La miniera di Simandou trasforma il mercato del ferro. Cina sempre più dominante, ma si salva la magnetite australiana.
Il mercato globale del minerale di ferro sta entrando in una nuova fase in cui la materia prima siderurgica da semplice commodity evolve in uno strumento geopolitico strategico paragonabile ai minerali critici.
In un contesto globale segnato dal passaggio dalla globalizzazione alla nazionalizzazione, l’accesso a risorse di alta qualità è diventato una priorità per le grandi potenze, influenzando alleanze come il QUAD (Stati Uniti, Giappone, India, Australia) e AUKUS (Australia, United Kingdom, United States). L’acciaio rimane il fondamento della civiltà moderna, dunque il controllo del minerale di ferro è ancora essenziale per le infrastrutture, la logistica e la difesa.
Al centro di questa trasformazione si trova il mastodontico progetto Simandou in Guinea, considerato uno dei depositi di minerale di ferro di più alto grado al mondo, con una media del 65,8% di contenuto di ferro (davvero molto alto).
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