Usura, truffe online e violenza domestica: i reati al tempo del Covid

Cambia lo scenario dei reati con l’emergenza coronavirus: diminuiscono furti e rapine ma aumentano truffe su internet, clonazioni di carte di credito, contrabbando e violenza in famiglia. I nuovi scenari criminali.

Usura, truffe online e violenza domestica: i reati al tempo del Covid

Delitti informatici, truffe online, contrabbando di mascherine e violenza contro le donne sono i reati che hanno registrato una crescita maggiore da quando ha avuto inizio l’emergenza Covid. Il coronavirus, infatti, ha modificato le abitudini di tutti, nessuna eccezione per i criminali.

Crescono anche usura e incendi dolosi. Invece sono diminuiti drasticamente furti, scippi sui mezzi pubblici e rapine in banca.

Ecco la fotografia dello scenario criminale del primo semestre del 2020 e l’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto su di esso.

Coronavirus: quali sono i reati in crescita

Dati e statistiche del servizio di analisi dei delitti della Polizia criminale - riportati dal Sole24Ore - evidenziano in maniera inequivocabile la crescita dei reati informatici dal 31 gennaio scorso: il 23,3% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo riguarda frodi online, furto dei dati, clonazione carte di credito, accesso abusivo a sistema informativo, cyberstalking e revenge porn. Dal 1° gennaio al 30 maggio 2020 sono stati commessi ben 9.308 delitti informatici denunciati alla Polizia postale.

Tra gli illeciti in crescita c’è anche il contrabbando che però cambia volto: oggetto delle vendite fraudolente sono mascherine e presidi di protezione contraffatti, gel disinfettanti e igienizzanti.
In crescita anche l’usura, conseguenza della crisi economica che ha colpito molti settori produttivi e una larga platea di persone in cassa integrazione o disoccupate. Dai dati della Polizia di Stato si evince una crescita sensibile soprattutto nella prima metà dell’anno.

Violenza domestica e maltrattamenti in famiglia

Discorso a parte per la violenza domestica contro donne e minori. Lockdown, smart working, didattica online e coprifuoco aumentano il tempo trascorso in casa e, di conseguenza, aggravano le condizioni delle vittime di maltrattamenti in famiglia, costringendo donne e bambini a vivere con i loro aguzzini.
Da marzo a maggio 2020 si è registrato un sensibile aumento delle chiamate al numero antiviolenza e stalking, il 1522, e appena finito il lockdown sono tornate a salire le denunce. Secondo le statistiche dell’associazione D.i.Re (Donne in Rete Contro la Violenza) la maggior parte delle segnalazioni provengono da Toscana e Lombardia.

A tutte le donne vittime di violenza domestica, anche psicologica, invitiamo a contattare il numero gratuito 1522 oppure i centri antiviolenza locali che spesso offrono sostegno legale gratuito o dietro un pagamento simbolico.

Incendi dolosi in crescita

Un dato che stupisce è la crescita sensibile (del 2,4% rispetto al 2019) del delitto di incendio doloso. La ragione spesso risiede nella necessità di smaltire rifiuti medici e ospedalieri infetti eludendo le procedure corrette, più lunghe e costose.

Furti e rapine cadono in picchiata

Come si era registrato nei mesi di lockdown, le tabelle della Polizia di Stato confermano la drastica diminuzione di furti in casa, scippi e rapine nelle banche e nei supermercati. Il motivo è semplice: meno persone che circolano sui mezzi e nelle piazze affollate del centro, turisti ridotti al minimo storico (i bersagli preferiti dai borseggiatori) e poche attività aperte al pubblico. C’è da aggiungere poi l’incremento dei controlli delle Forze dell’ordine nei centri urbani per vigilare sul rispetto delle norme anti-Covid, con effetto deterrente sulla commissione di altri reati.

I dati parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2020 le denunce per questa tipologia di delitti sono diminuite del 25% circa.

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