Trump, Robert F. Kennedy Jr. e l’Ucraina: tutte le ansie di Biden

Roberto Vivaldelli

18 Luglio 2023 - 17:04

La controffensiva in Ucraina preoccupa sempre di più Biden. Così come la scarsa popolarità del presidente e l’ascesa di Robert F. Kennedy Jr.

Trump, Robert F. Kennedy Jr. e l’Ucraina: tutte le ansie di Biden

Chi si illudeva, si sbagliava di grosso: come ha dimostrato il vertice di Vilnius, gli Stati Uniti intendono «dissanguare» la Russia in Ucraina ma non permetteranno a Kiev di entrare nell’Alleanza Atlantica, almeno nel breve periodo. Anzi. Il vertice è infatti servito per ricordare a Zelensky chi comanda: a fronte delle richieste del leader ucraino, sempre più insistenti, Ben Wallace, ministro britannico della Difesa, ha osservato che il Regno Unito «non è Amazon» e Kiev potrebbe mostrare maggiore «gratitudine», mentre Jake Sullivan ha sottolineato che i contribuenti americani dovrebbero essere «ringraziati» per il loro sostegno a Kiev. Il vento sta cambiando, complice il fatto che le elezioni presidenziali Usa del 2024 si avvicinano e l’amministrazione Biden è sempre più in ansia per come stanno andando le cose sul campo. L’investimento - che serve soprattutto a ingrassare l’apparato industrial-militare - dell’amministrazione Usa ad oggi si è rivelato piuttosto infruttuoso e il presidente non può permettersi di affrontare in questa condizione precaria la prossima campagna elettorale.

Biden preoccupato dall’andamento della guerra in Ucraina

Dall’inizio della guerra, l’amministrazione Biden e il Congresso degli Stati Uniti hanno stanziato più di 75 miliardi di dollari in assistenza all’Ucraina, il che che comprende sostegno umanitario, finanziario e militare, secondo il Kiel Institute for the World Economy, un istituto di ricerca tedesco. Sì, nelle prime fasi l’esercito russo ha mostrato i suoi limiti e ha commesso gravi errori strategici. Ma il prezzo per gli ucraini si sta rivelando altissimo, soprattutto in questa fase di «controffensiva», se così si può chiamare. Secondo il New York Times, infatti, nelle prime settimane della controffensiva ucraina, le forze di Kiev hanno distrutto o danneggiato il 20% degli armamenti e veicoli a loro disposizione, segno che l’esercito ucraino sta pagando un prezzo altissimo a fronte di modestissimi risultati sul campo. Ora, a fronte di un cambio di strategia, gli ucraini avrebbero dimezzato le perdite, che rimangono tuttavia significative. In un’intervista alla Bbc, il leader ucraino ha così dovuto ammettere che «i progressi nella controffensiva ucraina sono più lenti del previsto».

Le rivelazioni del Premio Pulitzer Seymour Hersh

Come nota anche il Premio Pulitzer Seymour Hersh nel suo ultimo articolo pubblicato su Substack, i lettori attenti del Washington Post e del New York Times possono intuire che l’attuale controffensiva ucraina sta andando male perché le notizie sui suoi progressi sono per lo più scomparse dalle loro prime pagine, nelle ultime settimane. Hersh, che è il numero uno al mondo nel reperire notizie dal mondo dell’intelligence a stelle strisce, spiega anche che l’amministrazione Usa non crede affatto - come ha dichiarato pubblicamente Jake Sullivan - che Putin sia uscito indebolito dalla ribellione armata di Prigozhin. Anzi. «Semmai - rivela Hersh - mi è stato detto in seguito che Putin è emerso più forte che mai dopo l’implosione di Prigozhin, che ha portato all’assorbimento di molti dei suoi mercenari nell’esercito russo». Ma c’è un’altra preoccupazione che non fa dormire sonni tranquilli al team di Biden, e riguarda questa volta la politica interna: il timore che Donald Trump, una volta ottenuta la nomination repubblicana, possa nominare il democratico Robert F. Kennedy Jr. come suo compagno di corsa. Improbabile, al momento, ma non impossibile. E se Kennedy non dovesse correre con Trump, i democratici sono altrettanto preoccupati del fatto che possa presentarsi come alternativa agli stessi Biden e Trump, come «terzo incomodo» e vero outsider: uno scenario che, scrive la Cnn, suscita non pochi timori presso la Casa Bianca.