Un terzo della produzione mondiale di uova arriva da un solo Paese

Andrea Fabbri

2 Marzo 2026 - 05:23

Le uova sono uno degli alimenti cardine di moltissime diete ma c’è un singolo Paese che produce un terzo di quelle commercializzate nel mondo

Un terzo della produzione mondiale di uova arriva da un solo Paese

Le uova sono uno degli alimenti più consumati nel pianeta. Apprezzate per l’elevato contenuto di proteine, per la versatilità e per i prezzi bassi, sono alla base della “nostra” Dieta Mediterranea, della cucina giapponese e di quella messicana.

Ma, a sorpresa, i maggiori produttori di uova non sono né il Giappone, né il Messico, né tantomeno i Paesi Mediterranei. A dominare la classifica della produzione è la Cina da cui proviene un terzo di tutte quelle commercializzate a livello globale.

La Cina produce un terzo delle uova commercializzate nel mondo

Secondo le ultime rilevazioni di settore, risalenti al 2024, la Cina produce circa 617 miliardi di uova ogni anno, ovvero il 34,8% dell’intero mercato mondiale.

Tutti gli altri Paesi sono ampiamente distanziati. L’India, seconda, è a quota 8,3%, l’Indonesia, terza, si ferma al 8,2%. Dietro di loro ci sono gli Stati Uniti con il 6,1% e il Brasile con il 3,7%.

A completare la top 10 dei produttori ci sono il Messico (3,5%), la Russia (2,6%), il Giappone (2,3%), il Pakistan (1,4%) e la Turchia (1,2%).

I prezzi delle uova continuano a salire

Nonostante i numeri impressionanti della Cina e, in generale della produzione mondiale, i prezzi delle uova stanno continuando a salire.

Le quotazioni sono più che raddoppiate rispetto al periodo pre-Covid, i prezzi all’ingrosso sono cresciuti nel 2024 di circa il 34% e nell’ultimo semestre del 2025 ci sono stati aumenti globali sull’ordine del 20%.

Il motivo? I picchi massimi di focolai di influenza aviaria registrati nell’ultimo biennio. Un segnale forte di come il sistema produttivo intensivo attuale stia iniziando a mostrare le prime crepe.

In Italia la situazione è sempre più complessa

Se la situazione mondiale è difficile, lo è ancora di più nel nostro Paese dove le uova hanno toccato a fine 2025 i record storici di prezzo.

I costi di quelle da allevamento gabbia hanno toccato i 2,38 €/Kg: il 13% in più rispetto al 2025 e il 43% in più rispetto a febbraio 2024. Quelle da allevamento a terra, che rappresentano il 70% della produzione italiana, hanno fatto ancora peggio con aumenti del 15% e del 45%.

Anche in questo caso il problema maggiore è quello dell’influenza aviaria. Lo scorso anno sono stati registrati nei Paesi Europei 699 nuovi focolai contro i 259 scovati nel 2024 e i 476 rilevati nel 2023.

E, purtroppo, le cose non stanno andando meglio in questo primo scorcio del 2026. Nel solo mese di gennaio i focolai europei sono stati 91 (nel 2025 erano stati appena 44). In Italia, invece, il Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria ha confermato 60 focolai da settembre a oggi. Di questi, 9 sono stati scoperti a gennaio, 3 in allevamenti di galline ovaiole.

La ragione dei rincari, secondo gli addetti ai lavori, è causata dai problemi crescenti di approvvigionamento causati dall’aviaria e la domanda in continuo aumento non fa che rendere il comparto produttivo ancora più fragile.

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