La Cina è riuscita a sintetizzare un minerale ancora più duro del diamante

Andrea Fabbri

11 Marzo 2026 - 00:24

Un gruppo di ricerca cinese è riuscito a sintetizzare in laboratorio un materiale più duro del diamante. Una scoperta che potrebbe cambiare la storia umana

La Cina è riuscita a sintetizzare un minerale ancora più duro del diamante

Per moltissimi anni il diamante è stato considerato il materiale più duro esistente in natura. Un assunto che è stato messo in discussione per la prima volta negli anni ‘60 quando un team di ricercatori scoprì un minerale considerevolmente più duro nei pressi del cratere Barrington, in Arizona. A quel materiale venne dato il nome di lonsdaleite dal nome della cristallografa Kathleen Lonsdale.

Per sei decenni l’esistenza e la struttura della lonsdaleite, detta anche “diamante esagonale”, sono stati messi in dubbio dalla scienza dei materiali ma qualche giorno fa un gruppo di ricerca cinese ha confermato che esiste davvero e che è pronta a sostituire il diamante nella scala della durezza.

I dubbi sulla lonsdaleite

Alcuni ricercatori hanno sostenuto per anni che i segnali di diffrazione anomali della lonsdaleite erano semplicemente difetti di impilamento dei già conosciuti diamanti cubici. Altri, al contrario, sostenevano che fosse un materiale totalmente nuovo. Altri ancora erano convinti che il minerale non esistesse neanche.

Senza un campione puro da studiare nessuno avrebbe potuto dare una risposta definitiva.

Ma pochi giorni fa, grazie a un gruppo di ricercatori cinesi dell’Università di Zhengzhou, quel campione è arrivato davvero.

La Cina è riuscita a creare la lonsdaleite

Il team di ricerca cinese è riuscito in un’impresa mai vista: quella di sintetizzare un diamante esagonale in grandi quantità, suddiviso in pezzi millimetrici puri nella fase e stabili a condizioni ambiente.

Ovvero sono riusciti a creare esemplari di lonsdaleite studiabili e con proprietà misurabili.

Dal punto di vista tecnico i ricercatori hanno usato come materiale base la grafite pirolitica, una variazione prodotta artificialmente della grafite. Successivamente lo hanno compresso con una pinza in carburo di tungsteno a una pressione pari a 200.000 volte quella dell’atmosfera e a una temperatura compresa tra i 1.300 e i 1.900 gradi Celsius.

L’obiettivo dell’esperimento di laboratorio era quello di raggiungere la densità del diamante mantenendo inalterata la struttura esagonale propria della grafite. I risultati sono stati incredibili: il processo ha dato vita a frammenti di lonsdaleite che si sono rivelati più duri, rigidi e resistenti all’ossigeno rispetto ai diamanti.

La lonsdaleite ha enormi potenzialità di sviluppo

Il dato che lascia ben sperare gli studiosi di minerali è che la lonsdaleite prodotta in laboratorio è già più dura del diamante, ma non ha ancora raggiunto il massimo livello di durezza previsto a livello teorico.

I ricercatori che già lavorano da anni in questo specifico campo affermano di poter riuscire a rendere il minerale ancora più resistente quando verranno eliminate le ultime impurità presenti nei campioni.

Riuscire a farlo e creare una filiera produttiva di lonsdaleite potrebbe rivoluzionare i settori che oggi sfruttano maggiormente le proprietà dei diamanti: l’elettronica (sia per i semiconduttori che per i dispositivi di dissipazione di calore), il comparto minerario delle perforazioni, la medicina e l’industria medica specializzata nella realizzazione di strumenti chirurgici di precisione.

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