Un titolo di Stato americano che rende il 4,21% annuo e circa il 5,4% in 1,3 anni

Stefano Vozza

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Un’obbligazione con buona cedola e yield migliore della cedola di breve durata e duration ma con il cambio a scadenza a fare da jolly

Un titolo di Stato americano che rende il 4,21% annuo e circa il 5,4% in 1,3 anni

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Le tensioni del comparto obbligazionario si scaricano sui rendimenti, con dinamiche differenti tra vecchie e nuove emissioni. Le prime lo fanno adeguando i prezzi agli yield, per cui salgono o scendono a seconda che i rendimenti, nell’ordine, ripiegano o risalgono.
Quelle in arrivo debuttano già allineate alle richieste di mercato al tempo del lancio. In tutti i casi incidono altri parametri come il rating emittente e la vita utile o durata residua, mentre altri fattori sono più specifici a precise categorie di bond.

È il caso dei titoli denominati in valuta estera, che subiscono inevitabilmente anche le tensioni valutarie. Tra i Treasury USA, per esempio, ecco un titolo di Stato americano che rende il 4,21% annuo e circa il 5,4% in 1,3 anni.

La scheda tecnica dell’USA T-Bond Tf 3,875% Nv27

Si tratta di una obbligazione quinquennale in origine (30/11/’22) emessa dal Tesoro USA e quasi prossima alla scadenza. Al titolo residuano altri 1,306 anni di vita utile (30/11/’27) per cui è un investimento di breve termine a tutti gli effetti.

L’identificativo di riconoscimento è US91282CFZ95 mentre il sistema multilaterale di negoziazione è l’EuroTLX gestito da Borsa Italiana. Negli ultimi 30 giorni i contratti e i controvalori daily sono stato esigui, al limite dell’illiquidità: tra 1 e 4 i primi, e in genere entro i 100mila Usd i secondi.
Quanto i coupon, l’emittente paga il 2% scarso ogni 6 mesi dato che il tasso cedola su base annua è del 3,875% tassato al 12,50%. In pratica ogni 182 giorni circa il T-Bond riconosce al suo titolare l’1,695% netto del debito nominale sottoscritto.

Tuttavia, ai corsi attuali a 99,62 il rendimento effettivo a scadenza è risalito al 4,21% annuo lordo (dati: Borsa Italiana). Per avere un raffronto consideriamo il BTP Tf 2,65% Dc27 Eur, matricola IT0005500068. Stamane prezza 99,81 per un ritorno a scadenza del 2,8%, l’1,41% in meno del T-Bond e a parità di durata. In termini cumulati, l’USA Tf 3,875% Nv27 Usd dovrebbe fruttare un guadagno del 5,4% lordo complessivo.

Il rischio di mercato e di liquidità

Ora soffermiamoci su quelli che, sulla carta, dovrebbero essere i due principali rischi, quello di mercato e di cambio. Il primo è relativamente basso grazie soprattutto alla modesta vita residua. Stiamo parlando di una duration modificata dell’1,23% che indica, appunto, di quanto muterebbero i suoi corsi se i tassi di interesse di mercato variassero dell’1%.

In quasi 7 mesi e mezzo del ’26 i valori low e high segnati dal titolo sono stati a 99,44 e a 101 Usd, per uno scarto di 1,56 $. Considerata la buona cedola nominale, l’attuale quotazione sotto la pari e il time to maturity viene da pensare che difficilmente i corsi si porteranno oltre i minimi annui. Pertanto il recupero della parità dovrebbe aversi molto prima della naturale scadenza dell’obbligazione.

Parimenti, vietato farsi facili aspettative che i corsi possano correre oltre la parità pura. Tra pochi mesi il rischio mercato potrà dirsi spuntato, per cui le quotazioni resteranno ingessate in area 100. Più reale e oggettivo è invece il rischio di liquidità, che di contro resterà immutato da qui al termine.

Un titolo di Stato americano che rende il 4,21% annuo e circa il 5,4% in 1,3 anni

Ancora, più interessante è il discorso cambio, che a differenza dell’altro non va mai in letargo o in ferie e non si plasma a fisarmonica secondo la duration. Oggi il cross EUR/USD è a 1,1561 mentre nessuna certezza è data sul suo valore a scadenza. Secondo le stime dell’Agenzia delle Previsioni Economiche la candela mensile dell’€/$ a novembre 2027 dovrebbe formare un low a 1,152 e un high a 1,205. Il valore di chiusura, peraltro coincidente con il rimborso dell’USA Tf 3,875%, è atteso a 1,187 per un possibile apprezzamento dell’euro del 2,9% dai valori attuali.

Stiamo parlando di stime, non di certezze assolute che nessuno dispone. Se il termine del 30/11/’27 può dirsi “modesto” per il rischio di mercato, esso diviene notevole per il cambio. In 15 mesi e mezzo possono avvenire tante cose e ritrovarci a quella data a un cross a 1,10 come a 1,25 etc.
Si tratta tuttavia di numeri importanti nell’economia del T-Bond Nv27 Usd che possono fare la fortuna dell’investitore solo se il $ s’apprezzerà da qui al termine. Nel caso inverso occorrerà sacrificare la certezza di cedola e plusvalenza per coprire la perdita da cambio. Un sacrificio parziale se l’apprezzamento dell’euro sarà entro il 4,4-4,5% circa dai livelli attuali, e totale se maggiore. Manco a dirlo, in tal caso il rendimento effettivo si rivelerebbe negativo, sempre senza considerare l’inflazione di periodo per non “rincarare la dose”.

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