Tesla dovrà produrre batterie in Europa a causa delle politiche anti auto elettriche di Trump

P. F.

14 Gennaio 2026 - 13:45

Tesla trasferisce la produzione di batterie in Germania a causa delle politiche di Trump, puntando a rafforzare la sua presenza nel mercato europeo dopo il calo delle vendite.

Tesla dovrà produrre batterie in Europa a causa delle politiche anti auto elettriche di Trump

Per far fronte all’inasprimento della politica statunitense nei confronti delle auto elettriche e alla volontà europea di rafforzare la sua filiera industriale, Tesla, il colosso dell’automotive guidato da Elon Musk, prevede di avviare la produzione di batterie nella sua fabbrica tedesca di Grünheide, vicino a Berlino, a partire dal 2027. L’obiettivo è raggiungere una capacità di 8 GWh all’anno, sufficiente a equipaggiare circa 130.000 veicoli, riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni dalla Cina.

Mentre negli Stati Uniti il ritorno di Donald Trump segna un’inversione di rotta verso politiche meno favorevoli ai veicoli elettrici, l’Europa continua a puntare sulla transizione a zero emissioni con l’obiettivo di ridurre la propria dipendenza industriale dalla Cina. In questo contesto, la produzione di batterie in Europa assume un ruolo strategico e Tesla mira a inserirsi in questa dinamica, consolidando sul Vecchio Continente un’attività industriale centrale per i futuri sviluppi dell’azienda.

Tesla avvia la produzione di batterie in Germania

Al momento, la gigafactory tedesca assembla esclusivamente Tesla Model Y, utilizzando celle importate dalle fabbriche nordamericane del gruppo.

Per realizzare il progetto, Tesla dovrà adattare le strutture esistenti con investimenti per centinaia di milioni di euro, anche se al momento non sono stati comunicati dettagli precisi. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi logistici legati alle importazioni dagli Stati Uniti e allinearsi alla strategia europea di concentrare sul territorio locale l’intera filiera dei veicoli elettrici.

Il gruppo ha tuttavia ammesso che “produrre celle a basso costo in Europa resta estremamente complesso”, pur sottolineando che, se le condizioni saranno favorevoli, “l’intera catena del valore delle batterie potrebbe essere concentrata a Grünheide”. Non si tratta comunque di una novità assoluta: inizialmente lo stabilimento di Berlino doveva produrre 50 GWh di batterie, per poi delocalizzarne parte della produzione negli Stati Uniti.

L’iniziativa di Tesla si inserisce anche in un contesto industriale più ampio. L’Europa è infatti in netto ritardo rispetto alla Cina nella produzione di celle per batterie, un segmento cruciale per la mobilità elettrica. Per colmare questo divario, le istituzioni europee hanno annunciato quest’estate un finanziamento di 852 milioni di euro a sei progetti industriali focalizzati sulla produzione di celle per veicoli elettrici.

La strategia per rafforzare le vendite in Europa

Oltre alla dimensione industriale, la produzione europea di batterie risponde a un’esigenza più immediata per Tesla: arrestare il calo delle vendite sul mercato europeo.

Nel 2025, la casa automobilistica ha registrato contrazioni significative in diversi Paesi. A novembre, le consegne sono calate del 58% in Francia, del 59% in Svezia, del 49% in Danimarca e del 44% nei Paesi Bassi, mentre la Norvegia resta un’eccezione grazie alla quota di mercato dei veicoli elettrici superiore al 90%. Complessivamente, la quota di mercato europea di Tesla è scesa all’1,6% nel 2025, rispetto al 2,4% del 2024, e ancora più lontana dai livelli del 2023, quando il Model Y era l’auto più venduta in Europa e nel mondo.

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