Il 2025 è stato un anno nero per i diamanti con il prezzo che ha raggiunto il valore più basso da inizio XXI secolo. Ecco i motivi che si celano dietro questo crollo.
Un tempo erano considerati un bene di lusso irrinunciabile e una potenziale opportunità di investimento; oggi, per i diamanti, il momento è decisamente negativo. Nel 2025 il loro valore ha raggiunto il livello più basso dall’inizio del XXI secolo, secondo Bank of America, e molti analisti ritengono che questa fase di debolezza possa proseguire almeno fino a tutto il 2026. Lo scorso anno i prezzi dei diamanti sono crollati del 26% e i dati di mercato indicano che le quotazioni dei diamanti naturali risultano inferiori del 25-30% rispetto ai livelli di inizio 2022.
Nello stesso periodo, al contrario, oro e argento hanno registrato rialzi da record, sostenuti dagli investitori in cerca di beni rifugio in un contesto di forte instabilità geopolitica, tra guerre, politiche commerciali aggressive e timori di inflazione. L’argento ha messo a segno un incremento di oltre il 130%, superando per la prima volta nella storia la soglia degli 85 dollari l’oncia, mentre l’oro ha guadagnato quasi il 70%, raggiungendo un picco superiore ai 4.500 dollari. Se i metalli preziosi hanno reagito così positivamente sui mercati, lo stesso non è avvenuto per i diamanti, che continuano invece a perdere valore. Appaiono ormai lontani i tempi in cui queste pietre erano considerate un simbolo indiscusso di ricchezza e prestigio. Ma perché il prezzo dei diamanti continua a scendere? Le ragioni sono diverse.
I motivi dietro il crollo del prezzo dei diamanti
Innanzitutto, contrariamente a quanto si crede, i diamanti non sono particolarmente rari. Nel corso del XX secolo la loro offerta è stata limitata artificialmente per sostenere i prezzi. La De Beers, società britannica che estrae e commercia diamanti, fino all’inizio del XXI secolo controllava circa l’85% della distribuzione mondiale. Grazie a una posizione quasi monopolistica, l’azienda riusciva a influenzare i prezzi, mantenendoli elevati. A questo si sono aggiunte campagne di marketing estremamente efficaci, come il celebre slogan «i diamanti sono per sempre», che ha associato queste pietre all’idea di amore eterno e impegno.
Negli ultimi anni, però, il prezzo dei diamanti ha continuato a scendere senza segnali di inversione. Le cause principali di questo declino sono due. La prima è la crescita dei diamanti sintetici prodotti in laboratorio, molto più economici rispetto a quelli naturali. La seconda è il calo significativo dei matrimoni, che ha ridotto la domanda tradizionale di diamanti. Si tratta di cambiamenti strutturali e sociali che hanno inciso profondamente sul mercato. I diamanti artificiali, ormai diffusi, presentano caratteristiche molto simili a quelli naturali e per questo molti consumatori li preferiscono, attiratti dal prezzo più basso. Il risultato è un’elevata offerta a fronte di una domanda in calo, che spinge ulteriormente i prezzi verso il basso.
Anche il settore industriale ne sta pagando le conseguenze. La De Beers si ritrova con circa 2 miliardi di dollari di pietre invendute e starebbe valutando il taglio di circa 1.000 posti di lavoro a livello globale. Secondo gli esperti, è improbabile che i diamanti tornino ai valori del passato senza cambiamenti significativi. Il mercato, semplicemente, dovrà abituarsi a volumi e prezzi più bassi nel prossimo futuro.
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