La caduta di un tiranno può essere giusta, ma il metodo conta: tra diritto sospeso, interessi geopolitici e risorse strategiche, la libertà non nasce dall’arbitrio.
Partiamo da un presupposto: le azioni militari speciali non rappresentano un’evoluzione del genere umano verso la libertà, ma un arretramento verso una logica pre-liberale. È la legge dello Stato più forte, dove il diritto viene sospeso in nome dell’esito.
La cattura di Nicolás Maduro da parte di Donald Trump ha indubbiamente rievocato nella mente di molti di noi quanto avvenuto a Baghdad oltre venti anni fa. Il prigioniero allora era Saddam Hussein. E non solo per la somiglianza fisica tra i due.
Anche in quel caso, infatti, un dittatore feroce veniva rovesciato e c’era un popolo pronto a festeggiare ma, anche allora come oggi, subito si pensò che il metodo usato non fosse quello giusto. E, a chi avesse avuto dei dubbi, ci pensò la Storia a dimostrare che invece era così. L’Iraq è infatti divenuto per decenni un gorgo senza fine di morte, distruzione e caos, nonostante si fosse arrivati a quel risultato attraverso un lungo percorso basato principalmente sulla costruzione di prove false per dire che Saddam nascondeva armi di distruzione di massa. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA