Dopo dieci anni, Burger King modifica la composizione del Whopper, il panino simbolo della catena di fast food. Ecco cosa cambia e quali sono le ragioni alla base della decisione.
Burger King mette mano al suo prodotto simbolo. La celebre catena ha annunciato le prime modifiche rilevanti al Whopper, il panino più venduto dell’ultimo decennio, in seguito alle ripetute lamentele dei clienti. L’intervento interessa l’intera rete di oltre 7.000 ristoranti negli Stati Uniti.
Il nuovo Whopper è in distribuzione da questa settimana e introduce cambiamenti mirati su tre elementi. Il tradizionale panino morbido viene sostituito con una versione considerata più “premium”, la maionese è stata riformulata per risultare più cremosa e il Whopper non sarà più avvolto nella carta, ma servito in una scatola rigida a conchiglia.
La scelta nasce in seguito ad anni di segnalazioni su hamburger schiacciati e difficili da consumare. Tom Curtis, presidente di Burger King per la divisione USA e Canada, ha sottolineato che l’azienda è stata prudente nell’intervenire su un prodotto iconico. La carne dell’hamburger, ad esempio, non cambia: “Non vuoi semplicemente strappare il manuale e ricominciare da zero. È come se mettessimo il nostro famoso burger iconico in uno smoking invece che in un abito casual”.
Perché Burger King ha “rinnovato” il Whopper
Secondo i dati di Technomic, Burger King è attualmente l’ottava catena di fast food negli Stati Uniti per vendite. Tuttavia, nel 2023 il marchio ha registrato un indebolimento del rapporto con la clientela, con critiche su punti vendita datati e un’esperienza giudicata poco soddisfacente. Solo dopo aver affrontato queste criticità la catena ha deciso di toccare il suo prodotto più iconico.
Oggi i numeri mostrano un’inversione di tendenza: nell’ultimo trimestre le vendite a parità di ristorante negli Stati Uniti sono salite del 3,2%. L’obiettivo è intervenire senza rompere l’equilibrio costruito in decenni di riconoscibilità del marchio: “’Amo il Whopper, non ne mangio uno da anni’, lo sento dire continuamente negli aeroporti. Io rispondo: cosa state aspettando? E ora penso che stiamo dando loro un’ottima ragione per tornare”, ha dichiarato Curtis.
I costi per i gestori in franchising e la raccomandazione sui prezzi
Il Whopper “migliorato” comporterà per i gestori in franchising un costo aggiuntivo stimato in circa 4.000 dollari l’anno. Burger King ha invitato gli imprenditori affiliati a non ritoccare i prezzi, nonostante il contesto di inflazione che pesa sui consumatori, sostenendo che l’investimento potrà tradursi in un aumento delle vendite.
La questione, tuttavia, resta delicata. Secondo Robert Byrne, responsabile senior delle ricerche sui consumatori di della società di analisi Technomic, questo cambiamento mette in difficoltà i gestori in franchising:
“In un ambiente caratterizzato da incertezza economica e pressioni inflazionistiche, arrivare a fine mese è difficile. C’è un elemento aggiuntivo di rischio quando si acquista qualcosa che non si conosce. È un rischio elevato per un brand”.
Sette mesi di test in cucina
Le modifiche sono il risultato di sette mesi di prove su maionese, pane e confezionamento. Nel laboratorio interno sono state valutate diverse soluzioni, compresa l’ipotesi di assemblare il panino al contrario, con la carne come primo strato e le verdure sotto.
La revisione del pane ha richiesto il coinvolgimento di quasi una dozzina di panifici nazionali. È stata modificata la dimensione della teglia per dare maggiore volume e aggiunta una glassatura superficiale. “Aiuta i semi di sesamo ad aderire meglio al panino e crea quell’appeal visivo che lo rende un po’ più artigianale e meno simile a un prodotto da produzione industriale ad alta velocità”, ha spiegato Amy Alarcon, responsabile culinaria di Burger King.
Anche la maionese è stata riformulata per ottenere una consistenza più cremosa, con leggere note dolci e agrumate. Per quanto riguarda il packaging, la scatola a conchiglia è stata scelta per mantenere il panino integro. Il team si è assicurato che la nuova confezione conservasse la freschezza “pur trattenendo parte del calore e garantendo quell’effetto di formaggio filante”, ha aggiunto la chef.
Per raccogliere feedback più ampi, Curtis ha diffuso pubblicamente il suo numero di telefono e per due settimane ha risposto direttamente alle chiamate dei clienti:
“Ho passato quattro, sei ore al giorno, incluso il sabato, al telefono. Ci sono ancora casi in cui deludiamo le persone ogni singolo giorno, ma dobbiamo essere onesti e affrontarlo direttamente. Voglio che l’America sappia che lo stiamo facendo”.
Inoltre, dalle oltre 12.000 chiamate ricevute sono emerse ulteriori richieste di intervento, tra cui quelle sulle patatine fritte.
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