Biden e lo scandalo delle «grazie preventive» per Fauci e Cheney

Roberto Vivaldelli

16/12/2024

Biden starebbe valutando la concessione di grazie preventive a figure come Fauci, mentre al Congresso prosegue l’indagine sulle origini del Covid-19.

Biden e lo scandalo delle «grazie preventive» per Fauci e Cheney

Prima di lasciare la Casa Bianca, il presidente Joe Biden starebbe valutando la concessione di grazie preventive a una serie di funzionari pubblici e politici che negli anni si sono scontrati con il presidente eletto Donald Trump, tra cui Liz Cheney, Anthony Fauci, Adam Schiff e il generale in pensione Mark Milley.

La grazia preventiva, un istituto giuridico straordinario, diventa ancor più controversa - come in questo caso - quando viene applicata a individui che non sono accusati né sospettati formalmente di alcun crimine. Biden rischia così di stabilire un precedente preoccupante: un presidente potrebbe utilizzare il potere di grazia non per correggere un’ingiustizia già perpetrata, ma per anticiparne una possibile, ipotetica o addirittura immaginata.

I timori di Biden sono che una futura presidenza Trump possa abusare del sistema giudiziario: ma la risposta non può essere un abuso parallelo, seppur preventivo, dei poteri presidenziali.

Il tramonto di Biden

Joe Biden ha promesso di essere un presidente capace di unire il Paese ma con la «grazia preventiva» va nella direzione opposta e rischia seriamente di apparire come una misura volta a proteggere un’élite che avrebbe uno «scudo giuridico» diverso da tutti gli altri cittadini. Su tutti, la grazia preventiva che fa più rumore è quella che Biden potrebbe concedere a Fauci. Questo accade mentre al Congresso si continua a indagare sulle origini della pandemia da Covid-19. Secondo un articolo di Matt Taibbi, il Comitato per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato (HSGAC) ha inviato lettere a una dozzina di agenzie federali, chiedendo di conservare documenti relativi alle origini del Covid-19.

Questa richiesta dimostra che l’indagine è ancora in corso, nonostante un rapporto di 512 pagine pubblicato dalla Sottocommissione della Camera sulla Pandemia da Coronavirus abbia concluso che il Covid-19 sia stato “probabilmente” causato da un incidente in laboratorio o correlato alla ricerca. Le lettere del Comitato si concentrano su informazioni che sarebbero state impropriamente nascoste dall’amministrazione uscente. Secondo una fonte, gli investigatori sono convinti di non aver ancora ricevuto tutto il materiale necessario. Il senatore Rand Paul, membro di spicco del Comitato, ha espresso frustrazione per la presunta mancanza di collaborazione da parte del NIH (National Institutes of Health) e dell’HHS (Department of Health and Human Services) riguardo alla ricerca sul «gain-of-function».

Insabbiare l’origine del Covid?

Secondo alcuni documenti rivelati da The Intercept, nell’occhio delle indagini del Congresso ci sono finanziamenti federali statunitensi destinati a EcoHealth Alliance, un’organizzazione che ha condotto ricerche sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan, includendo la creazione di nuovi virus capaci di infettare gli esseri umani. EcoHealth ha ricevuto milioni di dollari da agenzie federali, come il NIH di Anthony Fauci, per collaborare con Wuhan, nonostante i rischi noti di tali esperimenti. Una parte del lavoro chiave è stata svolta presso un laboratorio con standard di sicurezza inferiori a quanto presunto. Le sovvenzioni includevano avvertimenti sui pericoli, ma nonostante ciò gli esperimenti sono proseguiti. Secondo esperti come Richard Ebright, i documenti dimostrano gravi falle nella supervisione di ricerche ad alto rischio, portando a interrogativi sul perché nessuno abbia fermato queste attività e sull’apparente conflitto d’interessi

In una recente lettera indirizzata al direttore dell’FBI, Christopher Wray, è stata avanzata la richiesta di fornire «tutti i documenti relativi a fonti confidenziali dell’FBI che hanno fornito informazioni sul COVID-19». Questo elemento è particolarmente interessante, soprattutto in relazione a EcoHealth Alliance e al suo presidente, Peter Daszak, che lo scorso aprile si è rifiutato di condividere le sue comunicazioni con i federali in risposta a una richiesta di una sottocommissione della Camera. Daszak, noto per la sua collaborazione con l’Istituto di virologia di Wuhan dal 2014, ha giustificato il rifiuto sostenendo che tali comunicazioni potrebbero riguardare indagini attive dell’FBI. E se la grazia preventiva di Biden per Fauci riguardasse tutto questo?