Piazza Affari, due banche spiccano nel confronto tra prezzi, utili e analisti

Gerardo Marciano

7 Agosto 2026 - 11:23

Banco BPM e MPS guidano il confronto tra le banche italiane al 6 agosto. Prezzi, forza relativa, utili e giudizi degli analisti raccontano due profil

Piazza Affari, due banche spiccano nel confronto tra prezzi, utili e analisti

La pausa estiva non ha rallentato il riassetto del sistema bancario italiano. Risultati trimestrali, nuove indicazioni sulla distribuzione del capitale e operazioni straordinarie continuano a modificare rapidamente la percezione delle principali società quotate a Piazza Affari.

In questa fase, tuttavia, osservare soltanto l’andamento delle azioni può risultare fuorviante. Una quotazione può beneficiare della forza dell’intero comparto, delle aspettative su una fusione o di risultati superiori alle previsioni. Movimenti simili possono quindi avere origini profondamente differenti.

Per distinguere questi elementi è utile confrontare le performance con quelle del FTSE MIB e delle altre banche, affiancando ai dati di mercato la direzione delle stime sugli utili. La fotografia aggiornata alla chiusura del 6 agosto 2026 assegna le prime due posizioni della graduatoria statistica a Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena, ma con caratteristiche e fattori di incertezza diversi.

Prezzi e utili: la doppia chiave della graduatoria

L’analisi considera i principali titoli bancari appartenenti al FTSE MIB e utilizza due componenti.

La prima è la forza relativa, misurata confrontando la performance di ogni banca con quella del FTSE MIB su un mese e sei mesi. Alla chiusura del 6 agosto, l’indice principale di Piazza Affari aveva guadagnato l’1,64% nell’ultimo mese e il 17,16% nei sei mesi.

Un secondo confronto riguarda la mediana delle sette banche considerate. Il comparto aveva registrato una performance mediana del 7,75% su un mese e del 19,16% su sei mesi. Questo riferimento consente di distinguere un movimento specifico della singola società da un rialzo favorito dall’andamento generale del settore.

La graduatoria considera inoltre la direzione delle stime sull’utile per azione. Poiché non è disponibile per tutti gli istituti una serie numerica perfettamente omogenea riferita esattamente agli ultimi novanta giorni, questa componente è rappresentata attraverso una classificazione qualitativa: positiva, neutrale o negativa.

Il punteggio attribuisce il 60% alla forza relativa e il 40% alla direzione delle revisioni degli utili. Non misura la probabilità di un rialzo e non esprime una valutazione sulla convenienza delle quotazioni. Serve esclusivamente a ordinare le società applicando criteri uniformi ai dati disponibili.

Banco BPM ha ottenuto il punteggio più elevato, seguita a breve distanza da Monte dei Paschi di Siena. Intesa Sanpaolo si colloca nella posizione successiva, davanti a FinecoBank, Mediobanca, BPER Banca e UniCredit.

Banco BPM: performance superiore a indice e settore

Banco BPM ha chiuso la seduta del 6 agosto a 17,18 euro, dopo un rialzo giornaliero del 3,93%. Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato il 12,10%, mentre la performance sui sei mesi ha raggiunto il 32,87%.

Rispetto al FTSE MIB, la differenza è stata positiva per 10,46 punti percentuali nell’intervallo mensile e per 15,71 punti nel semestre.

Anche il confronto con il comparto bancario restituisce valori positivi. Banco BPM ha superato la mediana del settore di 4,35 punti percentuali nell’ultimo mese e di 13,71 punti nei sei mesi.

La posizione nella graduatoria deriva quindi da una performance storica superiore a entrambi i riferimenti e su tutte e due le finestre temporali considerate. Il rialzo successivo alla diffusione dei risultati ha ampliato il divario, ma il vantaggio non è riconducibile esclusivamente a una singola seduta.

La componente relativa alle revisioni dell’utile per azione rimane classificata come neutrale. Questa indicazione riflette il fatto che lo screening è stato aggiornato nello stesso periodo in cui Banco BPM ha pubblicato i dati del secondo trimestre. Le nuove informazioni non hanno quindi ancora prodotto un insieme sufficientemente ampio di revisioni delle stime.

Il secondo trimestre e la nuova guidance

Banco BPM ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto pari a 581 milioni di euro, superiore al consenso di 531 milioni raccolto prima della pubblicazione.

La banca ha inoltre aumentato la previsione sull’utile netto del 2026, ora indicato sopra 1,95 miliardi di euro. È stata rafforzata anche l’indicazione sulla remunerazione complessiva degli azionisti prevista nel periodo 2024-2027, portata a circa 7 miliardi attraverso dividendi e riacquisti di azioni, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni.

Le nuove informazioni possono incidere sulle stime future relative a utile per azione, distribuzione del capitale e redditività. Non è però corretto considerare già acquisita una revisione positiva del consenso prima che le diverse case d’affari abbiano aggiornato i propri modelli.

La distinzione temporale è importante. La quotazione del 6 agosto incorpora già la reazione del mercato ai risultati, mentre i giudizi pubblicati nel mese precedente sono stati elaborati utilizzando dati e ipotesi precedenti.

Banco BPM: le valutazioni degli analisti nell’ultimo mese

Nel periodo compreso tra il 6 luglio e il 6 agosto sono stati pubblicati aggiornamenti attribuibili a Deutsche Bank, Equita e Barclays.

Per rendere confrontabili i prezzi obiettivo, la distanza percentuale viene calcolata rispetto alla chiusura di 17,18 euro del 6 agosto. Questa base è successiva alle raccomandazioni e alla pubblicazione dei conti. Il confronto misura quindi soltanto la distanza matematica tra valori rilevati in momenti diversi.

Il 10 luglio Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione Buy e aumentato il target price da 13,70 a 16,20 euro. Il prezzo obiettivo risultava inferiore del 5,7% rispetto alla quotazione del 6 agosto.

Il 15 luglio Equita ha mantenuto il giudizio Hold e portato il target da 15 a 15,50 euro. La distanza rispetto ai 17,18 euro era negativa per il 9,8%.

Il 20 luglio Barclays ha confermato la valutazione Overweight e aumentato il target price da 15,60 a 17,20 euro. Rispetto alla chiusura del 6 agosto, la differenza era positiva per circa lo 0,1%, risultando quindi sostanzialmente nulla.

Due case d’affari avevano espresso valutazioni positive e una aveva mantenuto un orientamento intermedio. Dopo il rialzo seguito ai risultati, i tre target risultavano però inferiori o quasi perfettamente allineati alla nuova quotazione.

Questa situazione non fornisce, da sola, una valutazione sul livello raggiunto dal titolo. Evidenzia soprattutto un disallineamento temporale: le raccomandazioni sono state pubblicate prima dei dati del secondo trimestre, della revisione della guidance e delle nuove indicazioni sulla distribuzione di capitale.

Le valutazioni diffuse dopo i conti consentiranno di verificare come le case d’affari abbiano modificato le ipotesi su utile, margini, capitale e remunerazione. I target precedenti restano invece fotografie formulate sulla base delle informazioni disponibili alle rispettive date.

Il riassetto societario resta una variabile

La quotazione di Banco BPM è influenzata anche dal processo di consolidamento del settore bancario italiano.

La banca ha interrotto i colloqui preliminari relativi a una possibile combinazione con Monte dei Paschi di Siena. Il principale azionista Crédit Agricole, titolare di circa il 29% del capitale, aveva espresso dubbi sul valore industriale dell’ipotesi.

Banco BPM ha successivamente indicato come possibile scenario industriale una combinazione con le attività italiane di Crédit Agricole. Non sono però state definite condizioni economiche, concambi o strutture vincolanti.

Le ipotesi di aggregazione possono incidere rapidamente sulle quotazioni, anche in assenza di un accordo formale. Lo screening non consente di separare la parte della performance legata ai risultati ordinari da quella determinata dalle aspettative su operazioni straordinarie.

La prima posizione di Banco BPM descrive pertanto il comportamento storico del titolo rispetto al mercato e al settore. Non attribuisce una probabilità agli scenari societari e non presuppone che un’operazione venga effettivamente realizzata.

MPS: il risultato più elevato sui sei mesi

Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il 6 agosto a 11,878 euro, con una variazione giornaliera positiva dello 0,05%.

Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato il 6,59%, mentre la performance sui sei mesi ha raggiunto il 33,37%.

Rispetto al FTSE MIB, la differenza è stata positiva per 4,95 punti percentuali nell’intervallo mensile e per 16,21 punti nel semestre.

Il confronto con il comparto bancario restituisce invece un risultato differente sui due periodi. Nell’ultimo mese MPS è rimasta sotto la mediana settoriale di 1,16 punti percentuali. Sui sei mesi l’ha superata di 14,21 punti.

La seconda posizione nella graduatoria deriva quindi soprattutto dall’andamento semestrale. Banco BPM ha registrato una differenza più ampia rispetto all’indice e al settore nel periodo recente, mentre MPS ha ottenuto una performance sui sei mesi leggermente superiore.

Anche per Monte dei Paschi la direzione delle revisioni dell’utile per azione rimane classificata come neutrale. Il comportamento della quotazione è inoltre condizionato da operazioni societarie che rendono meno immediato il confronto con le altre banche.

L’offerta di Intesa modifica la lettura della quotazione

MPS è oggetto di un’offerta non sollecitata in contanti e azioni promossa da Intesa Sanpaolo. L’operazione attribuiva inizialmente alla banca senese una valutazione complessiva di circa 30,6 miliardi di euro.

Il prezzo di MPS incorpora quindi non soltanto le aspettative su margine d’interesse, commissioni, costi e qualità del credito, ma anche le valutazioni del mercato sulle condizioni dell’offerta e sulla probabilità dei diversi esiti.

Banco BPM aveva esaminato una possibile aggregazione alternativa, ma i colloqui sono stati interrotti. L’uscita di questo scenario ha ridotto il numero delle opzioni societarie emerse pubblicamente, senza eliminare l’incertezza legata all’offerta di Intesa e alle decisioni degli azionisti.

In presenza di un’operazione straordinaria, la quotazione può discostarsi dai valori ottenuti attraverso i normali modelli basati su utili, patrimonio e distribuzioni. Il mercato attribuisce infatti un valore anche ai concambi, alle sinergie, alle eventuali cessioni di attività e alla possibilità che le condizioni dell’offerta vengano modificate.

Per questa ragione la performance relativa di MPS non può essere interpretata esclusivamente come conseguenza dell’andamento operativo della banca.

MPS: il giudizio pubblicato da Barclays

Nel periodo compreso tra il 6 luglio e il 6 agosto è stato individuato un aggiornamento nominale attribuibile a Barclays.

Il 20 luglio la casa d’affari ha mantenuto il giudizio Equal Weight e aumentato il target price da 9,20 a 10,30 euro.

Rispetto alla quotazione di 11,878 euro del 6 agosto, il prezzo obiettivo risultava inferiore del 13,3%.

Barclays prevedeva per MPS una progressione trimestrale favorevole del margine d’interesse, delle commissioni e dell’andamento operativo rispetto alle altre banche italiane. L’aumento del target rifletteva tale valutazione, mentre il rating rimaneva intermedio.

La distanza tra il target e la successiva quotazione non rappresenta una previsione certa sulla direzione del titolo. Il prezzo obiettivo era stato formulato prima degli ultimi sviluppi e in una fase nella quale il mercato attribuiva valori differenti ai possibili scenari di aggregazione.

Nel caso di MPS, la presenza di una sola revisione nominale nell’intervallo considerato limita inoltre la rappresentatività del confronto. Un singolo aggiornamento non permette di stabilire l’esistenza di un orientamento condiviso dall’intero consenso.

Il target price descrive il risultato del modello utilizzato da Barclays alla data del 20 luglio. Non costituisce un livello che la quotazione sia destinata a raggiungere.

Il confronto con le altre banche del FTSE MIB

Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 10,20% nell’ultimo mese e il 15,20% nei sei mesi. La banca ha superato il FTSE MIB di 8,56 punti percentuali nel periodo mensile, ma è rimasta sotto l’indice di 1,96 punti nel semestre.

Rispetto alla mediana bancaria, Intesa ha registrato una differenza positiva di 2,45 punti nell’ultimo mese e negativa di 3,96 punti sui sei mesi.

FinecoBank ha guadagnato il 9,06% su un mese e il 12,29% su sei mesi. La performance mensile è stata superiore sia al FTSE MIB sia alla mediana bancaria, mentre quella semestrale è risultata inferiore a entrambi i riferimenti.

Mediobanca presenta il risultato più elevato del gruppo sui sei mesi, con un progresso del 55,09%. Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato il 7,75%, esattamente quanto la mediana del comparto.

La performance di Mediobanca deve però essere letta insieme alla classificazione negativa delle revisioni dell’utile per azione e agli effetti delle operazioni societarie che coinvolgono MPS e Intesa Sanpaolo. Il forte rialzo semestrale non determina pertanto una posizione altrettanto elevata nella graduatoria composta.

BPER Banca ha guadagnato il 5,56% nell’ultimo mese e il 19,16% nei sei mesi. Il dato semestrale coincide con la mediana bancaria, mentre quello mensile è inferiore di 2,19 punti.

UniCredit ha registrato un rialzo del 3,38% su un mese e del 16,05% su sei mesi. Nel periodo recente il titolo ha fatto meglio del FTSE MIB ma meno della mediana bancaria. Nel semestre è rimasto leggermente sotto l’indice e di 3,11 punti sotto il comparto.

Cosa racconta la fotografia del 6 agosto

I dati aggiornati mostrano due configurazioni differenti.

Banco BPM ha registrato la maggiore sovraperformance rispetto al FTSE MIB e alla mediana bancaria nell’ultimo mese. Il titolo ha mantenuto una differenza positiva anche sui sei mesi, ampliata dalla reazione ai risultati del secondo trimestre.

MPS ha ottenuto una performance semestrale leggermente superiore a quella di Banco BPM, ma nell’ultimo mese è rimasta sotto la mediana del comparto. Una parte rilevante dell’andamento è collegata agli scenari societari aperti dall’offerta di Intesa Sanpaolo.

Per entrambe le banche, la componente delle revisioni dell’utile per azione resta classificata come neutrale. Nel caso di Banco BPM, le valutazioni pubblicate dagli analisti nel periodo esaminato non incorporano ancora i risultati del 5 agosto. Per MPS, il numero limitato di aggiornamenti e il peso dell’operazione straordinaria rendono meno rappresentativo il confronto con i target.

La graduatoria descrive quindi quanto avvenuto fino al 6 agosto. Non determina il valore corretto delle azioni, non attribuisce probabilità agli scenari futuri e non consente di stabilire quale banca registrerà la performance più elevata nelle settimane successive.

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