Valle d’Aosta approva ordinanza anti Dpcm, ma gli hotel scelgono di non riaprire

Mario D’Angelo

3 Dicembre 2020 - 18:26

3 Dicembre 2020 - 18:31

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La Valle d’Aosta, in zona rossa, ha approvato una legge che la «promuove» a gialla. Ma il gruppo Th Resorts, con una quota di mercato del 23%, ha già annunciato che non riaprirà

Valle d'Aosta approva ordinanza anti Dpcm, ma gli hotel scelgono di non riaprire

La Valle d’Aosta contro il Dpcm del Governo. La Regione, categorizzata come rossa dall’ordinanza del Ministero della Salute, ha varato una legge che riapre bar, ristoranti, negozi, musei e biblioteche. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede chiederà al Consiglio dei ministri di impugnare la legge.

Dpcm, scontro Stato-Valle d’Aosta

Un nuovo scontro istituzionale fra Stato e Regione si profila all’orizzonte. La giunta valdostana ha sfidato il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che, un mese fa, ha diviso l’Italia in zone gialle, arancioni e rosse, posizionando la Valle d’Aosta nella fascia con le misure più rigide.

Pochi giorni fa, il ministro della Salute Roberto Speranza ha riclassificato Piemonte, Lombardia e Calabria da rosse ad arancioni, lasciando la Valle d’Aosta in zona rossa.

A stagione invernale inoltrata, il governo della Regione ha approvato un provvedimento “urgente” in aperta sfida con il Governo. Alla sua entrata in vigore, che potrebbe avvenire a breve, verrà mantenuto l’obbligo di mascherine all’aperto e il divieto di assembramento, ma si apriranno il commercio al dettaglio, musei, mostre, biblioteche, bar e ristoranti.

Valle d’Aosta, Boccia attacca il presidente Lavevaz

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha immediatamente avvertito la giunta che il provvedimento che “introduce disposizioni sulla ripresa delle attività commerciali al dettaglio in evidente contrasto con quanto stabilito dal Dpcm del 3 novembre scorso” verrà impugnato.

“La invito a revocare l’ordinanza - ha detto Boccia al presidente della Regione Erik Lavevaz - ricordandole le responsabilità che potrebbero derivare dall’applicazione delle misure da lei introdotte riguardo alla tenuta delle reti sanitarie e alla tutela della salute dei cittadini valdostani”.

“Il Governo italiano ha dimostrato scarsa sensibilità nel capire i problemi della montagna”, ha detto Lavevaz, secondo il quale “la legge va nella direzione giusta, non importa se sarà impugnata, è un segnale forte della nostra autonomia che fa capire la Valle ha uno Statuto” autonomo.

Th Resorts posticipa l’apertura

Intanto il gruppo Th Resorts, che ha strutture d’accoglienza a La Thuile, Pila, Gressoney La Trinitè e Courmayeur, ha annunciato di aver perso 45.000 presenze turistiche a causa della decisione di posticipare l’apertura per via della pandemia. “Una decisione sofferta, ma che siamo costretti a prendere stante le condizioni attuali, consci della gravità dell’emergenza in atto e che l’attenzione deve essere rivolta in primis alla salute, ha dichiarato il presidente Graziano Debellini.

In una nota si legge che “la scelta di non aprire adesso, in un periodo di alta stagione, è stata obbligata dalla situazione di grande incertezza con turisti disorientati le cui intenzioni di viaggio sono già seriamente compromesse dalla paura dell’infezione.

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