Sempre più italiani si abbonano a Tring: 20€ al mese per vedere Serie A e Champions League, oltre al basket Nba. Ma è legale in Italia? Facciamo chiarezza sulle possibili sanzioni per chi si abbona.
47 euro al mese, che scendono a 37 euro per chi sceglie il vincolo annuale con Dazn, contro poco più di 20 euro: una differenza notevole che ha reso Tring, piattaforma televisiva e streaming albanese, sempre più cercata anche dagli appassionati di calcio italiani.
A renderla particolarmente interessante è il fatto che Tring, a differenza delle IPTV illegali comunemente associate al cosiddetto “pezzotto”, è una piattaforma regolare: acquista infatti legalmente i diritti per trasmettere in Albania competizioni come la Serie A e la Champions League, proponendole all’interno di un unico abbonamento.
Il punto, però, è capire cosa succede quando l’abbonamento viene utilizzato dall’Italia. I diritti televisivi vengono infatti acquistati su base territoriale e Tring li possiede solamente per il mercato albanese, non per quello italiano. Eppure il servizio risulta accessibile anche dal nostro Paese, una circostanza che, complice il crescente interesse degli utenti italiani, avrebbe già provocato le prime reazioni da parte della Lega Serie A, con l’invio di lettere di contestazione alla piattaforma.
La domanda, quindi, è inevitabile: abbonarsi a Tring dall’Italia è legale? E soprattutto, chi guarda le partite attraverso questa piattaforma rischia le stesse sanzioni previste per chi utilizza il pezzotto? Facciamo chiarezza.
Cos’è Tring e quanto costa?
Come anticipato, Tring è una piattaforma televisiva e streaming albanese che consente di seguire legalmente numerosi eventi sportivi. Nel suo catalogo trovano spazio, tra gli altri, la Serie A, la Champions League, la Coppa Italia, la Supercoppa italiana, la Bundesliga, l’Nba e la MotoGP, tutti contenuti per i quali la società ha acquistato i relativi diritti di trasmissione per il mercato albanese.
L’offerta prevede diversi piani di abbonamento. Quello più interessante per chi vuole accedere ai canali sportivi è Extra+, che costa 3.390 lek per un mese, circa 37 euro, 8.900 lek per tre mesi, poco meno di 98 euro, oppure 23.900 lek per un anno, circa 263 euro. Scegliendo l’abbonamento annuale, quindi, la spesa è di circa 22 euro al mese.
Ribadiamo quindi un punto importante: Tring, di per sé, non è una piattaforma illegale. Ha acquistato regolarmente i diritti delle competizioni che trasmette e opera legalmente sul mercato albanese.
Tring è legale in Italia?
Il contenzioso sta tutto qui. In base agli accordi sui diritti televisivi, infatti, Tring può trasmettere la Serie A solamente nel territorio per il quale ha acquistato l’esclusiva, ossia l’Albania. Lo stesso principio vale per le altre competizioni sportive, come la Champions League, i cui diritti vengono venduti separatamente nei diversi Paesi.
Nell’epoca dello streaming, però, far rispettare questi confini è molto più complicato. Anche considerando l’elevata presenza di cittadini albanesi residenti all’estero, Tring non avrebbe imposto un blocco geografico tale da impedire l’accesso dall’Italia. Di conseguenza, oggi un utente italiano può abbonarsi regolarmente alla piattaforma e, almeno allo stato attuale, guardare le partite senza utilizzare una Vpn.
Ed è proprio da qui che è scoppiato il caso. La possibilità di vedere dall’Italia contenuti per i quali Tring possiede i diritti solamente in Albania entra infatti in conflitto con le esclusive acquistate dai broadcaster italiani. Secondo quanto riportato dalla stampa, la Lega Serie A avrebbe già inviato le prime contestazioni alla piattaforma, mentre la questione riguarderebbe anche la Champions League e quindi la Uefa.
Cosa rischia chi guarda Tring dall’Italia?
A oggi il problema sembra riguardare soprattutto Tring e i titolari dei diritti, più che i consumatori. La situazione è infatti molto diversa rispetto al cosiddetto pezzotto: chi si abbona a Tring paga un servizio legalmente autorizzato a trasmettere quelle competizioni in Albania, mentre nel caso delle IPTV pirata si acquistano consapevolmente contenuti distribuiti senza alcuna licenza.
Per questo motivo, allo stato attuale, non risulta che chi sottoscrive regolarmente Tring e guarda le partite dall’Italia senza ricorrere ad artifici possa essere automaticamente equiparato a chi utilizza un servizio IPTV illegale. Per questi ultimi, ricordiamo, la normativa sul diritto d’autore prevede una sanzione amministrativa di 154 euro, che nei casi più gravi o di recidiva può arrivare fino a 5.000 euro.
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Per il momento, quindi, restiamo soprattutto nell’ambito di una diatriba tra aziende e titolari dei diritti. La Lega Serie A starebbe infatti cercando di impedire che Tring continui a rendere disponibili in Italia partite per le quali ha acquistato i diritti solamente per l’Albania.
Le cose potrebbero però cambiare qualora la Lega Serie A riuscisse a ottenere un blocco effettivo del servizio dall’Italia, perché a quel punto Tring potrebbe introdurre limitazioni geografiche o rendere comunque indisponibili i propri canali sportivi agli indirizzi Ip italiani.
Ed è qui che bisogna fare attenzione alla Vpn. Utilizzarne una in Italia è perfettamente legale e non diventa automaticamente illecito neppure perché consente di modificare virtualmente il Paese dal quale ci si collega. Tuttavia, se venisse introdotto un blocco territoriale proprio per impedire la visione dall’Italia, aggirarlo volontariamente per continuare ad accedere a contenuti che il titolare dei diritti non autorizza nel nostro Paese aprirebbe una questione giuridica molto più delicata. Del resto, i servizi audiovisivi sono esclusi dalle regole europee che vietano in molti altri settori il geoblocking ingiustificato, proprio perché i diritti possono continuare a essere venduti su base territoriale.
Per questo motivo, almeno fino a quando il contenzioso non sarà chiarito, può essere prudente evitare l’abbonamento annuale. Il rischio principale, oggi, non è tanto quello di ricevere una multa per essersi abbonati a Tring, quanto quello di pagare in anticipo un anno di servizio e ritrovarsi dopo poche settimane con i contenuti sportivi non più accessibili dall’Italia.
L’alternativa sarebbe scegliere l’abbonamento mensile, che però costa circa 37 euro: una cifra molto più vicina a quella richiesta da Dazn, anche se Tring offre un catalogo sportivo più ampio, comprendendo nello stesso pacchetto anche la Champions League, oltre alla Serie A e alle altre competizioni disponibili sulla piattaforma.