Cosa fare se un familiare non ha i soldi per pagare la successione

Ilena D’Errico

22 Giugno 2026 - 21:51

Ecco cosa bisogna fare se un familiare non può pagare la successione insieme agli altri eredi e perché.

Cosa fare se un familiare non ha i soldi per pagare la successione

Come molte famiglie hanno imparato a proprie spese, il lutto non è mai limitato alla sofferenza morale, ma apre anche una serie di complicazioni burocratiche, giuridiche e fiscali in cui è difficile districarsi, per non parlare delle spese. La tassa di successione è uno degli adempimenti che maggiormente gravano sui familiari del defunto, spesso causa di liti se ci sono delle disparità economiche rilevanti o comunque rapporti non distesi.

Non è difficile trovare una successione in cui uno o più eredi lamentano problemi per il pagamento dell’imposta al Fisco, con disagi a cascata per tutti gli altri. Insieme all’imposta di successione, peraltro, l’Agenzia delle entrate pretende anche il pagamento dei debiti tributari del defunto, privati tuttavia di sanzioni, che sono sempre personali. Così, l’importo dovuto può diventare considerevole e complicare ulteriormente la situazione. Ci sono però dei rimedi utili a gestire questi problemi.

Chi deve pagare la successione

La sola dichiarazione di successione non comporta anche l’obbligo di pagamento della relativa imposta, trattandosi di un adempimento fiscale obbligatorio (a meno di rientrare tra i contribuenti esonerati) e non di un’accettazione dell’eredità. Il pagamento dell’imposta è infatti dovuto soltanto da chi beneficia effettivamente del patrimonio lasciato dal defunto, quindi chi accetta l’eredità. L’accettazione può avvenire entro 10 anni, in forma espressa - caso in cui può essere con beneficio d’inventario - o tacita, quindi la divisione dell’imposta di successione potrebbe rimanere incerta.

In questi casi l’Agenzia delle entrate, ma anche gli eredi, possono rivolgersi al tribunale per la fissazione di un termine ridotto o per far valere l’accettazione che si presume essere avvenuta in forma tacita o legale, e così chiarire gli obblighi di ognuno. Chi ha rinunciato, eventualmente non accettando in tempo, non deve pagare l’imposta di successione. Devono invece pagare l’imposta i legatari, che hanno ricevuto un bene determinato, come pure gli eredi che hanno accettato con beneficio d’inventario.

Come si divide l’imposta di successione

In materia ereditaria, diritti e doveri degli eredi sono sempre proporzionali alla quota spettante loro per legge o testamento e lo stesso vale per i legatari con riferimento al valore dei beni ricevuti. Non sempre, però, questo principio vale anche nei rapporti verso terzi. Per quanto riguarda l’imposta di successione, in particolare, eredi e legatari sono responsabili in solido.

L’Agenzia delle entrate può quindi chiedere il pagamento dell’intera somma dovuta a un qualsiasi soggetto, che avrà poi la possibilità di rivalersi sugli altri. La ripartizione pro quota si limita infatti ai rapporti interni e non può esser fatta valere nei confronti del Fisco. Quest’ultimo, peraltro, può agire anche contro i semplici chiamati all’eredità nel limite dei beni del defunto in loro possesso. La stessa regola non vale, invece, per i debiti tributari del defunto, di cui ognuno risponde esclusivamente in base alla propria quota.

Cosa fare se un erede non può pagare

Da quanto detto consegue che se un erede non può pagare la successione sarà necessario saldare anche la sua parte al Fisco per poi ottenerne il rimborso. In queste situazioni è generalmente preferibile trovare un accordo preventivo, sia per quanto riguarda il rientro dell’erede debitore, che magari sulla divisione della quota mancante con gli altri coeredi. Di fatto, se l’imposta di successione non viene versata integralmente il Fisco può pretendere la differenza da qualsiasi erede, quindi è meglio gestire autonomamente questo processo evitando sanzioni ed esecuzioni forzate.

Il pignoramento resta ovviamente la tutela anche nei confronti dell’erede che non rimborsa a coloro che hanno pagato per la propria quota di imposta, se non vi è adempimento. Se è possibile risolvere la situazione in modo congiunto, però, si evitano perdite di tempo e denaro e si migliorano le possibilità di saldo del debito. Non dimentichiamo che l’erede chiamato a pagare l’imposta di successione riceve l’eredità, necessariamente superiore al valore della tassa, quindi salvo situazioni particolari è utile prevedere che il pagamento o il rimborso avvenga proprio tramite la quota ereditaria, specialmente se vi è un’effettiva impossibilità economica.