Nel 2026 il governo Meloni continuerà a portare avanti il piano volto ad aumentare la partecipazione dei BTP People al debito pubblico italiano con nuovi BTP Valore e BTP Italia?
Il MEF guidato da Giancarlo Giorgetti continuerà a emettere nuovi BTP Valore e BTP Italia anche nel 2026?
E quanti saranno i Titoli di Stato italiani rivolti ai piccoli risparmiatori che faranno la loro comparsa? In sostanza, il governo Meloni porterà avanti la strategia che punta ad aumentare la partecipazione degli investitori retail al debito pubblico di casa?
La risposta è scritta nero su bianco nel documento “Linee guida della gestione del debito pubblico 2026” che il Tesoro di Giorgetti ha appena pubblicato, insieme al calendario di tutti i Titoli di Stato italiani in arrivo l’anno prossimo.
Titoli di Stato italiani rivolti agli investitori retail, chiamata Meloni ai BTP People anche nel 2026
La chiamata alle armi del governo Meloni ai BTP People è confermata.
Nell’apposita sezione “ I Titoli dedicati ai risparmiatori retail ”, il Tesoro ha rimarcato l’intenzione di continuare a emettere bond sovrani confezionati ad hoc per il pubblico dei piccoli investitori, ricordando contestualmente i progressi compiuti nel perseguire questo piano. Piano che alcuni economisti critici nei confronti del governo Meloni hanno già bollato alla stregua di progetto volto a nazionalizzare sempre di più il debito pubblico italiano.
Nelle Linee Guida della gestione del debito pubblico 2026 il Tesoro ha ribadito che “da anni persegue una politica di gestione del debito volta ad ampliare la partecipazione dei piccoli risparmiatori”.
I risultati positivi in tal senso sono sotto gli occhi di tutti visto che, “negli ultimi anni, la quota di investitori retail è salita per via dell’andamento dei tassi di interesse, ma anche dell’introduzione di strumenti dedicati a questa tipologia di investitori, quali il BTP Italia, il BTP Futura e il BTP Valore ”.
Nessuna delusione, per quanto riguarda il 2026. I BTP People continueranno ad avere pane per i loro denti anche l’anno prossimo, “alla luce” - ricorda il Ministero dell’Economia e delle Finanze - “dell’ottimo riscontro ottenuto dalle emissioni dedicate ai risparmiatori retail”.
Il 2025 è stato infatti l’ennesimo anno che ha dato grandi soddisfazioni al governo italiano, soprattutto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima a lanciare ufficialmente il mantra “Più Titoli di Stato nelle mani degli italiani” nei primi mesi del suo governo, prima di dar vita al BTP Valore.
Titoli di Stato ai retail, in arrivo una o più emissioni di BTP Valore nel 2026
Forte dell’entusiasmo con cui i risparmiatori italiani continuano ad accogliere le emissioni dei Titoli di Stato italiani dedicati esclusivamente alla platea dei retail, il MEF ha annunciato che nuovi collocamenti di queste tipologie di bond faranno il loro debutto anche nel 2026.
“Il Tesoro continuerà a proporre tali strumenti con l’obiettivo di consolidare il coinvolgimento di questa platea di investitori ”, si legge nel documento Linee guida di gestione del debito pubblico.
Due gli strumenti principali con cui il Tesoro corteggia il pubblico dei piccoli risparmiatori: i BTP Valore (ora presenti anche con la categoria dei BTP Più) e i BTP Italia.
Le due emissioni del BTP Valore (con la novità del BTP Più) nel corso del 2025
Riguardo al BTP Valore, il Tesoro ha effettuato due emissioni nel corso del 2025, nei mesi di febbraio e di ottobre, per un ammontare complessivo di circa 31,5 miliardi, in linea con le previsioni di inizio anno.
Cosa accadrà a questo punto nel 2026?
Nel rapporto si legge che, tenendo sempre in considerazione le condizioni di mercato e le esigenze di finanziamento, “sarà valutata l’opportunità di effettuare una o più emissioni di BTP Valore, riservandosi massima flessibilità nella definizione della struttura finanziaria”.
Ovvero? Ovvero il MEF ha anticipato che eventuali nuovi BTP Valore, (uno o più per l’appunto), potranno presentare caratteristiche diverse, relativamente alla loro scadenza, alla loro tipologia e periodicità delle cedole e al premio finale riservato agli investitori retail.
Presente anche la possibilità di tornare a emettere il BTP Più, dunque il BTP Valore caratterizzato dall’opzione del rimborso anticipato del capitale, che è stato lanciato per la prima volta agli inizi del 2025.
Il Tesoro ha ricordato tra l’altro che, “nell’ambito della famiglia BTP Valore, ciascuna emissione innovativa rispetto a quelle già effettuate riporta una denominazione aggiuntiva specifica con l’obiettivo di ottenere una connotazione più definita ”.
In quest’anno che volge al termine, due sono state per l’appunto le emissioni di BTP Valore, la cui carta d’identità riassume il loro DNA: obbligazioni dedicate “esclusivamente ai risparmiatori individuali, persone fisiche o affini (i cosiddetti sottoscrittori retail) con durata variabile e cedole pagate periodicamente ”.
Il primo BTP Valore del 2025 si è presentato sotto la veste del BTP Più, altro strumento di investimento di diretta emanazione del governo Meloni: sempre un BTP Valore, ma con l’opzione del rimborso anticipato, la cui prima edizione ha fatto il suo sbarco al MOT nel mese di febbraio, scatenando l’interesse dei BTP People e segnando anche un record.
Il BTP Più è stato infatti il primo BTP valore con tassi minimi garantiti che sono stati rivisti al rialzo.
Alla fine di ottobre è tornato di scena poi il BTP Valore ’tradizionale’, giunto alla sua sesta edizione, che ha fatto di nuovo la gioia del governo Meloni, concludendo la tornata del 2025 dei Titoli di Stato italiani emessi esclusivamente agli investitori retail.
In totale, i due BTP Valore del 2025 sono stati emessi per un ammontare complessivo di circa 31,5 miliardi.
BTP Italia in arrivo anche nel 2026?
I BTP People saranno curiosi di capire se nel 2026 ci sarà spazio anche per l’emissione dei BTP Italia.
Si tratta di Titoli di Stato indicizzati all’inflazione italiana, studiati per gli investitori al dettaglio e concepiti per fornire all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani.
Guardando all’anno prossimo, il MEF di Giorgetti ha ricordato che, considerato che nel corso del 2026 “ verrà a scadenza un titolo per circa 6,45 miliardi, il Tesoro potrebbe valutare l’opportunità di effettuare una nuova emissione, riservandosi tuttavia la massima flessibilità, anche nella scelta della scadenza più opportuna ”.
Nel caso in cui saranno emessi, è stato precisato, i BTP Italia “manterranno l’indicizzazione legata al tasso di inflazione nazionale e un premio finale per gli investitori retail che acquistano il titolo all’emissione e lo detengono fino a scadenza”.
Sempre nell’ambito dei Titoli di Stato rivolti agli investitori retail, nel documento Linee guida di gestione del debito pubblico del 2026 il MEF ha preannunciato che, così come avvenuto negli ultimi anni, “il Tesoro valuterà la possibilità di ricorrere ad operazioni di riacquisto e concambio per gestione degli importi di BTP Italia in scadenza negli anni successivi e fornire un adeguato sostegno alla liquidità e all’efficienza del mercato secondario di tale comparto”.
Ancora, sempre in linea con le precedenti emissioni, “ tutti i BTP retail saranno collocati direttamente sulla piattaforma MOT, il mercato elettronico regolamentato di Borsa Italiana dedicato agli scambi al dettaglio, avvalendosi del supporto alla raccolta ordini di banche dealer scelte dal Tesoro tra gli Specialisti in Titoli di Stato”.
Infine, il dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha avuto cura di ricordare che, “mentre per il BTP Italia è normalmente prevista una fase di collocamento ad hoc per gli investitori istituzionali, per la famiglia BTP Valore questa fase non sarà prevista, trattandosi di emissioni dedicate esclusivamente ai risparmiatori retail”.
Tra i Titoli di Stato rivolti agli investitori retail che sono stati collocati quest’anno, oltre ai due BTP Valore c’è stata proprio la novità del ritorno dei BTP Italia che, giunto alla sua 20esima edizione, ha consentito al Tesoro di raccogliere quasi 8,8 miliardi di euro, con i tassi minimi garantiti che sono stati confermati.
Alcuni esperti hanno messo in evidenza in realtà qualche nota stonata, sebbene il MEF abbia commentato l’emissione parlando di “ significativa partecipazione dei piccoli risparmiatori”.
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