinazioni anti-Covid, preoccupa l’impatto della nuova mutazione sull’efficacia del farmaco.

La maggior parte degli esperti, però, al momento è ottimista. Anche se questa variante sembra avere una trasmissibilità superiore al “ceppo originale”, non è dimostrato che sia più grave e pericolosa, e suppongono che la validità dei vaccini sviluppati finora e in via di distribuzione su scala globale non sia compromessa. “Ma servono informazioni più solide”, ha spiegato il ministro della Salute Speranza.

Vaccino Covid: funziona contro la variante inglese?

Ottimista anche il ministro della Salute tedesco Jens Spahn che, parlando all’emittente pubblica Zdf, ha detto: “Secondo quello che sappiamo finora la mutazione del virus non ha alcun impatto sui vaccini, che rimangono efficaci, citando colloqui tra esperti presso le autorità europee”.

“La presenza, nella nuova variante, di alcune mutazioni in zone ben delimitate della proteina Spike non mi fa sentire particolarmente preoccupato per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini in arrivo: gli anticorpi indotti dalla vaccinazione potranno comunque legarsi sulla stragrande maggioranza della superficie della proteina Spike che è rimasta invariata”. Questo il commento di Giacomo Gorini, ricercatore dello Jenner Institute dell’università di Oxford, che sta lavorando con AstraZeneca allo sviluppo e alla sperimentazione del vaccino contro il Covid-19.

Al momento, dunque, il piano vaccini in Italia e in Europa prosegue a pieno ritmo. L’autorizzazione all’uso d’emergenza del candidato sviluppato da Pfizer e della tedesca BioNTech, in effetti è attesa per il 21 dicembre da parte dell’Ema, l’agenzia europea per i medicinali.

Crisanti: non sappiamo se vaccino funziona

Dell’immutata efficacia dei vaccini sulla nuova variante di coronavirus non è convinto invece il virologo Andrea Crisanti: “Non si sa se la risposta immunitaria prodotta dai vaccini copre anche questa variante”, ha detto all’Adnkronos.

Lo scienziato ha detto che è importante “verificare se questa variante si trova già in Italia”. Il nuovo lignaggio del virus, ha spiegato Crisanti, è apparso “questa estate in Spagna ed effettivamente ha un R0 superiore agli altri”.

Ciò che sta accadendo non desta stupore negli scienziati: “il coronavirus è in continua mutazione e ci sono molte varianti con una o più mutazioni. A luglio c’erano già almeno 12.000 “mutanti”. Il numero sarà ora più alto, sebbene molte mutazioni siano rare e i virus che le trasportano spesso muoiono”, spiega Nick Loman, ricercatore dell’Università di Birmingham che sta studiando le mutazioni del virus.

Anche in Italia è stata individuata una mutazione del SARS-Cov-2, presente a marzo nel 5% delle persone che hanno contratto il virus e ora nel 100% degli infetti: chiamato 614 D, è la variabile che ha reso più facile la diffusione dell’epidemia spiegando in parte la seconda ondata di contagi.

Variante Covid meno identificabile con tamponi

Ma quello dei vaccini non è l’unico nodo riguardante la nuova variante inglese. L’OMS ha comunicato che può influenzare le prestazioni di alcuni test diagnostici. In sostanza i tamponi potrebbero non riconoscere il virus mutato, e sono necessari continui aggiornamenti per individuare le continue mutazioni.

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