Ucraina, perché è fallito il referendum italiano contro la guerra?

Redazione Money Premium

21 Luglio 2023 - 07:09

Il ruolo dei paci-finti dietro la mancata raccolta delle firme necessarie contro l’invio di armi italiane in Ucraina. L’analisi di Marco Rizzo.

Ucraina, perché è fallito il referendum italiano contro la guerra?

Il recente tentativo di referendum contro la guerra ha suscitato dibattiti accesi e riflessioni profonde sulla situazione geopolitica mondiale. In un’intervista a Money.it, Marco Rizzo, leader di Italia Sovrana e Popolare, ha condiviso le sue opinioni sull’errore della globalizzazione capitalista e gli impatti della guerra che coinvolgono le nuove potenze emergenti.

Rizzo ha spiegato come la globalizzazione capitalista abbia introdotto nel sistema internazionale nuove potenze emergenti, tra cui India, Russia, Brasile e Sudafrica, le quali hanno iniziato a mettere in discussione il dominio degli Stati Uniti e del dollaro nelle loro transazioni commerciali. Questo ha portato a una crisi mondiale, evidenziata particolarmente dalla situazione in Ucraina.
Secondo Rizzo, parte della classe dirigente degli Stati Uniti ha cercato di bloccare il processo di un mondo multipolare utilizzando, se necessario, la minaccia di una guerra atomica per mantenere il loro status di potenza unipolare. Tale prospettiva, però, comporta un rischio elevato per tutti, poiché l’Europa diventerebbe il teatro principale di una possibile battaglia nucleare, mettendo a repentaglio la vita di milioni di persone.
Il leader di Italia Sovrana e Popolare ha sottolineato che la guerra attuale si basa sulla capacità di manipolare l’opinione pubblica e non solo dell’Occidente, ma anche di molti paesi europei. Rizzo ha criticato la classe dirigente europea per tradire gli interessi dei propri popoli, sottolineando che alcune decisioni politiche, come il trattato del MES, sembrano rispondere più agli interessi degli Stati Uniti che a quelli delle nazioni europee.

Un altro aspetto toccato durante l’intervista è stato il ruolo del business delle armi. Rizzo ha affermato che molti produttori di armi traggono profitti enormi dalla continua guerra in corso. Questo rende evidente che la guerra attuale è guidata non dagli interessi dei popoli, ma piuttosto da una logica economica e da giochi di potere tra le grandi nazioni.

L’intervista ha anche evidenziato l’importanza di iniziative come il referendum contro la guerra, che ha raccolto centinaia di migliaia di firme e ha contribuito a far discutere l’opinione pubblica del tema. Tuttavia, Rizzo ha espresso disappunto per la mancanza di copertura mediatica da parte della Rai e delle principali reti televisive.
Infine, Rizzo ha denunciato le azioni di alcune personalità, come Santoro e Travaglio, che, secondo lui, hanno fatto il minimo indispensabile per raggiungere il numero di firme necessario per il referendum, definendoli “paci-finti”.
Anche da parte del Movimento 5 Stelle, si attendeva una maggiore partecipazione che invece non c’è stata: sarebbe bastato che il leader del M5S, Conte, mobilitasse seriamente gli aderenti e gli attivisti del Movimento per superare di slancio lo sbarramento delle cinquecentomila firme richieste.