Cosa prevede il progetto della Cina da $25 miliardi per combattere il crollo demografico

Alessandro Nuzzo

7 Marzo 2026 - 12:40

Per il quarto anno consecutivo la Cina è alle prese con il calo della popolazione. Ecco il programma statale per cercare di invertire il trend.

Cosa prevede il progetto della Cina da $25 miliardi per combattere il crollo demografico

Non accenna ad arrestarsi il calo demografico della Cina. Per il quarto anno consecutivo anche il 2025 si è chiuso con numeri in diminuzione. L’ultimo report sulla natalità, pubblicato dal National Bureau of Statistics il 19 gennaio 2026, mostra che lo scorso anno ci sono state 7,92 milioni di nascite, mentre nel 2024 erano state 9,54 milioni. Si tratta del dato più basso mai registrato da quando esistono rilevamenti ufficiali, risalenti al 1949. A preoccupare è anche il fatto che nel 2025 il numero dei decessi ha superato quello delle nascite: sono stati infatti registrati circa 11 milioni di morti, con la popolazione totale diminuita di circa 3 milioni di persone rispetto al 2024.

Il trend negativo è iniziato nel periodo post-Covid quando, soprattutto a causa dell’incertezza economica e sociale, molti cittadini cinesi hanno iniziato a rimandare o rinunciare alla scelta di avere figli. Tuttavia il problema affonda le sue radici molto più indietro nel tempo, già dagli anni Sessanta. In quel periodo il governo cinese iniziò a rendersi conto che il tasso di crescita demografica stava aumentando rapidamente e che, mantenendo quel ritmo, la popolazione avrebbe potuto raggiungere livelli difficilmente sostenibili per il Paese.

Dopo un decennio di forte crescita demografica, nel 1979 venne quindi presa una decisione drastica: l’introduzione della politica del figlio unico, un sistema di controllo statale delle nascite che prevedeva limiti rigidi alle famiglie e la necessità di ottenere permessi per poter avere figli. Questa misura contribuì effettivamente a ridurre la crescita della popolazione e a stabilizzare la situazione demografica, ma nel lungo periodo ha generato anche effetti collaterali significativi.

Tra questi vi sono un forte squilibrio tra il numero di uomini e donne e una profonda alterazione della struttura anagrafica della popolazione. Oggi infatti la Cina si trova ad affrontare un rapido invecchiamento demografico: il numero degli anziani cresce sempre di più, mentre la percentuale di giovani diminuisce costantemente.

Negli ultimi anni il governo ha cercato di correggere questa tendenza. Già dal 2013 la politica del figlio unico è stata progressivamente superata, arrivando a consentire alle famiglie di avere fino a tre figli. Nonostante questa maggiore libertà, però, le nascite non sono aumentate. Molti giovani continuano a scegliere di non avere figli, sia per un cambiamento culturale e sociale, sia per l’elevato costo della vita e della crescita di un bambino in un contesto economico percepito come sempre più incerto.

Per molti giovani cinesi, infatti, mettere su famiglia e crescere dei figli è diventato economicamente difficile. Per questo motivo il governo ha deciso di intervenire con un piano di incentivi economici e politiche pubbliche per rilanciare la natalità, con investimenti stimati in circa 25 miliardi di dollari.

Cosa prevede il piano cinese per incentivare le nascite

L’obiettivo è ridurre i costi legati alla maternità e alla crescita dei figli, evitando che l’invecchiamento della popolazione finisca per compromettere la crescita economica del Paese nei prossimi decenni.

Tra le misure introdotte vi sono sussidi annuali di circa 500 euro per ogni bambino sotto i tre anni, pensati per alleggerire i costi iniziali sostenuti dalle famiglie. In alcune province, dove il tasso di natalità è ancora più basso, sono previsti bonus di importo maggiore. A questi si aggiungono programmi di supporto alla cura e all’educazione dei figli, come l’ampliamento dei servizi per l’infanzia, scuole materne gratuite e diversi sgravi fiscali.

Parallelamente il governo sta cercando anche di favorire i matrimoni, attraverso campagne sociali che promuovono la famiglia e la genitorialità. In alcuni casi sono state introdotte anche misure economiche indirette, come modifiche fiscali su determinati prodotti, con l’obiettivo di incentivare la natalità. Ad esempio è stata reintrodotta l’IVA sui prodotti anticoncezionali per disincentivarne l’uso.

Infine, di fronte a una popolazione sempre più anziana, la Cina sta valutando anche un progressivo innalzamento dell’età pensionabile, per evitare che il peso delle pensioni gravi eccessivamente sulle finanze pubbliche e per mantenere più a lungo attiva la forza lavoro del Paese.

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