Perché è facilissimo attivare un abbonamento e complicatissimo disdirlo, i trucchi del rinnovo silenzioso e un metodo per fare pulizia una volta all’anno
Quella che stiamo vivendo è l’epoca degli abbonamenti. Servizi streaming, palestra, giornali on line, software a pagamento. Questo e molto altro ancora pesa ogni mese sui nostri conti correnti e spesso nemmeno ce ne accorgiamo.
È la trappola del rinnovo automatico. Se sottoscrivere un abbonamento online è sempre immediato, disdirlo è molto più complesso. In molti casi entrano in gioco strategie elaborate deliberatamente per scoraggiare la disdetta, i cosiddetti dark pattern, molti dei quali vietati dalle leggi UE.
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Rinnovi automatici e dark pattern
Partiamo con qualche definizione. Il rinnovo automatico è un meccanismo presente nei contratti che consente al proponente di prolungare l’abbonamento senza richiedere ulteriori autorizzazioni all’utente. Fin qui tutto legale. Il tacito rinnovo è consentito e spetta gli utenti l’onere della disdetta.
I dark pattern, invece, sono qualcosa di completamente diverso. In questo caso ci troviamo di fronte a tecniche pensate appositamente per penalizzare il consumatore e favorire l’azienda.
Le più comuni e rinomate sono il “roach motel” in cui il pulsante per annullare l’abbonamento è nascosto o viene “coperto” da molti passaggi e il “confirm sharing” che nella sezione dedicata alla disdetta utilizza frasi ambigue come «No grazie, preferisco pagare di più».
Molte piattaforme, inoltre, tendono a nascondere i costi presentandoli soltanto nell’ultima schermata del checkout, a utilizzare caselle pre-spuntate per attivare le iscrizioni a servizi aggiunti e a promuovere prezzi personalizzati senza spiegare che sono stati elaborati dagli algoritmi.
La buona notizia per gli utenti online è che dal 2023 è entrato in vigore il D.Lgs. 26 che impone ai portali di mostrare il prezzo totale dei servizi prima di arrivare alla pagina di conferma, di segnalare se il prezzo è stato creato con l’algoritmo e di non usare tecniche ingannevoli come i dark pattern.
Cosa controllare prima di sottoscrivere un abbonamento
Prima di sottoscrivere un qualsiasi tipo di abbonamento dovremmo sempre verificare alcune informazioni. Le prime due sono la durata del periodo gratuito (o scontato) di prova e la frequenza di rinnovo. In un secondo tempo è buona norma controllare l’entità del prezzo dopo il periodo promozionale e individuare le modalità di disdetta.
Il Codice del Consumo impone alle piattaforme di esplicitare le condizioni contrattuali prima della conclusione dell’accordo. Se, ad esempio, non è comunicato il rinnovo automatico, il contratto potrebbe essere contestabile in sede legale.
Come fare pulizia e risparmiare
Una buona pratica è quella di controllare almeno una volta l’anno i conti correnti e i wallet digitali per capire se ci sono o meno spese impreviste o addebiti a portali e servizi sconosciuti.
Se dovessero esserci e navighiamo con lo smartphone la prima cosa da fare è accedere allo Store, entrare nel menù Impostazioni e poi cliccare sulla sezione Abbonamenti. Da qui potremo tranquillamente disattivare le sottoscrizioni indesiderate.
In alternativa possiamo aiutarci con alcune app come Bobby e WalletApp. La prima ha un’interfaccia molto semplice che consente di tenere sotto controllo gli abbonamenti, impostare alert per i rinnovi e calcolare gli importi aggregati per ogni mese.
La seconda, collegandosi al conto corrente, analizza tutte le transazioni e fornisce statistiche dettagliate su entrate, uscite e liquidità. Ogni transazione può essere indicizzata e analizzata. Se ne categorizziamo una come abbonamento tutte quelle simili verranno mostrate in pochi secondi. Anche quelle nascoste.