Vaccino anti-Covid può uccidere mezzo milione di squali: ecco perché

29 settembre 2020 - 13:36 |
1 ottobre 2020 - 14:53 |

Gli esperti lanciano l’allarme: 500.000 squali rischiano di morire a causa del vaccino contro il coronavirus. Ecco il motivo.

Vaccino anti-Covid può uccidere mezzo milione di squali: ecco perché

Cosa c’entra il vaccino per il Covid-19 con gli squali, vi starete chiedendo. Ebbene, i ricercatori hanno bisogno di una sostanza chiamata squalene, un idrocarburo che si trova nell’olio di fegato di squalo (ma non solo), per sviluppare diversi vaccini anti-coronavirus.

Secondo gli ambientalisti, la ricerca per la lotta alla pandemia potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza del predatore degli oceani, essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi marini.

Quanti squali morirebbero a causa del vaccino anti-Covid

Secondo le stime di Shark Allies, associazione no-profit californiana che si occupa della conservazione degli squali, sono necessari tra i 2.500 e 3.000 squali per estrarre tonnellate di squalene.

Per far sì che tutti nel mondo ricevano una dose del vaccino, circa 250.000 squali dovrebbero essere macellati a seconda della quantità di squalene utilizzata. Il numero salirebbe a mezzo milione di squali uccisi per due dosi di vaccino a ognuno.

L’associazione ha lanciato una petizione per fermare l’uso dello squalene di squalo.

Perché si usa lo squalene nei vaccini

La presenza dello squalene nei vaccini non è una novità. Questa sostanza viene usata come adiuvante per creare una risposta immunitaria più forte.

Il colosso farmaceutico britannico GSK, che utilizza lo squalene nei vaccini antinfluenzali, ha dichiarato che potrebbero essere necessarie quasi 1 miliardo di dosi di squalene per il vaccino contro il coronavirus.

Gli ambientalisti sono seriamente preoccupati che l’uccisione di così tanti squali possa causare danni irreversibili agli ecosistemi dei nostri oceani. La proposta è di utilizzare alternative vegetali, che già esistono.

In natura lo squalene non si trova solo nel fegato degli squali, anzi: ce ne è in abbondanza nell’olio d’oliva, di arachidi, nel mais, nella crusca di riso e nel germe di grano. Nonostante ciò si stima che ogni anno vengano ancora uccisi quasi 3 milioni di squali. Il motivo ha a che fare coi costi: ricavare lo squalene dall’animale è più economico rispetto al processo estrattivo da fonti vegetali.

“Chiediamo che lo squalene di origine sostenibile sia usato in tutte le applicazioni e laddove si riveli tanto efficace quanto lo squalene di squalo. Tutti i futuri test sui vaccini adiuvanti devono prendere in considerazione le fonti di origine vegetali”, affermando gli ambientalisti.

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