Coronavirus: negli Stati Uniti parte lo sciopero dell’affitto

Quasi un terzo degli americani ad aprile non ha pagato l’affitto. Negli Usa si inizia a parlare di sciopero dell’affitto per mitigare gli effetti del Coronavirus.

Coronavirus: negli Stati Uniti parte lo sciopero dell'affitto

Secondo i calcoli della Federal Reserve, il 10-15% degli americani non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 400 dollari mentre l’Università di Chicago stima che un terzo degli adulti statunitensi non sia in grado di coprire le necessità di base se non riceve una singola busta paga.

Il fortissimo ed improvviso deterioramento registrato nelle ultime settimane dal mercato del lavoro ha immediatamente fatto diventare popolari gli hashtag #RentZero e #RentRelief.

L’affitto, che per un inquilino su quattro rappresenta oltre metà del reddito, rappresenta una delle prime voci ad essere tagliate (come rilevato sui social, “in una pandemia, l’affitto è l’ultimo a mangiare”).

Il discorso non cambia se si guarda alle aziende: catene come Cheesecake Factory, Mattress Firm e Subway per prime hanno fatto sapere di non essere in grado di corrispondere l’affitto per il mese corrente.

Stati Uniti: quasi un terzo degli inquilini non ha pagato l’affitto

Secondo gli ultimi dati elaborati dal National Multifamily Housing Council (NMHC), ad aprile la percentuale degli affittuari che ha pagato l’affitto ha segnato un calo del 12 per cento rispetto a un anno prima.

Nel complesso, al 5 aprile 2020 solo il 69% di chi è in affitto negli Stati Uniti era in regola con il pagamento, contro l’81% di 30 giorni prima e l’82% dell’aprile 2019.

Quindi, quasi un terzo di chi è in affitto negli Stati Uniti non aveva pagato. “L’epidemia COVID-19 ha innescato importanti sfide per la salute e le condizioni finanziarie per i residenti negli appartamenti e i proprietari di soluzioni multifamiliari, gli operatori e i dipendenti nel Paese”, ha detto Doug Bibby, presidente della NMHC.

“Molti di noi sono già in una fase in cui è necessario scegliere tra il cibo e l’affitto, e abbiamo scelto il cibo”, ha detto nel corso di un intervento alla Cnn Melissa Reyes, membro della Los Angeles Tenants Union, il sindacato degli inquilini. “Food not Rent”, cibo non affitto, è uno dei motti di chi protesta.

Per un bilocale, l’affitto mediano a Los Angeles è di 2.362 dollari, a San Francisco ne servono 3.600, a Chicago 1.650 ed a New York sono necessari 2.650 dollari al mese.

Stati Uniti: persi oltre 15 milioni di posti di lavoro

Per capire le dimensioni del fenomeno, va considerato che in tre settimane negli Stati Uniti sono stati persi 15 milioni di posti di lavoro (nel corso della grande recessione per assistere ad una perdita di posti di queste dimensioni erano stati necessari 18 mesi).

“Solo in questo primo mese, la crisi innescata dal Coronavirus dovrebbe superare qualsiasi confronto con la Grande Recessione”, ha detto Daniel Zhao, economista di Glassdoor.

Le 16,8 milioni di richieste di sussidio tra il 15 ed il 4 aprile stanno a significare che oltre 1 lavoratore statunitense su 10 ha chiesto il beneficio.

Stati Uniti: cosa succede ora?

Diversi Stati e governi locali hanno già promulgato misure per evitare gli sfratti. Provvedimenti come quelli attuati a New York dal governatore Andrew Cuomo, che ha sospeso gli sfratti per 90 giorni, e in California da Gavin Newsom, che ha bloccato gli sfratti fino alla fine maggio, finiscono solo per spostare in avanti il problema.

Le misure finora approvate dall’esecutivo, tra cui il famigerato pacchetto di aiuti da 2.200 miliardi di dollari, che incrementa le coperture per chi è rimasto senza lavoro e prevede la corresponsione di fondi direttamente alle persone, non sono ritenuti sufficienti.

Anche perché, se gli inquilini non pagano gli affitti, i proprietari non saranno in grado di corrispondere le rate dei finanziamenti sugli immobili. E negli Stati Uniti tutti ricordano bene cosa è successo l’ultima volta che ci sono stati problemi con i mutui.

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