Un compratore voleva salvarla, ma l’azienda ha detto no. Licenziati 42 dipendenti

P. F.

24 Dicembre 2025 - 15:01

Freudenberg conferma la chiusura dello stabilimento di Rho e il licenziamento collettivo di 42 dipendenti, nonostante l’offerta di subentro di un imprenditore locale.

Un compratore voleva salvarla, ma l’azienda ha detto no. Licenziati 42 dipendenti

Vacanze di Natale rovinate per 42 dipendenti di Freudenberg. La multinazionale tedesca, attiva nella fornitura di materiali per diversi settori, dall’automotive alla meccanica tessile, ha confermato l’intenzione di chiudere definitivamente lo stabilimento di Rho, in Lombardia, e di procedere con il licenziamento collettivo di 42 operai.

La decisione arriva nonostante la presentazione alla Regione Lombardia di un’offerta di subentro da parte di un imprenditore locale. E non sono servite a niente nemmeno le proteste dei lavoratori colpiti, che si sono recati fino alla sede centrale della compagnia a Weinheim, in Germania, per manifestare il loro dissenso.

Il piano di incentivi e la posizione dei sindacati

Martedì 23 dicembre 2025, alla sede di Assolombarda, è stato ufficializzato l’accordo economico che definisce gli incentivi e gli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori coinvolti nella vertenza della multinazionale, giudicato dai sindacati come “soddisfacente”.

Il piano prevede una cassa integrazione di 12 mesi per tutto il 2026 e l’accesso alla Naspi per chi deciderà di lasciare l’azienda. Gli incentivi, tuttavia, riguarderanno solo 25 dei 42 dipendenti che saranno interessati dai licenziamenti.

I lavoratori ripongono la massima fiducia nelle politiche attive messe a disposizione da Regione Lombardia nel corso dei tavoli delle scorse settimane al fine di trovare al più presto soluzioni di qualificazione e ricollocazione lavorativa sul territorio” hanno affermato dalla CGIL di Milano.

Le motivazioni dietro alla chiusura dello stabilimento di Rho

Lo stabilimento di Rho, in via Risorgimento 34, da anni produceva filtri industriali per il gruppo Freudenberg ed era considerato un impianto stabile, senza cali di commesse né segnali di difficoltà economica.

Eppure, il 5 novembre 2025 la direzione ha annunciato ai dipendenti la chiusura definitiva dello stabilimento e l’avvio delle procedure per il licenziamento collettivo. La multinazionale ha deciso di delocalizzare la produzione, trasferendola in Slovacchia e negli Stati Uniti, nello stabilimento di Hopkinsville, nel Kentucky.

Secondo l’azienda, la scelta è stata determinata dai dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump, che avrebbero reso meno competitiva la produzione europea destinata al mercato americano. Freudenberg ha inoltre sottolineato come l’aumento dei costi di trasporto e di produzione, insieme all’instabilità dei mercati internazionali, abbia reso necessaria una riorganizzazione della propria presenza a livello globale.

Resta però da chiarire se i dazi siano effettivamente la causa principale della chiusura o solo uno dei fattori che hanno spinto l’azienda verso una più ampia ristrutturazione industriale. La strategia del gruppo tedesco sembra infatti mirare a concentrare la produzione in aree più vicine ai mercati di sbocco, come gli Stati Uniti, o in Paesi dove il costo del lavoro è più contenuto.

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