Tensioni USA-Cina: Pechino accusa di “bullismo” gli Stati Uniti

Tra USA e Cina continua il clima di alta tensione. Nel mirino ora c’è la sicurezza dei dati informatici e la lotta contro i tentativi di spionaggio. Pechino accusa Washington di bullismo e detta nuove regole.

Tensioni USA-Cina: Pechino accusa di “bullismo” gli Stati Uniti

Non c’è tregua tra Cina e USA. Dopo che Donald Trump ha lanciato l’idea di rompere i legami economici con la nazione asiatica, da Pechino sono giunte velate accuse di bullismo sul fronte tecnologia e dati sensibili.

Un settore sempre molto caldo quello della sicurezza e della correlata ossessione per lo spionaggio tramite sistemi informatici e multinazionali hi-tech.

La Cina, infatti, ha annunciato un’iniziativa per stabilire standard globali sulla sicurezza dei dati, affermando di voler promuovere il multilateralismo in un momento in cui i singoli Paesi stanno mostrando prepotenza.

Il riferimento è chiaramente alla politica aggressiva di Trump contro app e aziende cinesi. Le tensioni USA-Cina, quindi, sembrano tutt’altro che superate.

La Cina sfida gli USA sulla sicurezza dei dati

Pechino ha lanciato un’iniziativa globale per la sicurezza dei dati che delinea i principi da seguire in aree che vanno dalle informazioni personali allo spionaggio.

La proposta, diffusa dal ministro degli Esteri Wang Yi, arriva proprio mentre gli Stati Uniti continuano a fare pressione sulle più grandi aziende tecnologiche cinesi, convincendo i Paesi del mondo a boicottarle in nome della sicurezza.

La Cina ha illustrato i punti chiave dell’iniziativa, tra cui non utilizzare la tecnologia per danneggiare l’infrastruttura critica di altri Paesi o rubare dati e assicurarsi che i fornitori di servizi non installino backdoor nei loro prodotti per ottenere illegalmente i dati degli utenti.

Una proposta di pace nella guerra tecnologica con gli USA? In parte, visto che l’annuncio è stato accompagnato da un non troppo velato attacco alla politica di Trump:

“Le regole globali sulla sicurezza dei dati ...dovrebbero essere raggiunte sulla base della partecipazione universale...Alcuni singoli Paesi stanno perseguendo con aggressività l’unilateralismo...conducendo cacce globali alle società leader di altri Paesi con il pretesto della sicurezza. Questo è bullismo e dovrebbe essere contrastato e respinto.”

Il riferimento non può che essere alle ultime battaglie intraprese da Trump contro Huawei e celebri app come Tik Tok.

L’annuncio, infatti, è giunto proprio un mese dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato che stavano eliminando piattaforme cinesi non affidabili nell’ambito di un programma denominato “Clean Network”.

La guerra tecnologica USA-Cina è in corso

La Cina controlla rigorosamente il proprio cyberspazio attraverso il “Great Firewall”, che per anni ha limitato l’accesso a società come le major statunitensi Twitter Inc (TWTR.N), Facebook Inc (FB.O) e il proprietario di Google Alphabet Inc (GOOGL. O).

Dalla sua parte, l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso di mira giganti cinesi come Huawei Technologies Co Ltd, Tencent Holdings Ltd e il proprietario di TikTok ByteDance, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale e la raccolta di dati personali.

Non solo, il mese scorso, gli Stati Uniti hanno presentato la loro iniziativa “Clean Network”, un programma volto a “salvaguardare le risorse della nazione, tra cui la privacy dei cittadini e le informazioni più sensibili delle aziende, dalle intrusioni aggressive di attori maligni, come il Partito Comunista Cinese”.

Inoltre, ha bloccato le esportazioni statunitensi verso Huawei e prevede di vietare TikTok negli Stati Uniti a meno che ByteDance non venda le attività statunitensi della celebre app.

Lo scenario, e le prospettive future, restano quindi conflittuali. Il multilateralismo sulla sicurezza dei dati auspicato dalla Cina appare più una provocazione contro gli USA.

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