Banche italiane osservate speciali a Piazza Affari, sulla scia della pubblicazione delle trimestrali, che sono arrivate in questi ultimi giorni dalle Big del settore, quotate tutte sull’indice benchmark Ftse Mib di Piazza Affari: protagonisti oggi i conti annunciati di MPS-Monte dei Paschi di Siena, la banca senese che continua a confermarsi Monte di Stato, in attesa che il governo Meloni proceda ulteriormente alla sua privatizzazione.
Nei giorni scorsi, i mercati hanno avuto modo di cogliere i messaggi arrivati, invece, dalle trimestrali di Intesa SanPaolo, UniCredit, Banco BPM, BPER, che sono state accompagnate anche da alcune notizie relative al tema risiko-M&A (mergers & acquisitions, fusioni e acquisizioni), come è stato nel caso di Banco BPM - che ha annunciato l’OPA lanciata su Anima Holding - e di UniCredit, il cui CEO Andrea Orcel ha dato delucidazioni sul dossier Commerzbank.
Le trimestrali sono state rese note in un momento in cui diversi investitori guardano con preoccupazione al settore bancario dell’intera Eurozona, temendo l’impatto dei tagli dei tassi lanciati dalla BCE sul margine netto di interesse delle banche, o anche NII, voce di bilancio che negli ultimi due anni ha tanto beneficiato della politica monetaria dell’Eurotower incentrata sulle strette monetarie).
Cosa è emerso dai conti delle banche italiane? E quali sono state le indicazioni sui dividendi?
Banche italiane: annunci di dividendi ghiotti per gli azionisti, a partire da UniCredit
A quanto pare, finora la stessa profezia di Christine Lagarde non si è avverata.
“A dimostrazione della fiducia che riponiamo nella nostra crescita sostenibile e di qualità, aumenteremo il nostro dividendo al 50% dell’utile netto a partire dal 2025, in rialzo rispetto al 40% attuale”, ha annunciato il CEO di UniCredit, Andrea Orcel.
Forte della crescita dell’utile netto della banca italiana, che nei nove mesi del 2024 terminati il 30 settembre si è attestato a €7,7 miliardi, in crescita del 16% su base annua, oltre agli annunci che hanno fatto la gioia degli azionisti lato dividendi, Orcel ha anche annunciato di avere rivisto al rialzo la guidance dell’anno a oltre €9 miliardi, rispetto all’outlook precedente di un valore superiore a €8,5 miliardi.
Migliorato anche l’outlook sui ricavi netti. L’AD ha inoltre promesso che, “nell’arco del ciclo, continueremo a dimostrare una redditività solida e distribuzioni eccellenti”.
UniCredit si è messa in evidenza, inoltre, con la notizia relativa al rating migliore dei BTP incassato dai suoi bond.
Ottima anche la trimestrale di Intesa SanPaolo, da cui è emerso un utile netto di 2,401 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2024, in lieve flessione rispetto ai 2,465 miliardi del secondo trimestre e gli 1,9 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Anche la banca italiana ha migliorato la guidance di utili per il 2025.
Oltre che con gli utili e con la notizia del lancio dell’OPA su Anima, Banco BPM si è fatta notare con l’annuncio, anche in questo caso, relativo al premio dividendi a favore degli azionisti, con una distribuzione complessiva di 1,45 miliardi di euro nel corso dell’anno solare 2024, più alta di 150 milioni rispetto a quella che era stata ipotizzata nel piano strategico.
La banca italiana guidata dal CEO Giuseppe Castagna si è detta inoltre fiduciosa nella possibilità di battere il target di dividendi pari a 4 miliardi cumulati nel periodo 2023-2026.
Ancora, Piazza Meda ha annunciato l’ok all’acconto dividendi a valere sull’utile 2024 di 600 milioni (0,40 euro per azione) in pagamento nel corrente mese, sulla scia di un utile netto che, nei nove mesi al 30 settembre, è balzato su base annua di ben l’80%, volando a 1,696 miliardi.
A dispetto di chi ha paventato un effetto dei tagli dei tassi della BCE sull’outlook del settore bancario italiano, Banco BPM ha sorpreso Piazza Affari, comunicando di avere fiducia nella sua capacità di “superare la precedente guidance di circa 0,95 di utile per azione per il 2024 nonostante il trend in discesa dei tassi di interesse”.
Positivi anche i risultati di BPER, che già nelle settimane precedenti alla diffusione dei conti aveva annunciato la grande sorpresa sui dividendi e che ieri ha reiterato la guidance sui risultati di tutto il 2024, ovvero l’outlook di un utile di circa 1,3 miliardi di euro.
Il terzo trimestre del 2024 si è concluso con un utile consolidato pari a 457,3 milioni, in deciso rialzo rispetto ai 290,7 milioni dello stesso periodo del 2023.
Tra le notizie di rilievo, la decisione della banca guidata da Gianni Franco Papa di migliorare anche il target sul CET1, parametro che misura la solidità patrimoniale delle banche, da un livello superiore al 14,5% al 15% circa.
Mps-Monte dei Paschi di Siena ha infine archiviato i primi nove mesi del 2024 con un utile di periodo a 1,566 miliardi di euro, in crescita rispetto all’utile di 929 mln di euro dello stesso periodo del 2023.
L’utile del terzo trimestre, pari a 407 milioni, è invece sceso rispetto agli 827 mln di euro del secondo trimestre.
Banche italiane: il dubbio con effetto manovra Meloni e tagli tassi BCE. Occhio al trend degli NII
In queste ultime settimane, le banche italiane si sono confermate protagoniste non solo del mondo della finanza ma anche della politica:
prima, con la minaccia che il governo Meloni annunciasse una nuova versione di quella tassa sugli extraprofitti varata nell’agosto del 2023, che era stata alla fine scansata dagli istituti di credito, grazie al varo di una sua nuova versione; e poi con l’annuncio dell’esecutivo relativo alla decisione di imporre a carico degli istituti di credito alcuni “sacrifici”, per citare le parole del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, attraverso il versamento anticipato delle imposte, come è stato poi ufficializzato nella legge di bilancio 2025.
Il problema, è che per le banche il conto potrebbe essere più salato rispetto a quanto anticipato in precedenza.
Ma di banche italiane e di banche dell’area euro in generale si è parlato anche in relazione alla svolta di politica monetaria annunciata dalla BCE di Christine Lagarde dello scorso 6 giugno, arrivata al suo terzo atto del 2024, dopo i rialzi continui dei tassi degli ultimi due anni: un bene per chi desiderava da tempo che le rate sui mutui scendessero, non tanto invece per le banche dell’Eurozona, che si erano avvantaggiate proprio di quelle strette monetarie.
Tuttavia, dai numeri fino a oggi snocciolati dalle banche italiane, è emerso che il trend della voce direttamente interessata dalle decisioni della BCE è rimasto ben solido, sebbene una frenata ci sia.
Nel caso di UniCredit, il margine netto di interesse si è attestato nel terzo trimestre a €3,6 miliardi, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente, grazie a una gestione efficace del pass-through sui depositi che ha chiuso il trimestre ad una media di circa il 32 per cento, solo marginalmente in rialzo rispetto al trimestre precedente.
“Il margine di interesse ha dimostrato ancora una volta la sua resilienza, rimanendo sostanzialmente stabile anno su anno”, ha messo in evidenza UniCredit.
Per quanto riguarda Intesa SanPaolo gli interessi netti si sono attestati a 3,942 miliardi di euro, in calo del 2,1% rispetto ai 4,028 miliardi del secondo trimestre 2024 e in crescita del 3% rispetto ai 3,826 miliardi del terzo trimestre 2023.
Il Margine di interesse di Banco BPM è ammontato invece a 861,9 milioni nel terzo trimestre, in crescita dello 0,4% su base trimestrale, quasi invariato su base annua.
Nel caso di BPER, l’NII è salito nei primi nove mesi del 2024 del 6%, a 2,52 miliardi di euro.
Ha tenuto anche il margine netto di interesse di MPS-Monte dei Paschi di Siena, risultato pari a 1,768 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2024, in crescita del 4,7% su base annua, a fronte di un trend in rialzo anche su base trimestrale (+1,8%, pari a +10,4 milioni).
Per ora, si può dire che la profezia che ha visto come mittente la stessa presidente della BCE Christine Lagarde non si è avverata.
Ma diamo un’occhiata anche ai titoli. Il trend su base settimanale delle azioni è stato contrastato, con alcuni titoli sotto pressione, anche se la performance di medio-lungo periodo rimane saldamente positiva. UniCredit ha perso nell’ultima settimana il 4,45%. Su base mensile, il titolo è salito di oltre il 2%. Da inizio anno, il trend rimane decisamente positivo (+63,85%).
Giù su base settimanale anche le azioni di Intesa SanPaolo, che hanno perso il 4,61%. Su base mensile le azioni hanno guadagnato l’1%, mentre YTD il trend è di un progresso superiore a +45%.
Il titolo MPS-Monte dei Paschi di Siena è in rialzo sia su base settimanale che mensile di oltre il 3%, mentre dall’inizio del 2024 la performance è stata di un rally di quasi +74%.
Regina di Borsa si sta confermando l’azione Banco BPM, che ha guadagnato questa settimana più del 7%, scattando di quasi +14% su base mensile. YTD il trend è di un guadagno di quasi +43%.
Non ha scherzato in quest’ultimo periodo di trading neanche BPER, che ha visto le quotazioni avanzare su base settimanale di oltre il 2%, e scattare su base mensile di oltre il 9%. Superiore al 92% è il rally da inizio anno.