Tim e Vodafone tracciano i clienti per monitorare il coronavirus

Sia Tim che Vodafone inizieranno ad inviare all’UE gli spostamenti degli utenti per tracciare il coronavirus.

Tim e Vodafone tracciano i clienti per monitorare il coronavirus

Sia Tim che Vodafone in Italia hanno deciso di tracciare gli spostamenti dei propri clienti al fine di condividere informazioni utili nella lotta contro il coronavirus.

I due operatori si sono adeguati a quanto sta avvenendo in tutta Europa, dove i dati degli utenti vengono sfruttati per contenere l’epidemia.

Questi verranno raccolti in forma anonima così da poter mettere in campo misure più adeguate. Ma quali sono i risvolti sulla privacy?

Coronavirus: come Tim e Vodafone tracciano gli utenti

Inizialmente, gli operatori telefonici avevano acconsentito a fornire i dati sugli spostamenti dei propri utenti della Lombardia per contenere la diffusione del coronavirus. Nelle ultime ore, invece, il tracciamento dei clienti Tim e Vodafone è stato esteso a tutta Italia.

Anche da noi si è deciso di uniformarsi al resto d’Europa, come riporta Reuters, dopo la richiesta esplicita della Commissione europea di poter utilizzare le informazioni sui movimenti dei cittadini. Un meccanismo diverso da quello utilizzato da Cina, Taiwan e Corea del Sud, dove sono stati raccolti dettagli sulla posizione fisica dei terminali. I dati saranno collezionati in forma anonima e aggregata per poter mettere a punto interventi mirati al fine di contrastare il nuovo virus.

Il Ministero dell’Innovazione sta inoltre cercando di mettere in campo una sorta di teleassistenza, per poter seguire al meglio gli individui in isolamento e per capire il livello di esposizione al rischio delle persone.

I risvolti sulla privacy

Rimangono dubbi circa i risvolti sulla privacy dei cittadini, con il Garante europeo per la protezione dei dati, Wojciech Wiewioroski, che ha specificato come la Commissione europea debba definire l’insieme delle informazioni che vuole ottenere e debba essere trasparente sul loro utilizzo.

Anche il Garante della Privacy Antonello Soro ha chiesto al governo di proporre un nuovo decreto sulla questione. Questo sistema, come spiegato da Soro:

“non porta ad una sospensione della privacy, ma consente di adottare strumenti efficaci di contenimento del contagio, nel rispetto dei diritti dei cittadini. ”

La durata della misura, a sua detta, dovrà durare soltanto il tempo necessario per lasciarsi alle spalle l’emergenza.

Sì, perché più’ di qualcuno sta alimentato gli interrogativi sul futuro di queste disposizioni. Sul tema ha fornito ulteriori chiarimenti Wiewioroski sottolineando come si tratti di “misure straordinarie”, che verranno abbandonate una volta terminata la crisi sanitaria.

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