Nuovo tetto al contante fino a 10mila euro: arriva la proposta del governo Meloni, cosa può cambiare per cittadini e imprese

Giacomo Andreoli

26/10/2022

31/10/2022 - 11:53

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Il senatore della Lega Alberto Bagnai ha presentato una proposta di legge che aumenta il tetto al contante a 10mila euro, contro gli attuali 2mila, che senza interventi a gennaio scenderanno a mille.

Nuovo tetto al contante fino a 10mila euro: arriva la proposta del governo Meloni, cosa può cambiare per cittadini e imprese

Altro che cashless o rivoluzione tecnologica, come promesso in campagna elettorale, il centrodestra, dopo la formazione del governo Meloni, si muove subito per alzare nuovamente il tetto al contante. Attualmente si possono pagare o fare transazioni in contanti con una soglia fino a 2mila euro. Ora la prima proposta di legge depositata da un esponente della coalizione di governo, il senatore leghista Alberto Bagnai, parla di un limite fino a 10mila euro, molto più alto della media europea dei Paesi membri che lo adottano.

Nel programma elettorale del centrodestra si parlava in modo generico proprio di un “allineamento” alla media dell’Unione europea. In diversi Stati del Vecchio Continente un tetto non c’è proprio, talvolta perché c’è l’abitudine ad usare maggiormente carte e bancomat rispetto all’Italia, talvolta il contrario. Nei Paesi dove c’è il limite, invece, la media è attorno ai 4.500 euro al mese.

Il braccio destro di Meloni, il senatore di Fdi Giovanbattista Fazzolari, ha spiegato che l’aumento al tetto ci sarà già nella prossima legge di Bilancio, anche se non ha detto effettivamente quale sarà la nuova soglia. Probabilmente la Lega ha deciso di alzare il tiro per ottenere una soglia ben superiore ai 2mila euro attuali. Ma effettivamente cosa può cambiare con l’innalzamento del limite all’uso del contante per famiglie e imprese italiane?

Tetto al contante, cosa prevede oggi la legge

Dallo scorso 1° gennaio 2022 il tetto doveva scendere a mille euro, come previsto dalla legge di Bilancio di fine 2021 targata Mario Draghi. A febbraio, però, a sorpresa è stato approvato un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Milleproroghe che ha mantenuto fino al 31 dicembre il limite a 2mila euro.

Insieme al partito di Meloni hanno votato Lega e Forza Italia, contro il parere del precedente governo a cui appartenevano. Si è trattata della settima modifica negli ultimi dieci anni: un vero e proprio caos legislativo. Senza interventi, dal prossimo 1° gennaio 2023, il tetto ora tornerà a mille euro.

Tetto al contante, Pd contro Lega e Fdi

Secondo il segretario della Lega Matteo Salvini, alzare il tetto di spesa in denaro contante fino a 10mila euro è “una proposta di buonsenso per meno burocrazia, più libertà”. D’accordo anche Fratelli d’Italia, secondo cui “non ha nessun collegamento con la lotta all’evasione: ci sarà una tregua fiscale come è previsto nel programma, chi ha pagato le tasse nei tempi e nei modi pagherà sempre meno di chi non lo ha fatto”.

Nettamente contrario il Partito democratico, secondo cui le parole di impegno contro le mafie, “sono già smentite dai fatti”. Secondo il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente dem a Palazzo Madama, la proposta Bagnai “renderebbe più difficile controllare i flussi di denaro e favorirebbe, oltre all’evasione, il riciclaggio del denaro”.

«In una fase in cui le mafie - ha aggiunto - cercano di infiltrarsi nell’economia legale investendo i soldi di provenienza illecita e criminale si fa loro un regalo consentendo di movimentare cifre ingenti senza alcun controllo». Chi ha ragione?

Perché il limite al contante può ridurre l’evasione fiscale

Per il precedente governo Draghi l’abbassamento del tetto al contante serviva a incentivare l’utilizzo di carte di credito, bonifici e bancomat, così da nascondere più difficilmente a Fisco e Polizia gli scambi non tassati di denaro. Ad oggi se si supera il tetto del contante nei pagamenti si può essere puniti con una multa da mille fino a 50mila euro.

Secondo la Banca d’Italia oltre due terzi del valore totale delle transazioni monetarie nella zona euro avviene ancora in contanti: insomma solo un’operazione su tre è in modalità cashless. Tuttavia uno studio del 2021 della stessa Banca, intitolato “Pecunia olet: uso del contante ed economia sommersa”, parla di evidenze raccolte che “indicano come vincoli più stringenti all’uso del contante possono essere uno strumento efficace per contrastare l’evasione fiscale”.

L’Italia al momento è tra gli Stati con le regole più dure sui contanti, ma è anche vero che molte delle nazioni che non prevedono limiti hanno di solito un’evasione fiscale molto più bassa. Ad esempio nel nostro Paese si evade l’Iva molto di più che negli altri in Europa. E la frode sull’Iva è la più semplice e immediata per i pagamenti in denaro. Quando si paga con carte e bancomat, infatti, è impossibile non pagare la tassa per consumatori da una parte e commercianti, esercenti e professionisti dall’altra.

La risposta dell’Unione europea

A precisa domanda sulla proposta delle Lega, il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha spiegato che l’esecutivo europeo, per contrastare il riciclaggio, aveva proposto un tetto ai contanti obbligatorio per tutto il Vecchio Continente, ma “non ci sono accordi per ora, tocca agli Stati membri decidere”. Quindi ha aggiunto che “come Commissione preferiremmo dei massimali più bassi possibili”. La proposta iniziale dell’Ue era però proprio di 10mila euro.

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